lunedì, 25 mag 2026 04:37
Sanità, Basilicata. Lacorazza: la Caporetto di Bardi e Latronico?
22 maggio 2026, 12:07
Il Capogruppo PD: confronto del tutto tardivo ed insufficiente. Ci si assuma la responsabilità di questo fallimento annunciato. Ora si cambi il paradigma e lo spartito della proposta di Psr
(ACR) -
"A volte si ha l’impressione che le questioni non siano molto chiare. Da sette anni governa il Presidente Bardi e la destra. E i conti e i numeri in questi anni sono peggiorati: 60.000 lucani che rinunciano alle cure; 130 milioni di euro che la Regione paga per far curare i lucani fuori; 50 milioni di euro di deficit medio del sistema sanitario nell’ultimo triennio ripianati in parte con 100 milioni di euro delle cosiddette 'compensazioni ambientali' sottratte a politiche per le imprese e per il lavoro". Lo dichiara Piero Lacorazza, Capogruppo del PD in Consiglio regionale, che prosegue:
"Dopo 7 anni di governo della destra arriva una Piano Sanitario che come risulta evidente non affronta i nodi di una pianificazione che nel corso di questi anni ha visto una sbagliata gestione del DM 77/2022 (in particolare medicina del territorio e continuità assistenziale)".
"Siamo - evidenzia Lacorazza - al limite della scadenza dei target PNRR con verifica ispettive che ci saranno nei prossimi giorni e una corsa frenetica che sta determinando un’ 'ammuina' generale. Si accende la luce, si spera, per 17 Case Comunità su 19, spostando, temporaneamente anche due hub da Potenza e Lagonegro. I target raggiunti, in alcuni casi, sono muri, senza o con limitati servizi, qualche stanza aperta e lotti funzionali chiesti di allestire alle imprese in fretta e in furia. Case ed ospedali di comunità dovevano essere pronti da tempo per meglio gestire la transizione anche alla verifica ispettiva che auspichiamo sia superata sul piano tecnico poiché sarebbe un grave danno per tutti. La questione è chiara: conti saltati, programmazione sbagliata e PNRR gestito male”.
“E poi il confronto - sottolinea l'esponente del PD - del tutto tardivo ed insufficiente se si pensa che la delibera di Giunta n.600, annunciata come riforma della medicina territoriale, è di ottobre 2024, di circa 20 mesi fa; non vi è stato prima un confronto e neanche in questo lungo tempo trascorso lasciando che tutto arrivasse a ridosso delle scadenze".
"Sono agli atti del Consiglio le numerose di richieste di discutere per tempo, ma la porta ci è stata chiusa in faccia. Quali appelli alla responsabilità o al lavoro comune possono fare Il Presidente Bardi e l’assessore Latronico? Anche se si tratta di una evidente ‘Caporetto’ della politica, del governo della Regione, c’è la resistenza del Piave, e sulla quale porre le basi del rilancio: il responsabile e determinato ruolo degli amministratori locali e dei sindacati ma soprattutto del personale al quale va il nostro grazie perché provano, anche con qualità, a tenere in piedi il sistema sanitario, di cui dobbiamo continuare ad avere fiducia. Ci si assuma la responsabilità di questo fallimento annunciato e se si vuole rimettere il treno sul binario, tale da dare un contributo nella legittima dialettica maggioranza e opposizione - conclude Lacorazza - si cambi il paradigma e lo spartito della proposta di Piano Sanitario Regionale"
