venerdì, 11 set 2026 17:53
Petrolio, Bochicchio: la Basilicata non accetterà diktat
11 settembre 2026, 11:16
Il Capogruppo socialista: "Superare le contrapposizioni ideologiche e difendere insieme gli interessi dei lucani. Nessuno pensi di decidere sul futuro delle nostre risorse senza la Basilicata e il consenso dei suoi cittadini"
(ACR) -
"Le parole della premier Giorgia Meloni a Bari e l’approvazione del decreto-legge su petrolio, estrazioni e attività energetiche strategiche impongono una riflessione a tutta la classe politica lucana. È il momento di superare le contrapposizioni ideologiche e ragionare con responsabilità sul futuro della Basilicata e delle sue risorse. Ci sono contraddizioni che riguardano destra e sinistra e che vanno affrontate, perché siamo tutti sulla stessa barca, in un ‘mar procelloso’. Le possibili forzature che si profilano nei rapporti tra Stato e Regione, che studieremo con attenzione, richiedono una responsabilità collettiva oltre gli schieramenti". Lo dichiara il capogruppo socialista in Consiglio regionale, Antonio Bochicchio, che aggiunge:
"Non vorremmo che questa destra, che si definisce patriottica, lo fosse fin troppo nell'imporre scelte ai territori e molto meno nell'assumere posizioni autonome sul piano internazionale. La crisi energetica dipende anche dalle scelte compiute nella gestione dei conflitti, dall'Ucraina alla guerra all'Iran e alle tensioni sullo stretto di Hormuz. La risposta non può essere pretendere più petrolio dalla Basilicata prescindendo dalla volontà e dagli interessi dei lucani. Torna alla mente la celebre frase di Samuel Johnson, secondo cui il patriottismo è l'ultimo rifugio delle canaglie. Ma sulle guerre, sulle risorse destinate a sostenerle e sulle scelte internazionali esistono anche responsabilità trasversali, attinenti a indirizzi europei e atlantici, che vanno messi in discussione. Oggi ne subiamo le conseguenze e sarebbe ugualmente sbagliato dimenticarlo".
"Ora, però – prosegue Bochicchio – dobbiamo difendere gli interessi dei lucani, andando oltre gli errori commessi e le divisioni. Il valore strategico delle nostre risorse per il Paese non autorizza il Governo a disporne unilateralmente, comprimendo il ruolo della Regione. Le procedure accelerate e il possibile ricorso, in caso di persistente inerzia regionale, ai poteri sostitutivi dello Stato attraverso un commissario ad acta costituiscono un passaggio delicato, sul quale la Basilicata deve far sentire la propria voce. La sicurezza energetica nazionale va tutelata nel rispetto della leale collaborazione istituzionale, senza ridurre la nostra regione a un territorio dal quale attingere risorse a ogni emergenza".
"Abbiamo già dato molto e abbiamo anche ricevuto ma non ci è stato regalato nulla. Non possiamo accettare che le conseguenze di scelte politiche discutibili, che hanno già sottratto troppe risorse al welfare e ad altri settori fondamentali, si affrontino adesso ‘emergenzialmente’ con un approccio predatorio. Un aumento delle estrazioni avrebbe ricadute ambientali, economiche e sociali innanzitutto sulla Basilicata, e ‘l’emergenza’ aggirerebbe troppe contropartite. La classe dirigente lucana – conclude Bochicchio – deve dimostrare compattezza. Nessuno pensi di svendere la propria terra per un posto a Roma o altrove, una candidatura o migliori relazioni politiche. Su una questione di questa portata non possono prevalere convenienze personali o di cordata. L'interesse nazionale deve conciliarsi con quello dei territori, garantendo a chi contribuisce alla sicurezza energetica del Paese voce nelle decisioni, tutele e benefici adeguati. La Basilicata continuerà a fare responsabilmente la propria parte, ma non accetterà diktat".
