giovedì, 23 lug 2026 21:44
Liste d'attesa, M5: "Quello della Basilicata primato di Pirro"
23 luglio 2026, 15:35
Il riferimento delle consigliere Araneo e Verri è al bollettino Agenas. "Il paradosso di una Regione che può vantare indicatori positivi mentre una parte della domanda sanitaria resta invisibile e i pazienti continuano a rinunciare alle cure"
(ACR) -
"Il bollettino trimestrale pubblicato da Agenas racconta una Basilicata da record: il 98,9% delle prime visite e il 94,6% degli esami diagnostici risultano erogati entro i tempi di garanzia. È un dato positivo, che riconosciamo senza esitazioni. Ma possiamo parlare di un vero successo se, nello stesso bollettino, la Basilicata registra anche il primato nazionale delle prescrizioni collocate nella classe con la finestra di attesa più lunga? È questa contraddizione a trasformare il risultato celebrato dalla Giunta in un primato di Pirro. In Basilicata, infatti, l’87,7% delle prescrizioni è collocato in classe P, prevista per le prestazioni programmabili entro 120 giorni. Si tratta di un primato nazionale, contro il 75,1% del Molise, il 69,7% della Calabria e l’84,4% della Campania. È lo stesso Latronico a riconoscere che questo dato 'ci impone una riflessione seria e condivisa con i medici di medicina generale sull’appropriatezza prescrittiva'. Se è l’Assessore a sollevare il problema, quella riflessione diventi oggetto di un confronto pubblico e istituzionale e non resti una frase buona per un’intervista". Lo affermano le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, Alessia Araneo e Viviana Verri, precisando che "una concentrazione così elevata di prescrizioni nella classe con la finestra temporale più ampia, infatti, può rendere più agevole il rispetto dei tempi di garanzia.
"Per capire cosa racconta davvero questo primato, la Regione - sottolineano le due Consigliere - renda pubblica la serie storica, così da verificare se si tratta di un’anomalia recente o di una caratteristica strutturale del sistema lucano. La Giunta chiarisca quali indicazioni ricevono i medici prescrittori per l’attribuzione delle classi di priorità, se i sistemi informatici delle strutture sanitarie regionali propongono la classe P come opzione predefinita e se, quando le agende delle classi più urgenti risultano sature, esistono meccanismi organizzativi che indirizzano le prescrizioni verso quella meno stringente. Il bollettino, però, fotografa soltanto le prestazioni prenotate ed erogate. Restano fuori i cittadini che non riescono neppure a ottenere una prenotazione perché le agende sono chiuse, quelli che rinunciano di fronte ai tempi prospettati e quanti, per curarsi, si rivolgono al privato o fuori regione. Un’indagine dell’Istituto Piepoli per la FNOMCeO, presentata nei giorni scorsi, restituisce un quadro assai meno lineare di quello raccontato dal bollettino. Quasi sei italiani su dieci dichiarano di aver rimandato o rinunciato a cure o controlli a causa dei tempi di attesa e, nel Sud e nelle Isole, la quota sale a due su tre. Tra quanti hanno avuto bisogno di una visita o di un esame, il 41% si è rivolto a una struttura privata a pagamento."
"Si arriva così al paradosso di una Regione che può vantare indicatori positivi mentre una parte della domanda sanitaria resta invisibile e i pazienti continuano a rinunciare alle cure, a pagare di tasca propria o a rivolgersi fuori regione. Il punto è capire cosa resta fuori dai dati celebrati dalla Giunta. Chiederemo quindi di conoscere la serie storica regionale delle prescrizioni suddivise per classe di priorità, i criteri con cui le Aziende sanitarie lucane applicano il modello RAO e il numero delle rinunce esplicite registrate dai Cup regionali negli ultimi tre anni. Lo faremo attraverso una richiesta di accesso agli atti e un’interrogazione consiliare".
"La Basilicata può legittimamente rivendicare un miglioramento nei tempi di erogazione ma un miglioramento statistico non coincide necessariamente con un miglioramento reale, soprattutto se non sappiamo quante persone restano fuori dal conteggio. Accanto ai dati positivi, - - concludono Araneo e Verri - la Giunta spieghi anche il primato delle prescrizioni in classe P. La sanità pubblica non si misura sulle statistiche più comode da raccontare, ma sulla vita reale di chi attende una visita. Se dietro un risultato positivo restano invisibili rinunce alle cure, prestazioni pagate di tasca propria e pazienti costretti a rivolgersi fuori regione, quello celebrato dalla Giunta è un primato di Pirro".
