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ALLA RISCOPERTA DEI SAPORI LUCANI

23 ottobre 2003

I formaggi lucani tra grotte, fondachi e calanchi

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(ACR) - Un percorso gastronomico e ambientale attraverso dieci comuni della Basilicata caratterizza la manifestazione "Grotte Aperte" organizzata dall'Alsia (Azienda lucana di sviluppo e innovazione in agricoltura) per domenica 26 ottobre. In ogni grotta saranno allestiti degli stand con prodotti tipici e i turisti potranno degustare i formaggi lucani (cacioricotta, pecorino, caciocavallo podolico, canestrato, ricotta) accompagnati da un buon bicchiere di vino. La manifestazione, che conclude la III edizione della Settimana Bianca dei formaggi lucani, prevede inoltre l'apertura di undici locali destinati alla stagionatura dei prodotti caseari. Per l'occasione la cantine saranno trasformate in luoghi di accoglienza, riscoprendo così le tradizioni di un tempo. L'itinerario, che va da nord a sud della regione, vede coinvolti i comuni di Melfi, Filiano, Trivigno, Calvello, Cirigliano, Matera, Ferrandina, Roccanova, Moliterno e Chiaromonte. All'assaggio dei prodotti locali come salumi, miele, castagne, olio, peperoni, olive si affiancheranno altri eventi organizzati dai diversi comuni: a Melfi si svolgerà la giornata della falconeria; a Roccanova ci saranno un'esibizione automobilistica e in contemporanea la manifestazione denominata "il Parco urbano delle Cantine". Altrove si potrà assistere alla lavorazione del pane, della pasta casereccia, alla caseificazione o all'esposizione di prodotti artigianali. L'evento è l'occasione ideale per visitare le tradizionali cantine scavate nel tufo vulcanico dagli albanesi a Barile , per ammirare le pitture rupestri di Filiano o le chiese rupestri di Matera, per fare una salutare passeggiata nel Parco di Gallipoli Cognato o tra i boschi di faggio e di quercia di Ferrandina. "Grotte aperte" rappresenta, nelle intenzioni dell'ente organizzatore, anche uno stimolo per i residenti e i turisti a riscoprire l'importanza delle grotte scavate nella roccia di origine vulcanica, di quelle sparse tra i calanchi e dei fondachi . Un giro alla riscoperta di queste antiche e modeste dimore utilizzate, in passato, grazie alle caratteristiche condizioni microclimatiche, per le varie fasi di stagionatura del canestrato. Un'opportunità per gli amanti del formaggio e non di gustare antichi sapori perduti e di vivere, nello stesso tempo un'interessante esperienza. (A.D.S.)

Redazione Consiglio Informa

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