martedì, 31 mar 2026 19:28
Teatro Stabile sede di Uffici, Consiglieri Cdx: scelta grave
31 marzo 2026, 15:22
I Consiglieri regionali Fazzari, Fanelli, Galella, Napoli, Picerno, Polese: inaccettabile che spazi nati per lo spettacolo dal vivo vengano piegati a esigenze burocratiche
(ACR) -
"Ancora una volta l’Amministrazione comunale di Potenza dimostra tutta la propria mancanza di visione culturale, scegliendo di trasformare il Teatro Stabile — simbolo storico della città e riconosciuto palazzo storico lucano — in un contenitore di uffici amministrativi. Una decisione annunciata dall’assessore Roberto Falotico che appare non solo sbagliata, ma profondamente lesiva del valore culturale e identitario di uno dei luoghi più importanti per la vita artistica cittadina".
Lo dichiarano i Consiglieri della Maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale Maddalena Fazzari, Francesco Fanelli, Alessandro Galella, Michele Napoli, Fernando Picerno, Mario Polese.
"Il Teatro Stabile - proseguono - non è uno spazio qualsiasi da riempire alla bisogna: è un presidio culturale, un luogo vivo, destinato alla produzione artistica, alla creatività, alla crescita culturale della comunità. Ridurlo a sede di uffici significa svuotarlo della sua funzione, mortificarne la vocazione e trasformarlo, di fatto, in un simbolo di arretramento culturale. Siamo di fronte a una scelta politicamente grave, che dimostra come la cultura venga considerata un problema logistico e non una risorsa strategica. È inaccettabile che spazi nati per lo spettacolo dal vivo vengano piegati a esigenze burocratiche, peraltro senza alcuna evidenza di valutazioni tecniche sulla loro idoneità a ospitare uffici pubblici".
"Ancora più incomprensibile - aggiungono - è il fatto che esista già il Palazzo della Cultura di via Cesare Battisti, recentemente recuperato e pienamente idoneo ad accogliere tali funzioni, nel cuore del centro storico. Ignorare questa realtà significa scegliere deliberatamente la strada più dannosa e meno coerente. Va sottolineato, inoltre, che spostare due/tre uffici nel centro storico non risolve il problema dello spopolamento, un fenomeno che si è sviluppato negli anni a causa delle precise scelte politiche delle amministrazioni di sinistra, che hanno volutamente spostato l’asse della città verso altre zone per esigenze legate a operazioni cementistiche e di urbanizzazione, riducendo progressivamente la vitalità del cuore storico di Potenza. Ridurre il Teatro Stabile a uffici non rappresenta dunque una soluzione, ma un ulteriore danno culturale, simbolico e identitario".
"Questa decisione sottrae spazi alla cultura, penalizza operatori e associazioni, e lancia un messaggio devastante: a Potenza i luoghi simbolo possono essere snaturati senza alcuna visione né rispetto. Chiediamo con forza all’Amministrazione di fermarsi e fare un passo indietro. Il Teatro Stabile - concludono - va tutelato, valorizzato e restituito integralmente alla sua funzione originaria. La cultura non si svuota per fare spazio alla burocrazia. La cultura si difende".
