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(RegioneInforma) L'EUROPA SI ALLARGA AD EST E LA BASILICATA SI RENDE AUTONOMA

15 luglio 2004

© 2013 - basilicata.jpg

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(ACR) - La morale di coesione che sottende lo spirito della Comunità Europea ben presto si tradurrà per la regione Basilicata, che si prepara a non fare più parte delle cosiddette regioni Obiettivo 1, nel nuovo "obiettivo 1bis". Alla luce dei nuovi avvenimenti Comunitari, la Regione Basilicata potrà usufruire di un programma che prevede una dotazione finanziaria adeguata per tutte quelle regioni che usciranno dall'obiettivo 1 per il solo effetto statistico. E' di dominio comune che l'Obiettivo 1 mira a promuovere lo sviluppo e l'adeguamento strutturale delle regioni con un'economia arretrata. Esso ovviamente comprende anche i nuovi paesi dell'Europa dell'Est. Lo scorso maggio sono entrati a far parte dell'Unione Europea dieci nuovi paesi: Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria. L'ingresso della Bulgaria e della Romania è invece previsto per il 2007-2008. Agenda 2000, il documento adottato dalla Commissione europea nel 1997, ha creato una serie di modifiche sui Fondi strutturali, tra le più importanti, la parallela creazione di Fondi di sostegno transitorio per quelle Regioni che non rientrano più negli Obiettivi 1, 2 e 5b. Nell'ambito dei Fondi strutturali, l'Obiettivo 1 rappresenta il capitolo di maggiore rilievo. Esso è finalizzato a promuovere la crescita e l'adeguamento strutturale delle Regioni che, come la Basilicata, presentano ritardi nello sviluppo. Per il periodo 2000-2006 sono stati destinati 195 miliardi di euro ai Fondi strutturali e, di questi, 135,9 all'Obiettivo 1, in percentuale il 69,7%. Attualmente sono le Regioni del Mezzogiorno ad usufruire principalmente dei Fondi strutturali. Solo di recente, esattamente il 17 febbraio scorso, la Commissione Europea ha reso note le sue proposte per il futuro dei Fondi strutturali nel periodo 2007-2013. Uno tra gli aspetti centrali emersi dalla nuova programmazione comunitaria è la conferma che l'utilizzo dei fondi strutturali a favore dei territori più deboli non è da considerarsi una gratificazione, una mancia, bensì un'azione indispensabile per rafforzare la crescita di tutta l'Unione, per rafforzare il potenziale di risorse umane, culturali e territoriali di tutte le sue regioni. È necessario però che il bilancio dell'Ue non si riduca, come avanzato da alcuni paesi, ma rimanga nelle sue dimensioni attuali. Sulla base dei dati correnti, la Basilicata esce dall'Obiettivo 1 perché non vi sono più i criteri per essere inclusi (PIL procapite inferiore al 75% della media comunitaria). E' cosa ovvia, dunque, che principalmente esso si deve all'effetto dovuto all'allargamento: da 15 a 25 la media si abbassa di molto. Tuttavia, questo non comporta la perdita del sostegno finanziario dell'Unione, come sembra tranquillizzare l'europarlamentare Gianni Pittella. Del resto un sostegno transitorio per le regioni e le zone non più ammissibili all'aiuto dei fondi era già stato ipotizzato nel piano di programmazione relativo al periodo 2000-2006, in modo da non compromettere i risultati garantiti dagli aiuti strutturali precedentemente erogati alle regioni bisognose di sostegno. Come riferisce l'europarlamentare lucano, la nuova politica di coesione prevede tre priorità politiche: "convergenza e competitività", "competitività regionale e occupazione", "cooperazione territoriale". Più nello specifico, si mira a un'azione forte sui fattori di contesto, a partire dal capitale umano, dalla ricerca, dalle grandi reti di trasporto. In particolare, la priorità che mira alla "convergenza e alla competitività" della Regione prevede quattro tipi di interventi: - modernizzazione della base produttiva - promozione della ricerca, miglioramento delle infrastrutture esistenti, promozione dei servizi alle imprese, diffusione delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione; - infrastrutture di base e accesso al mercato, soprattutto reti transeuropee e accesso a queste ultime, sviluppo e modernizzazione delle infrastrutture dei trasporti, miglioramento della sicurezza stradale, sviluppo dei trasporti marittimi e fluviali, miglioramento dei sistemi di distribuzione dell'acqua; - rafforzamento del capitale umano e inclusione sociale - miglioramento dei sistemi di educazione e formazione, potenziamento delle politiche attive del mercato del lavoro; - rafforzamento delle capacità amministrative - promozione della capacità di utilizzazione e controllo dei fondi pubblici, della formazione nella funzione pubblica, della trasparenza nel monitoraggio nei bandi e della lotta alla frode e alle irregolarità. Risulta degno di nota il fatto che il sostegno alle regioni deboli vada fatto sempre meno con incentivi e aiuti diretti alle imprese, e sempre più con azioni sul contesto in cui esse operano. Azioni forti sui fattori di contesto. In conclusione, ci si augura che la Basilicata possa continuare a diventare sempre più grande insieme a queste new entry orientali, continuando ad utilizzare sempre al meglio e sempre tutti i fondi europei messi a sua disposizione, come del resto ha sempre fatto fino ad ora. O, per dirla con le parole dell'on. Pittella sugli ultimi accadimenti comunitari "viene, dunque, confermata la posizione di quanti, come noi, in questi anni, hanno guardato alle prospettive della nostra regione, con fiducia e hanno sostenuto ed incoraggiato il lavoro di modernizzazione della Basilicata, anche attraverso l'utilizzo dei fondi europei". (K.S.)

Redazione Consiglio Informa

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