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Navazio: assuefazione e rassegnazione per le nomine Aql

Per il capogruppo di “Io Amo la Lucania” “la verità è che la gente non ne può più di partiti ingordi, divisi e spocchiosi. E queste nomine, con la loro sfacciata ipocrisia, rappresentano lo specchio di questa nostra regione”

09/04/2012 20:07

ACR“Le recenti nomine da parte dell’assemblea dei soci (Regione, Comuni) di Acquedotto Lucano Spa non hanno prodotto alcuna considerazione. La gente non reagisce. I partiti non reagiscono. É come se la gente si fosse assuefatta alle logiche di spartizione. Tutto è già visto e così non ci si sorprende, né ci si meraviglia : un ex assessore ricompensata da una vera e propria defenestrazione, un fratello di un consigliere di opposizione, un cugino di un consigliere di opposizione, un segretario di un partito della maggioranza che mette a disposizione le sue competenze, due ex segretari di partiti ricompensati per la loro acritica fedeltà. Fanno quello che vogliono e come vogliono. Di mezzo i sindaci che rispondono in teoria alle loro comunità, rassegnati. In buona sostanza è come se si riconoscesse che così va il mondo”. E’ l’opinione del capogruppo di “Io Amo la Lucania” in Consiglio regionale, Alfonso Ernesto Navazio.

“É da un po’ di tempo – aggiunge l’esponente politico - che mi sono convinto che ci sia bisogno di prendere posizioni in maniera netta su tante questioni. Allontanando l’indifferenza. Perché possa domandarmi: ‘se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?’. Siamo piccoli è vero, cerchiamo di interpretare un mandato che ci è stato dato. Responsabilità ma anche rabbia, che vogliamo allontanare per non lasciare che la disillusione si porti via la voglia di realizzare i sogni. I nostri e quelli di tanta gente. Le vicende di questi ultimi giorni continuano a non insegnare alcunché. La verità è che la gente non ne può più di partiti ingordi, divisi e spocchiosi. E queste nomine, con la loro sfacciata ipocrisia, rappresentano lo specchio di questa nostra regione. Siamo al paradosso. Nell’era dei tecnici avvolti in tailleur e blazer, in Basilicata, si preferiscono tecnici avvolti nel torpore familiare; quello partitico e quello in senso stretto. Una sorta di cerchio magico allargato. Non ci sono reazioni. Non ci saranno reazioni. Fanno quello che vogliono e come vogliono. Senza pudore. Salvo, domattina, iniziare un’altra tenzone. Ma tutto passerà, come nelle migliori commedie. A noi non resta, per il momento, che gridare. Far conoscere quello che sta succedendo. E prepararsi per il dopo. A costo anche di contraddirci”.

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