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Legge Regionale 30 novembre 2018, n. 47

DISPOSIZIONI PER IL RICONOSCIMENTO DELLA FUNZIONE SOCIALE SVOLTA DAGLI ORATORI E DAGLI ENTI CHE SVOLGONO ATTIVITÀ SIMILARI E PER LA VALORIZZAZIONE DEL LORO RUOLO, IN APPLICAZIONE DELLA LEGGE 1° AGOSTO 2003, N. 206

Bollettino Ufficiale n. 52 (Supplemento ordinario) del 4 dicembre 2018

Art. 1

Finalità

1. La presente   legge  disciplina  le iniziative regionali a  sostegno  delle  attività messe in campo dalle  Parrocchie, dagli oratori, dagli istituti cattolici, dagli istituti di culto riconosciuti dallo Stato di cui al comma 4 dell’articolo 1 della legge n. 328/2000 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) che recita “Gli Enti locali, le Regioni e lo Stato, nell’ambito delle rispettive competenze, riconoscono e agevolano il ruolo degli organismi non lucrativi di utilità sociale, degli organismi della cooperazione, delle associazioni e degli enti di promozione sociale, delle fondazioni e degli enti di patronato, delle organizzazioni di volontariato, degli enti riconosciuti delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi, o intese operanti nel settore della programmazione, nell’organizzazione e nella gestione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” e alla legge 1° agosto 2003, n. 206 “Disposizioni  per il riconoscimento della funzione  sociale ed educativa  svolta dagli oratori e dagli enti che svolgono  attività similari e per  la valorizzazione del  loro  ruolo” e riconosce le  loro iniziative.

2. La Regione a  tal  fine  riconosce  e valorizza  la funzione  sociale, aggregativa, educativa e formativa svolta dalle parrocchie, dagli istituti della Chiesa Cattolica  e dalle altre confessioni religiose  con le quali lo stato abbia stipulato un'intesa ai sensi dell'art. 8, comma  3 della Costituzione, mediante  attività  di  oratorio  o  attività similari; le attività sono finalizzate alla promozione dello sviluppo     individuale e alla socializzazione  dei  minori, degli  adolescenti e  dei  giovani   di  qualsiasi  nazionalità,  nonché all'aggregazione e alla socializzazione degli stessi mediante la realizzazione  di programmi e protocolli di intesa rivolti  alla diffusione dello sport, della solidarietà, delle iniziative culturali, del contrasto all’'emarginazione sociale, alla discriminazione razziale, al disagio e alla  devianza in ambito  minorile.

3. L’oratorio, in conformità al comma 3 dell’articolo 14 della L.R. n. 4/2007, si configura anche nella rete regionale integrata dei servizi di cittadinanza quale soggetto sociale ed educativo delle comunità locali, rivolto alla promozione dell’integrazione sociale e per il contrasto all’emarginazione, all’accompagnamento ed al sostegno della crescita armonica dei minori, degli adolescenti, dei giovani, delle persone con disabilità e delle famiglie che vi accedono spontaneamente.

Art. 2

Azioni di sostegno

1. Per il  conseguimento degli  obiettivi di cui  all'art. 1, la Regione  adotta  con deliberazione della Giunta  regionale, in ragione  della  dotazione  finanziaria  in bilancio, un programma annuale,  consultato il comitato tecnico  scientifico di cui all'art. 4 della presente legge.

2. Per le finalità di cui all'articolo 1, la Regione  sottoscrive  protocolli d'intesa separatamente  con:

- La Conferenza Episcopale di Basilicata (CEB), in rappresentanza delle Diocesi presenti sul territorio lucano, delle parrocchie, delle organizzazioni che rappresentano gli Istituti religiosi cattolici e dei singoli Istituti delle associazioni cattoliche nazionali degli oratoti presenti in Basilicata;

- i singoli enti di culto, o organizzazioni che li rappresentano, con cui lo Stato ha stipulato un'intesa ai sensi dell'articolo 8, comma 3 della Costituzione.

3. I protocolli d'intesa:

a) definiscono gli indirizzi e le azioni tendenti alla valorizzazione ed alla promozione  della  funzione  educativa,  formativa, aggregativa  e  sociale, svolta  attraverso le attività  di oratorio  e similari,  dei suddetti  soggetti  a favore dei minori, adolescenti ed a sostegno delle famiglie, in particolare quelle attività finalizzate alla diffusione dello sport e della solidarietà, alla promozione  sociale    e  di iniziative del tempo libero, a favore dell’ integrazione sociale e interculturale, al  contrasto del  disagio  e della devianza in ambito minorile;

b) individuano le forme di collaborazione tra la Regione, la Conferenza Episcopale di Basilicata e con gli altri enti di culto;

c) stabiliscono i casi e le modalità con cui  i soggetti di cui al precedente comma 1 partecipano agli organismi regionali che si occupano delle materie d'intervento  legate ai minori, agli adolescenti ed ai giovani;

d) elencano le materie, i modi ed i casi in cui i soggetti di cui al precedente comma 1 presentano proposte e programmi ed esprimono parere consultivo in  sede di elaborazione delle linee di programmazione della politica regionale, nelle materie di cui alla lettera c);

e) stabiliscono, sentita la Conferenza Permanente delle Autonomie di cui alla legge regionale 28 marzo 1996 n. 17 “Principi di coordinamento del sistema regionale delle autonomie in Basilicata”, i criteri con i quali Regione ed enti locali  lucani   possono   concedere  ai soggetti  di cui all'articolo 1, in comodato, beni immobili e mobili, secondo quanto previsto dall'articolo  3, comma 1 della legge n. 206/2003.

Art. 3

Concessione contributi

1. La Regione sostiene, nello spirito di sussidiarietà, le attività socio-educative individuate nei protocolli d'intesa di cui all'articolo 3 svolte dagli oratori, da attività  similari di altre confessioni religiose, con finanziamenti volti
a conseguire i seguenti obiettivi:

a) sostegno alla qualificazione e formazione degli operatori che agiscono nell'ambito degli oratori o attività similari di altre confessioni religiose;

b) realizzazione di percorsi di recupero a favore di soggetti a rischio di emarginazione sociale, di differenti forme di discriminazione, devianza e disabilita;

c) realizzazione di percorsi di formazione di cittadinanza attiva, di integrazione sociale  ed  intergenerazionale,  di  sport  e  tempo  libero,  di  cultura,  di solidarietà e promozione civile e sociale;

d) riadattamento e riqualificazione delle strutture esistenti e acquisto di arredi, attrezzature e   strumenti   didattici, diretti   anche   ad   una   maggiore partecipazione di soggetti diversamente abili.

2. Le parrocchie, gli  istituti cattolici e gli  altri  enti  di  culto  riconosciuti dallo Stato presentano  alla  Regione Basilicata  entro   il  15  luglio   di  ogni  anno, i  progetti concernenti le  attività di  oratorio o  attività similari  che  perseguono gli  obiettivi indicati  e le finalità della presente legge.

3. La Regione,  avvalendosi del  Comitato Tecnico  -Scientifico di cui all’art. 4, valuta  i progetti e concede  finanziamenti per la loro realizzazione nei limiti dello  stanziamento iscritto  a bilancio,  sulla  base  di  una graduatoria formulata tenendo  presente  specifici  criteri di meritevolezza e di proporzionalità in base alle popolazioni residenti stabiliti nell'ambito dei protocolli d'intesa di cui all'art. 2 della presente  legge.

4. Nell’ambito degli obiettivi fissati nei Piani Intercomunali dei Servizi Sociali e Socio Sanitari, i comuni associati in Ambiti Socio Territoriali possono stipulare convenzioni con gli oratori attivi nel territorio del proprio Ambito, che siano costituiti e risultino operativi da almeno un anno, per concorrere al potenziamento della rete formale dei servizi alle persone e alle comunità e per lo svolgimento di attività di utilità sociale, nonché per la partecipazione all’amministrazione condivisa dei beni comuni.

Art. 4

Comitato Tecnico-scientifico

1. Per la valutazione dei progetti e delle iniziative da realizzare, nell'ambito delle attività previste dalla presente legge, è istituito un  Comitato   tecnico   scientifico, di seguito denominato Comitato.

2. Il Comitato, aperto ai rappresentanti autorizzati dalla CEB e alle organizzazioni  rappresentative delle confessioni acattoliche è composto da sei componenti, nominati dal Consiglio regionale in base ad una comprovata esperienza, in  campo pedagogico, delle attività sociali, culturali e sportive e comunque dei problemi dell'infanzia. Del Comitato fa parte il Garante regionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

3. I componenti del comitato, scelti tra persone che non hanno  rapporti di lavoro subordinato o collaborazioni autonome o libero-professionali con la Regione, durano in carica tre anni  e possono  essere confermati per  una sola volta.  La partecipazione al Comitato è a titolo gratuito.

4. Il comitato adotta un documento di programma annuale con l'indicazione  analitica di tutte le attività, le iniziative ed i progetti ritenuti meritevoli di specifico  sostegno. Il programma annuale è approvato dalla Giunta regionale nel  rispetto dei criteri indicati negli artt. 2 e 3. Con specifico regolamento della Giunta regionale  sono individuate le modalità di funzionamento del Comitato.

5. Nel rispetto di quanto già previsto all’art. 14 della L.R. n. 4/2007, la Regione in fase di elaborazione dei Piani Intercomunali dei Servizi Sociali e Socio Sanitari triennali, può invitare il Comitato a far parte degli appositi tavoli di programmazione partecipata mediante rappresentante da esso designato. Analogamente i Comuni associati in Ambiti Socio Territoriali possono coinvolgere gli oratori attivi nel territorio del proprio Ambito, che siano costituiti e risultino operativi da almeno un anno, nelle attività di progettazione partecipata degli interventi e dei servizi che concorrono alla formazione dei rispettivi Piani Intercomunali dei Sevizi Sociali e Socio Sanitari.

Art. 5

Linee guida

1. La  Giunta  regionale, entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente  legge, sentita la competente Commissione Consiliare, adotta le linee guida per l’attuazione della presente legge.

Art. 6

Norma finanziaria

1. Per gli oneri derivanti dall’applicazione della presente legge è autorizzata la spesa per l’anno 2018 di euro 5.000,00, per l’anno 2019 di euro 40.000,00 e per l’anno 2020 di euro 40.000,00.

2. Alla copertura degli oneri derivanti dalla autorizzazione di spesa di cui al comma precedente si provvede, per ciascuna delle annualità ivi indicate, mediante prelevamento del corrispondente importo dallo stanziamento di cui al Fondo speciale per oneri di natura corrente derivanti da provvedimenti legislativi regionali che si perfezionano successivamente all’approvazione del bilancio, di cui alla Missione 20, Programma 03, Capitolo 67150 del Bilancio di Previsione Pluriennale 2018 - 2020 della Regione Basilicata.

3. La Giunta regionale è autorizzata ad apportare le necessarie variazioni di bilancio individuando Missione, Programmi e Capitoli come per legge.

Art. 7

Norma Finale

1. La presente legge è pubblicata sui Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata.

2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Basilicata.