venerdì, 11 set 2026 17:53
Cifarelli: dignità, legalità e futuro per l'agricoltura lucana
11 settembre 2026, 12:41
Lavoro agricolo stagionale e caporalato, il Consigliere di Csx: "Se il fenomeno è strutturale, strutturale deve essere la risposta. Non possiamo continuare a rincorrere le emergenze"
(ACR) -
"L’iniziativa promossa dalla CGIL a Policoro ha il merito di riportare al centro della discussione pubblica una questione che riguarda insieme dignità del lavoro, legalità e futuro di una parte importante dell’agricoltura lucana. Il caporalato e lo sfruttamento non possono essere affrontati soltanto quando la cronaca ce ne mostra le conseguenze più drammatiche. Se siamo di fronte a un fenomeno strutturale nel Metapontino e nell’Alto Bradano, strutturale deve diventare anche la risposta delle istituzioni".
Lo dichiara il consigliere regionale Roberto Cifarelli di Centrosinistra, presidente della Seconda Commissione consiliare Bilancio e Programmazione che aggiunge:
"La Seconda Commissione, segue il problema fin dall’inizio della legislatura, attraverso audizioni e approfondimenti sui programmi regionali destinati all’accoglienza dei lavoratori agricoli stagionali. Il quadro che abbiamo davanti presenta però ancora forti criticità. Vanno menzionati il Borgo Boreano a Venosa, finanziato con 2,75 milioni di euro, e Borgo Gaudiano a Lavello, con 4,2 milioni, entrambi non giunti a compimento e i cui finanziamenti sono stati revocati. Quasi sette milioni di euro destinati all’accoglienza dei lavoratori stagionali non si sono tradotti nelle opere previste. Non serve distribuire responsabilità, ma capire perché quegli interventi siano falliti e impedire che accada nuovamente. Attenzione anche all’ex Tabacchificio di Palazzo San Gervasio, per il quale sono disponibili 3,7 milioni di euro destinati alla realizzazione di circa 144 posti letto e servizi collettivi. L’intervento necessita di una variante urbanistica e oggi non risultano ancora le condizioni per la sua approvazione. Regione e Comune devono confrontarsi rapidamente per evitare che altre risorse già assegnate alla Basilicata vengano messe a rischio".
"Nel Metapontino, invece - prosegue il Consigliere di Csx - il progetto attualmente disponibile prevede 50 posti a Tursi. Dall’avvio delle attività sono stati intercettati 283 lavoratori immigrati, ma soltanto sette sono stati effettivamente inseriti nella struttura. È un dato che va approfondito senza conclusioni affrettate. Occorre capire se il problema riguardi i requisiti di accesso, la localizzazione, la mobilità dei lavoratori o altri fattori. Ma una distanza così evidente tra persone contattate e persone accolte impone di verificare se il modello scelto sia davvero adeguato alla realtà del lavoro agricolo del Metapontino".
La questione - sottolinea Cifarelli - va però oltre le singole strutture. Ogni anno migliaia di giornate di lavoro nelle nostre campagne sono assicurate da lavoratori stranieri. Un alloggio dignitoso, trasporti regolari, assistenza sanitaria e sociale e un sistema trasparente di incontro tra domanda e offerta non sono soltanto politiche di accoglienza: sono vere infrastrutture sociali necessarie al funzionamento dell’agricoltura e strumenti fondamentali di prevenzione del caporalato. Il caporale trova spazio quando il lavoratore dipende da un intermediario per trovare lavoro, raggiungere il campo o avere un posto dove dormire. Sottrarre queste funzioni ai circuiti informali significa combattere lo sfruttamento prima ancora che sia necessario reprimerlo. Va richiamata infine la tragedia di Amendolara, dove quattro giovani braccianti hanno perso la vita, alcuni dei quali avevano lavorato anche nelle campagne del Metapontino. È la dimostrazione che il fenomeno supera i confini amministrativi e segue la geografia delle produzioni e delle raccolte. Per questo considero importante il confronto promosso dalla CGIL a Policoro e proporrò alla Seconda Commissione di tornare sul tema".
"Dobbiamo puntare a una vera programmazione regionale del lavoro agricolo stagionale, capace di stimare preventivamente i fabbisogni di manodopera nei diversi territori e periodi dell’anno - conclude il Consigliere - e, sulla base di questi, organizzare accoglienza, trasporti, servizi sanitari e sociali e incontro regolare tra domanda e offerta. Se il lavoro stagionale è strutturale per la nostra agricoltura, anche le politiche che lo accompagnano devono esserlo. Non possiamo continuare ogni anno a comportarci come se l’arrivo di migliaia di lavoratori nelle nostre campagne fosse un’emergenza imprevedibile".
