martedì, 17 mag 2022 22:59

Vai all'archivio
Stampa Invia

LA SELVICOLTURA NATURALISTICA COME UNA FILOSOFIA DI VITA

16 ottobre 2003

© 2013 - foresta1.jpg

© 2013 - foresta1.jpg

(ACR) - "La selvicoltura naturalistica come una filosofia di vita". Potrebbe essere questo il motto di Andrea Famiglietti, autentica colonna portante dell'Università di Basilicata nei primi anni dopo la sua fondazione, che il Consiglio Regionale di Basilicata ha voluto insignire di una medaglia alla memoria in occasione del quarto Congresso nazionale della Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale, celebrato a Rifreddo. Famiglietti, nato ad Avellino il 4 febbraio del 1923, conosceva bene ed amava profondamente la Basilicata, regione alla quale aveva dedicato i suoi multiformi talenti (era laureato in Scienze agrarie, con specializzazione in agricoltura tropicale, e in Scienze Forestali), anche prima di dedicarsi in maniera prevalente all'insegnamento. Famiglietti, infatti, aveva lavorato per il consorzio di Bonifica dell'Alta Val d'Agri (PZ), dirigendone la sezione montana. Non solo. Portano la firma del professor Famiglietti numerosi lavori a carattere forestale e di bonifica montana e Piani Economici dei beni silvo-pastorali, di numerosi comuni del Veneto, della Campania e della Basilicata (Muro Lucano, Bella, Abriola, Calvello, Viggiano, Marsico Nuovo, Corleto Perticara, Tricarico, Accettura, San Mauro Forte, San Severino Lucano, Viggianello, Terranova sul Pollino, Francavilla sul Sinni, Chiaromonte). Famiglietti ha anche avuto il merito di aver avviato, con il professor Lucio Susmel, anche lui insignito dal Consiglio regionale di Basilicata, il Centro di perfezionamento in Economia Montana delle Venezie di San Vito di Cadore (BL) negli anni '60, fucina di aggiornamento culturale e professionale di generazioni di forestali italiani. Il suo apporto scientifico-didattico all'allora giovane ateneo lucano fu di primissimo livello, ma Famiglietti ha forse riservato la parte migliore di sé per le indagini sul campo. Tra le sue ricerche maggiormente conosciute c'è sicuramente lo studio dell'influenza dei fattori suolo e clima sulla fertilità dei popolamenti e l'analisi della composizione floristica con la quale, con il botanico svizzero Emil Schmid, ha descritto le fasce di vegetazione dell'Appennino lucano centrale, oggi note con il nome degli autori. Nel bosco misto di cerro-abete-faggio dell'Appennino meridionale, Famiglietti ha applicato e messo a punto il metodo colturale di Susmel, nell'ambito della selvicoltura naturalistica. Un'imponente mole di conoscenze che ha trasmesso ai suoi allievi "condita" da battute fulminanti, facezie e tanta sperimentazione sul campo. Il suo ultimo lavoro "lucano" è stato una pubblicazione sulla flora del Pollino, firmato anche da Domenico Pierangeli e Federica Caivano, pubblicato postumo. Proprio mentre stava lavorando al testo, infatti, Famiglietti era stato colto da un malore: un ictus che lo avrebbe sottratto all'affetto e alla stima di colleghi e alunni nel giro di pochi giorni. (G.L.)

Redazione Consiglio Informa

argomenti di interesse

Per visionare il contenuto è necessario installare Adobe Flash Player