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Legge Regionale 9 agosto 2006, n. 24

ADEGUAMENTO STATUTO DELLA COMUNITÀ MONTANA "CAMASTRA ALTO SAURO"

Bollettino Ufficiale n. 48 del 12 agosto 2006

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Art. 1

1. È approvato, ai sensi del quarto comma dell'articolo 6 della legge regionale 17 febbraio 1993, n. 9, lo Statuto della Comunità Montana "Camastra Alto Sauro", nel testo allegato.

Art. 2

1. È abrogata la legge regionale 2 settembre 1996, n. 44.

Art. 3

Pubblicazione

1. La presente legge regionale sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione.

2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Basilicata.

Statuto della Comunità Montana "Camastra Alto Sauro"

TITOLO I

Principi fondamentali

Art. 1

Costituzione, natura e finalità della Comunità Montana

1. Tra i comuni di Abriola, Anzi, Calvello, Corleto Perticara, Guardia Perticara e Laurenzana è costituita ai sensi delle vigenti leggi, la Comunità Montana "CAMASTRA ALTO SAURO", di seguito denominata Comunità Montana, ente locale dotato di autonomia statutaria nell'ambito delle leggi statali e regionali, avente la finalità di promuovere la valorizzazione del territorio compreso nel proprio ambito, di perseguire il riequilibrio e l'armonico sviluppo socio-economico delle condizioni di esistenza delle popolazioni montane attraverso sia l'esercizio di funzioni proprie o delegate, sia l'esercizio associato delle funzioni comunali.

2. Pur nelle differenziazioni derivanti dalla stessa configurazione fisica del territorio oltre che da diverse condizioni socio-economiche e storiche che hanno caratterizzato, anche culturalmente, questa realtà, la Comunità Montana intende rappresentare la volontà delle istituzioni e della comunità locale di perseguire un progetto comune di sviluppo attraverso il consolidamento di un sistema di relazioni e di rapporti al proprio interno e con altre realtà sociali e istituzionali che la circondano e nella consapevolezza di una sostanziale comunanza di problemi, ma anche di risorse e di opportunità che spingono a un patto di solidarietà fra le comunità locali e ad un processo di pianificazione strategica solidale per un nuovo sviluppo sostenibile.

3. Nell'ambito delle funzioni proprie e di quelle attribuite o delegate, la Comunità Montana è soggetto istituzionale equiordinato agli altri in cui si riparte la Repubblica.

4. La Comunità Montana definisce i propri organi, i servizi e gli uffici secondo le modalità previste dalle leggi statali e regionali, dallo statuto e dai regolamenti.

5. La Comunità Montana, secondo il principio di sussidiarietà, collabora con i Comuni, le altre Comunità Montane, la Regione, la Provincia, lo Stato e con le forme di aggregazione e unione tra enti locali nel pieno rispetto della reciproca autonomia.

Art. 2

Stemma e gonfalone

1. La Comunità Montana assume negli atti lo stemma con le caratteristiche appresso descritte: STEMMA "Cerchio verde con figura centrale di colore bianco raffigurante la chioma di un albero".

2. Il gonfalone della Comunità Montana riproduce su un drappo di colore verde lo stemma di cui al precedente comma.

3. L'utilizzazione dello stemma e del gonfalone è consentita per finalità istituzionali.

4. L'uso del gonfalone é preventivamente autorizzato dal Presidente della Giunta e/o dal Presidente del Consiglio.

Art. 3

Popolazione e sede

1. La popolazione della Comunità Montana è costituita dall'insieme della popolazione residente nei territori dei comuni compresi nella zona omogenea di cui all'articolo 1.

2. La Comunità Montana ha sede nel comune di Corleto Perticara.

3. Possono essere attivati recapiti e/o sportelli amministrativi e/o tecnici presso i comuni membri.

Art. 4

Funzioni

1. La Comunità Montana realizza la propria finalità attraverso l'esercizio delle funzioni ad essa specificamente attribuite dalla legge statale e regionale e di quelle ad essa delegate dalla Regione, dalla Provincia e dai Comuni.

2. Spetta alla Comunità Montana l'esercizio associato di funzioni proprie dei comuni o a questi delegate dalla Regione, nonché la gestione degli interventi speciali per la montagna stabiliti dalla Unione Europea o dalle leggi statali e regionali.

3. La Comunità Montana, alla luce della ridefinizione del profilo e del ruolo delle comunità montane come unioni di comuni, intende svolgere una forte azione propulsiva e di incentivazione del processo di riorganizzazione dei servizi e delle funzioni, oltre che di specifico e particolare sostegno per tale attività soprattutto ai Comuni di minore dimensione.

4. La Comunità Montana può altresì esercitare, in relazione alle proprie disponibilità finanziarie, ogni altra attività di pubblico interesse per la zona compresa nel proprio ambito territoriale che la legge non abbia demandato in via esclusiva ad altri enti.

5. Le funzioni di cui ai precedenti commi possono essere esercitate anche mediante la partecipazione o la costituzione di organismi associativi misti pubblico-privato.

Art. 5

Potestà regolamentare

1. In conformità alla legge e allo statuto, la Comunità Montana adotta regolamenti per l'organizzazione ed il funzionamento delle istituzioni e degli organismi di partecipazione, per il funzionamento degli organi e per l'esercizio delle funzioni.

Art. 6

Programmazione e cooperazione

1. La Comunità Montana nell'esercizio delle proprie funzioni e di quelle ad essa attribuite o delegate, uniforma la propria attività al metodo della programmazione in termini pluriennali, annuali e per progetti.

2. Assicura la imparzialità delle scelte, l'utilizzazione rigorosa delle risorse, l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa.

3. Promuove forme di consultazione tra forze sociali e produttive, cittadini singoli ed associati.

4. Ai fini della graduazione e differenziazione degli interventi, il territorio della Comunità Montana può essere ripartito in fasce altimetriche e di marginalità socio-economica.

5. Per l'attuazione dei propri fini istituzionali, la Comunità Montana assume come criteri ordinari di lavoro:

- il metodo della programmazione e quello della cooperazione con gli altri enti pubblici operanti sul territorio e in primo luogo con i comuni membri;

- il metodo della concertazione tra soggetti pubblici e soggetti privati.

6. Oltre ai documenti contabili previsionali espressamente previsti dalla legge, sono strumento di programmazione:

- il piano pluriennale di sviluppo socio-economico e i suoi aggiornamenti;

- i progetti speciali integrati riguardanti specifiche azioni coerenti con il contenuto del piano pluriennale e generalmente assunti anche d'intesa e con il concorso di altri enti pubblici e privati.

7. Il conseguimento degli obiettivi di programmazione e di pianificazione e/o di interventi o progetti speciali può avvenire anche con la partecipazione o la costituzione di organismi associativi misti pubblico-privati.

Art. 7

Principi di trasparenza

1. La Comunità Montana assicura la più ampia partecipazione dei cittadini all'amministrazione e al procedimento amministrativo, garantendo l'accesso alle informazioni in suo possesso.

2. A tal fine adotta, in conformità a quanto disposto dalle normative vigenti, appositi regolamenti volti:

- a disciplinare il diritto di accesso;

- a realizzare i massimi livelli di trasparenza dell'attività amministrativa mediante la pubblicità degli atti, la semplificazione delle procedure, la individuazione delle unità organizzative e dei responsabili del procedimento, la trattazione delle pratiche secondo l'ordine cronologico ed entro termini prestabiliti, la predisposizione di criteri e norme di garanzia per l'assegnazione di lavori, forniture e servizi, sussidi e contributi.

Art. 8

Informazione e comunicazione

1. La Comunità Montana cura la più ampia informazione alla popolazione sulla propria attività.

2. Al fine di cui al comma precedente istituisce un apposito Ufficio per le relazioni con il pubblico o ufficio per analoghe finalità e cura, anche in collaborazione con le altre istituzioni locali, pubblicazioni periodiche e altri strumenti di comunicazione avvalendosi di tecnologie innovative.

3. La Comunità Montana ha altresì un albo pretorio presso la propria sede per la pubblicazione dei documenti che devono essere portati a conoscenza del pubblico.

4. Il regolamento sull'ordinamento dei servizi e degli uffici individua il responsabile delle pubblicazioni.

Art. 9

Garanzie

1. Nella Comunità Montana le minoranze sono garantite nell'esercizio dei diritti e nella partecipazione alla vita ed alla dialettica democratica, secondo le disposizioni stabiliti dai regolamenti.

2. Sono costituite le Commissioni di Controllo e di Garanzia. La composizione, la durata, le modalità del controllo e della garanzia sono stabilite dal regolamento.

3. Il Presidente delle Commissioni di controllo e di Garanzia deve essere esponente dell'opposizione ed è eletto dai membri delle Commissioni stesse che, a loro volta, sono nominati dal Consiglio Comunitario.

TITOLO II
Ordinamento strutturale

Capo I - Gli organi elettivi

Art. 10

Organi della Comunità Montana

1. Sono organi della Comunità Montana il Consiglio Comunitario, la Giunta Comunitaria e il Presidente.

TITOLO II
Ordinamento strutturale

Capo I - Gli organi elettivi
Sezione I - Il Consiglio Comunitario

Art. 11

Composizione, elezione, insediamento e rinnovo del Consiglio Comunitario

1. Il Consiglio della Comunità Montana è composto dai rappresentanti dei Comuni ricompresi nella zona omogenea di cui all'art. 1.

2. Ciascun Comune, indipendentemente dal numero degli abitanti, è rappresentato da tre componenti di cui due della maggioranza e uno dell'insieme delle minoranze eletti dal Consiglio comunale con il sistema della votazione limitata ad una sola preferenza e separata tra maggioranza e minoranza.

3. Entro trenta giorni dall'insediamento dei consigli comunali, dopo le elezioni per il rinnovo degli stessi, i consigli comunali nominano i propri rappresentanti nel Consiglio della Comunità Montana in conformità a quanto previsto dal comma 2 del presente articolo 11.

4. La prima seduta del Consiglio Comunitario deve essere convocata dal Presidente uscente della Comunità Montana entro il termine perentorio di dieci giorni dal ricevimento delle deliberazioni di nomina dei rappresentanti di almeno quattro dei Comuni che hanno rinnovato il Consiglio Comunale.

5. Qualora al momento dell'insediamento non risultino eletti tutti i membri del Consiglio Comunitario, questo è successivamente integrato per iniziativa del presidente della Comunità Montana, in seguito al ricevimento dei relativi atti da parte dei singoli comuni.

6. Salvo quanto previsto dal precedente comma 3, in caso di rinnovo di un consiglio comunale, il comune interessato deve procedere alla nomina dei rappresentanti di cui al comma 2 entro i termini previsti dalle vigenti disposizioni di legge.

Art. 12

Ineleggibilità, incompatibilità e convalida dei consiglieri

1. In materia di ineleggibilità e incompatibilità alla carica di consigliere della Comunità Montana si applicano le norme vigenti in materia di ineleggibilità e incompatibilità alla carica di consigliere comunale e provinciale.

2. Al Consiglio Comunitario della Comunità Montana è riservata la convalida delle nomine dei propri componenti. A tal fine, nella seduta di insediamento in caso di rinnovo totale o nella prima seduta successiva alla comunicazione delle intervenute nomine o sostituzioni nel caso di rinnovo parziale, il Consiglio, prima di deliberare su qualsiasi altro oggetto ed anche se non sia stato presentato alcun reclamo, deve esaminare le condizioni degli eletti e dichiarare la ineleggibilità di essi quando sussista una delle cause previste dalla legge.

3. Alla sostituzione dei consiglieri dichiarati ineleggibili a norma del comma precedente provvede il consiglio comunale interessato entro trenta giorni dal ricevimento della relativa comunicazione da parte del Presidente della Comunità Montana con le procedure di cui al comma 2 del precedente articolo 11.

4. I consiglieri dichiarati decaduti a norma del comma precedente, cessano immediatamente dalla carica di consiglieri della Comunità Montana e devono essere sostituiti.

5. Alla sostituzione dei consiglieri dichiarati decaduti provvede il consiglio comunale interessato, con le procedure di cui al comma 2 del precedente articolo 11, entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione di decadenza da parte della Comunità Montana.

6. Dopo questi adempimenti preliminari l'adunanza prosegue all'elezione del Presidente e della Giunta come meglio specificato nell'art. 22.

Art. 13

Attribuzioni e competenze del Consiglio

1. Il Consiglio Comunitario è l'organo rappresentativo della Comunità Montana e svolge un ruolo di indirizzo e controllo politico-amministrativo dell'ente in una visione unitaria degli interessi e delle necessità dei comuni della Comunità Montana, uniformandosi ai principi, ai criteri, alle modalità e ai procedimenti stabiliti dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti.

2. Il funzionamento del Consiglio Comunitario, nel quadro dei principi stabiliti dal presente statuto, é disciplinato dal regolamento, approvato a maggioranza assoluta, che prevede, in particolare, le modalità per la convocazione e per la presentazione e la discussione delle proposte.

3. Il Consiglio Comunitario ha autonomia organizzativa e funzionale ed impronta l'azione complessiva dell'ente ai principi di pubblicità, trasparenza e legalità ai fini di assicurare il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione. Con norme regolamentari la Comunità Montana fissa le modalità attraverso le quali fornire al Consiglio Comunitario servizi e attrezzature, potendo altresì prevedere strutture apposite per il funzionamento del Consiglio Comunitario.

4. Il Consiglio Comunitario ha competenza limitatamente agli atti fondamentali previsti dalle leggi statali e regionali vigenti al momento dell'adozione.

5. Le deliberazioni in ordine agli argomenti di cui al presente articolo non possono essere delegate, né adottate in via d'urgenza da altri organi, salvo quelle attinenti alle variazioni di bilancio da sottoporre a ratifica del Consiglio nei successivi sessanta giorni a pena di decadenza.

6. Il Consiglio Comunitario esprime l'indirizzo politico-amministrativo anche mediante risoluzioni ed ordini del giorno concernenti obiettivi e criteri informatori dell'attività dell'Ente.

7. Il Consiglio Comunitario si riunisce, di norma, tutte le volte che viene convocato dal Presidente del Consiglio Comunitario o dal Presidente della Comunità Montana in caso di mancata elezione. Deve essere, altresì, convocato su richiesta scritta di almeno un terzo dei consiglieri assegnati alla Comunità Montana o su richiesta scritta da parte del Presidente della Comunità Montana nel caso di elezione del Presidente del Consiglio Comunitario: in tali ipotesi la riunione del Consiglio Comunitario deve tenersi entro il termine di giorni dieci dalla data di acquisizione al protocollo della richiesta scritta che deve contenere, per tutte e due le ipotesi, la indicazione dettagliata degli argomenti da iscrivere obbligatoriamente all'ordine del giorno.

8. Le deliberazioni del Consiglio Comunitario sono pubblicate mediante affissione all'Albo della Comunità Montana nella sede dell'Ente per quindici giorni consecutivi salvo specifiche disposizioni di legge emanate per gli enti locali.

Art. 14

Funzionamento del Consiglio

1. Il Consiglio Comunitario si riunisce, di norma, nella sede della Comunità Montana in Corleto Perticara.

2. Si riunisce in seduta pubblica, in uno dei comuni membri, per la trattazione di argomenti di particolare rilevanza per la collettività locale della Comunità Montana. In tal caso il Consiglio Comunitario può riunirsi nella sede di un Comune o di un altro Ente interessato agli argomenti da trattare. Per particolare esigenza di carattere sovracomunitario il Consiglio Comunitario può riunirsi anche in località esterne al territorio comunitario.

3. Il funzionamento del Consiglio della Comunità Montana si basa sui seguenti principi quadri:

- sulla regolarità della convocazione e della riunione;

- sulla pubblicità delle sedute, tranne che nelle ipotesi espressamente previste dal regolamento;

- sull'attività delle Commissioni Consiliari;

- sulla partecipazione alle sedute del Segretario Generale;

- sul rispetto del diritto dei Consiglieri, specie quelli che si riferiscono alla presentazione ed alla discussione di proposte e della garanzia e della partecipazione delle minoranze;

- sul diritto di informazione dei Consiglieri e dei Cittadini.

Il regolamento del Consiglio Comunitario dà articolazione e sviluppo ai suindicati principi.

4. Per quanto concerne il controllo sugli organi della Comunità Montana ed, in particolare, per quanto concerne lo scioglimento e la sospensione del Consiglio Comunitario e la rimozione e la sospensione degli amministratori comunitari trovano applicazione le disposizioni degli articoli 141 e seguenti del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successivi con la precisazione che il rinnovo del Consiglio Comunitario, nella ipotesi di scioglimento, avviene con le procedure previste dal precedente art. 11; in tale ipotesi la convocazione e la presidenza delle sedute consiliari di convalida e di elezione degli organi è attribuita al consigliere designato più anziano di età.

Art. 15

Diritti e doveri dei consiglieri

1. I consiglieri della Comunità Montana entrano in carica all'atto della convalida.

2. Lo stato giuridico dei consiglieri della Comunità Montana è stabilito dalla legge.

3. Nell'ambito dei principi stabiliti dalla legge, il regolamento del Consiglio Comunitario disciplina le modalità per l'esercizio, da parte dei Consiglieri, dei diritti e doveri fondamentali in ordine allo svolgimento del proprio mandato.

Art. 16

Gruppi Consiliari

1. I consiglieri si costituiscono in gruppi consiliari.

2. Ciascun gruppo consiliare deve essere composto minimo da due consiglieri. Il gruppo misto può essere composto anche da un solo consigliere.

3. I consiglieri che non aderiscono a nessun gruppo consiliare entrano a far parte del gruppo misto.

4. Il gruppo misto é  unico.

5. Il regolamento del Consiglio Comunitario disciplina le modalità di costituzione dei gruppi consiliari, l'istituzione della Conferenza dei Capigruppo e le relative attribuzioni nonché le modalità di assegnazione delle eventuali risorse finanziarie, umane e strumentali.

Art. 17

Commissioni Consiliari

1. Il Consiglio Comunitario, per l'esercizio delle proprie funzioni, si avvale di commissioni consiliari permanenti, costituite nel proprio seno, con funzioni referenti, redigenti, di controllo, consultive ed istruttorie. Può costituire con analogo criterio, commissioni speciali, a carattere temporaneo, per specifiche questioni.

2. Il regolamento dell'assemblea ne disciplina il numero, la composizione nel rispetto del criterio di proporzionalità, il funzionamento e le attribuzioni.

3. Le commissioni istituite per fini di controllo, indagine e garanzia sono presiedute dalla minoranze salvo esplicita rinuncia.

Art. 18

Commissione pari opportunità

1. È costituita la Commissione pari opportunità tra uomini e donne a carattere permanente e ordinario con funzioni consultive. Essa è composta da nove componenti così individuati:

n. 3 appartenenti al Consiglio Comunitario;

n. 6 indicati dai consigli comunali di ciascun comune membro della Comunità Montana individuati tra le donne residenti negli stessi che non ricoprono la carica di consigliere comunale.

2. La Commissione ha sede presso la Comunità Montana e svolge funzioni consultive a favore dell'Assemblea con riferimento a tutti gli atti da deliberare delle stessa in relazione alle seguenti finalità:

- rimuovere gli ostacoli che di fatto costituiscono discriminazione diretta o indiretta nei confronti delle donne;

- promuovere iniziative di partecipazione, informazione, ricerca e consultazione nell'ambito territoriale della comunità montana;

- operare uno stretto raccordo tra le realtà e le esperienze delle donne nel territorio e le elette nelle istituzioni.

3. Un apposito regolamento disciplinerà il funzionamento della Commissione.

Art. 19

Nomina rappresentanti della Comunità

1. La nomina dei rappresentanti della Comunità Montana presso Enti, Aziende ed Istituzioni è effettuata dal Presidente della Giunta, sentite le indicazioni della Conferenza dei Capigruppo.  (1)

Art. 20

Cessazione dalla carica di consigliere della Comunità Montana

1. Fatti salvi i casi di morte o di revoca da parte dei Consigli Comunali che li hanno nominati e quelli espressamente contemplati dalla legge, i singoli componenti del Consiglio della Comunità Montana cessano dalla carica a seguito di dimissioni, di perdita della qualità di membro di organi collegiali comunali.

2. Le dimissioni dalla carica di consigliere della Comunità Montana, indirizzate al Consiglio, devono essere assunte immediatamente al protocollo dell'Ente nell'ordine temporale di presentazione. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d'atto e sono immediatamente efficaci.

3. I consiglieri che non intervengono a tre sedute consecutive del Consiglio, senza giustificato motivo, sono dichiarati decaduti. La decadenza é proposta dal Presidente del Consiglio Comunitario, ove eletto, o in mancanza dal Presidente della Comunità Montana su iniziativa propria o su istanza di un quinto dei Consiglieri della Comunità Montana ed é pronunciata dal Consiglio dopo che sia decorso il termine di dieci giorni dal ricevimento, da parte dell'interessato, della raccomandata contenente la proposta di decadenza, che deve essere contemporaneamente comunicata anche al Sindaco del Comune di appartenenza. Entro il predetto termine di dieci giorni, il Consigliere nei confronti del quale é stata avanzata la proposta di decadenza, può presentare al Presidente proprie giustificazioni o memorie scritte delle quali verrà data lettura nella seduta consiliare nel cui ordine del giorno é stata posta in discussione la proposta di decadenza.

4. Il consigliere nei confronti del quale è stata pronunciata la decadenza ai sensi del comma precedente, non può essere rieletto a consigliere della Comunità Montana per tutta la durata del Consiglio comunale di appartenenza.

5. Alla sostituzione dei consiglieri cessati dalla carica a norma del presente articolo, provvedono i Consigli Comunali interessati entro trenta giorni successivi al ricevimento della comunicazione della vacanza con le procedure di cui all'articolo 11, comma 2.

Art. 21

Il Presidente del Consiglio Comunitario

1. Il Consiglio Comunitario, dopo la convalida dei consiglieri assegnati, secondo le designazioni dei comuni membri, può eleggere tra i suoi membri il Presidente del Consiglio Comunitario.

2. Il Presidente del Consiglio convoca e presiede il Consiglio Comunitario nel rispetto, fra le altre, delle disposizioni del combinato disposto del comma 7 dell'art. 13 e del comma 1, lettera c), dell'art. 27.

3. I compiti e le funzioni del Presidente del Consiglio Comunitario sono disciplinate da uno specifico regolamento che disciplina l'eventuale costituzione e funzionamento dell'ufficio di presidenza.

TITOLO II
Ordinamento strutturale

Capo I - Gli organi elettivi
Sezione II - La Giunta Comunitaria

Art. 22

Composizione ed elezione

1. La Giunta della Comunità Montana è composta dal Presidente e da un numero massimo di sei assessori.

2. Il Collegio è  sempre imperfetto.

3. Il Consiglio della Comunità Montana elegge, con unica votazione, il Presidente, il Vice Presidente e gli altri componenti della Giunta nella prima adunanza, sulla base di un documento politico-programmatico, sottoscritto da almeno un terzo dei componenti Comunità Montana, contenente la lista dei candidati alle suddette cariche. Il documento è illustrato dal candidato alla carica di Presidente.

4. L'elezione avviene a scrutinio palese, a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati alla Comunità Montana. Nel caso non si raggiunga la maggioranza predetta, si procede alla indizione di tre successive votazioni da tenersi in distinte sedute e comunque entro sessanta giorni dalla convalida dei consiglieri. Qualora in nessuna di esse si raggiunga la maggioranza richiesta, il Consiglio Comunitario è sciolto secondo le procedure previste dall'articolo 141 del D.Lgs. n. 267/2000 (TUEL) e successivi.

5. Il Consiglio approva il programma di mandato entro la seduta di approvazione del bilancio di previsione corrente.

Art. 23

Durata in carica, decadenza, mozione di sfiducia costruttiva

1. Il Presidente e i componenti della Giunta restano in carica per tutta la durata del Consiglio che li ha nominati e continuano ad esercitare le proprie funzioni anche dopo la scadenza del mandato fino alla nomina dei successori.

2. Il Presidente e la Giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia costruttiva espressa per appello nominale con voto della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati alla Comunità Montana.

3. La mozione deve essere sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri e può essere proposta solo nei confronti dell'intera Giunta; deve contenere le proposte di nuove linee programmatiche, di un nuovo Presidente e di una nuova Giunta in conformità alle disposizioni legislative, statutarie e regolamentari.

4. La mozione di sfiducia, indirizzata al Consiglio, è assunta al protocollo dell'Ente nella medesima giornata di presentazione. Essa è ricevuta dal Segretario Generale della Comunità Montana e da questi comunicata immediatamente al Presidente del Consiglio Comunitario o, in mancanza, al consigliere più anziano di età.

5. La mozione di sfiducia è posta in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione.

6. Nel caso in cui vengano presentate due o più mozioni di sfiducia, esse vengono messe in discussione in base all'ordine cronologico di presentazione.

7. La seduta consiliare nella quale è posta in discussione la mozione di sfiducia è convocata e presieduta dal Presidente del Consiglio Comunitario o, in mancanza, dal consigliere più anziano per età.

8. L'approvazione della mozione di sfiducia comporta la proclamazione del nuovo esecutivo proposto e la contestuale cessazione dalla carica di quello precedentemente eletto.

Art. 24

Dimissioni, revoca e sostituzione dei componenti della Giunta

1. Le dimissioni o la cessazione del Presidente o di oltre la metà dei componenti della Giunta comporta la decadenza dell'intero organo. La Giunta decaduta continua a svolgere le proprie funzioni fino all'elezione del nuovo organo con le procedure di cui all'articolo 24 e i termini per l'elezione decorrono dalla data del verificarsi dell'evento che ha causato la decadenza stessa.

2. Le dimissioni dalla carica del Presidente diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di venti giorni dalla loro presentazione al Consiglio.

3. Le dimissioni dalla carica degli Assessori, indirizzate al Consiglio, devono essere assunte immediatamente al protocollo dell'ente nell'ordine temporale di presentazione. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d'atto e sono immediatamente efficaci.

4. Il Presidente e i singoli Assessori possono essere rimossi o sospesi dalla carica a norma dell'articolo 142 del D.Lgs. n. 267/2000 (TUEL) e successivi.

5. I singoli Assessori possono essere revocati quando ricorrano gravi motivi che possano pregiudicare il regolare funzionamento dell'Amministrazione. La revoca è proposta con atto scritto e motivato, dal Presidente della Comunità Montana o da almeno un terzo dei consiglieri ed approvato dal Consiglio con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Restano comunque in carica sino alla nomina dei successori a norma del successivo comma 7.

6. La perdita della carica di consigliere comunale comporta la decadenza immediata da membro del Consiglio Comunitario e della Giunta Comunitaria fatto salvo quanto previsto dal comma 5 dell'art. 141 del D.Lgs. n. 267/2000 e successivi.

7. Alla sostituzione dei componenti della Giunta revocati ovvero dimissionari o cessati per altra causa prevista dalla legge e dallo Statuto, provvede il Consiglio, su proposta del Presidente della Giunta, con voto della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati alla Comunità Montana. A parità di voti, risulterà eletto il più anziano di età. Se dopo due votazioni fatte nella stessa seduta non si raggiunga la maggioranza assoluta, la sostituzione è fatta in altra seduta, sempre di prima convocazione, da tenersi entro quindici giorni dalla precedente, a maggioranza semplice.

Art. 25

Competenze e attribuzioni della Giunta Comunitaria

1. La Giunta uniforma la propria attività ai principi della collegialità, della trasparenza e dell'efficienza, adottando tutti gli atti di amministrazione idonei al perseguimento delle finalità dell'Ente nel quadro degli indirizzi generali ed in attuazione degli atti fondamentali approvati dal Consiglio.

2. Alla Giunta Comunitaria compete l'adozione di tutti gli atti di amministrazione che non sono riservati dalla legge al Consiglio e che non rientrino nelle competenze attribuite dalla legge, dallo Statuto e dai regolamenti al Presidente, al Segretario ed ai responsabili dei servizi.

3. La Giunta, in particolare:

- collabora con il Consiglio ;

- riferisce annualmente al Consiglio presentando una relazione generale sullo stato di attuazione dei programmi approvati e sul complesso delle attività amministrative dell'Ente, corredata da specifici consuntivi a cura dei singoli Assessorati.

Art. 26

Riunioni della Giunta Comunitaria

1. La Giunta Comunitaria si riunisce, di norma, in seduta riservata nella sede della Comunità Montana. Può riunirsi in seduta pubblica, a seguito di propria determinazione, per la trattazione di argomenti di particolare rilevanza per la collettività della Comunità Montana o di una zona sovracomunale. In tal caso la Giunta può riunirsi nella sede di un Comune o di altro Ente interessato agli argomenti da trattare. Per particolare esigenze di carattere sovracomunitario la Giunta Comunitaria può riunirsi anche in località esterne al Territorio Comunitario.

2. La Giunta delibera con la presenza della maggioranza dei componenti e con votazione palese fatti salvi i casi in cui la legge o i regolamenti prevedano la votazione segreta.

3. Il funzionamento della Giunta Comunitaria può essere disciplinato con apposito regolamento.

TITOLO II
Ordinamento strutturale

Capo I - Gli organi elettivi
Sezione III - Il Presidente

Art. 27

Attribuzioni e competenze

1. Il Presidente della Comunità Montana esercita le funzioni ad esso espressamente attribuite dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti e in particolare:

a) rappresenta l'Ente e sovrintende al funzionamento degli uffici e dei servizi, impartendo le opportune direttive al Segretario Generale e ai responsabili dei servizi per assicurare l'imparzialità e il buon andamento dell'Amministrazione;

b) propone gli indirizzi generali dell'azione politica e amministrativa dell'Ente; a tale scopo promuove e coordina l'attività dei membri della Giunta Comunitaria;

c) convoca e presiede il Consiglio Comunitario nel caso di mancata elezione del Presidente del Consiglio Comunitario o invia al Presidente del Consiglio Comunitario, nel caso di avvenuta elezione dello stesso, la richiesta di convocazione del Consiglio Comunitario con la proposta degli argomenti da porre all'ordine del giorno;

d) è garante del rispetto delle norme dei regolamenti comunitari;

e) convoca e presiede la Giunta assicurandone il coordinamento e l'unità di indirizzo;

f) propone al Consiglio la sostituzione motivata degli Assessori;

g) nomina i responsabili dei servizi dell'Ente;

h) conferisce incarichi di collaborazione esterna ad alto contenuto di professionalità direttamente correlati all'attuazione dell'indirizzo politico-amministrativo;

i) sovrintende all'esecuzione degli atti al fine di assicurarne la conformità agli indirizzi dettati dal Consiglio e dalla Giunta Comunitaria;

j) promuove ed assume iniziative per concludere accordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla legge;

k) promuove, tramite il Segretario, indagini e verifiche amministrative sull'intera attività della Comunità Montana;

l) compie gli atti conservativi della Comunità Montana ivi compresi, in particolare, quelli relativi alla rappresentanza in giudizio;

m) può disporre l'acquisizione di atti, documenti ed informazioni presso le Aziende Speciali, le Istituzioni e le Società per azioni appartenenti all'Ente, tramite i rappresentanti legali delle stesse e ne informa il Consiglio della Comunità Montana;

n) esercita in caso di assenza o di impedimento del Presidente del Consiglio tutte le funzioni ad esso attribuite.

Art. 28

Sostituzione del Presidente

1. Nei casi di assenza o impedimento temporaneo nonché nel caso di sospensione dall'esercizio della funzione adottata ai sensi delle vigenti leggi, il Presidente viene sostituito dal Vice Presidente.

Art. 29

Deleghe ai membri della Giunta Comunitaria

1. Il Presidente può conferire specifiche deleghe ai membri della Giunta Comunitaria nelle materie che la legge e lo Statuto riservano alla sua competenza.

2. Ai membri della Giunta sono delegate funzioni di sovrintendenza; ad essi può essere delegata la firma di atti specificamente indicati nell'atto di delega, anche per categorie, che la legge o lo Statuto riservano alla competenza del Presidente.

TITOLO II
Ordinamento strutturale

Capo I - Gli organi elettivi
Sezione IV - Aspettative, permessi, indennità e rimborsi agli amministratori della Comunità Montana

Art. 30

Rinvio

1. In materia di aspettative, permessi, indennità di carica e di presenza, indennità di missione e rimborsi di spese si applicano al Presidente, agli Assessori e ai Consiglieri della Comunità Montana le disposizioni previste dal decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successivi.

TITOLO II
Ordinamento strutturale

Capo II - Gli organi burocratici

Art. 31

Principi generali di gestione

1. Il funzionamento degli uffici si basa sul principio della separazione tra i poteri di governo, di indirizzo e di controllo politico, che competono agli organi elettivi, e i poteri di gestione che sono attribuiti ai dirigenti.

2. Agli organi elettivi compete, in particolare, di definire gli obiettivi e i programmi da attuare e di verificare la rispondenza dei risultati della gestione amministrativa alle direttive generali impartite.

3. I responsabili dei servizi, nell'ambito delle rispettive attribuzioni, sono direttamente responsabili del raggiungimento e della traduzione in termini operativi degli obiettivi individuati dagli organi di governo dell'Ente, partecipando altresì con autonome proposte, con analisi di fattibilità e con elaborazione di dati. All'inizio di ogni anno i dirigenti presentano alla Giunta una relazione sull'attività svolta nell'anno precedente.

4. Nei limiti della legge viene assunto, come principio generale di gestione, la massima semplificazione delle procedure, ferma l'esigenza inderogabile della trasparenza e della massima correttezza formale e sostanziale dei singoli atti e dell'azione amministrativa nel suo insieme.

Art. 32

Principi generali di organizzazione

1. L'ordinamento degli uffici e dei servizi si articola in strutture operative organizzate in modo da assicurare l'esercizio più efficace delle funzioni loro attribuite e secondo il principio che esse hanno carattere strumentale rispetto al conseguimento degli obiettivi determinati dall'amministrazione.

2. L'organizzazione delle strutture è impostata secondo uno schema flessibile costantemente adattabile sia alle mutevoli esigenze che ne derivano dai programmi concreti fissati dall'amministrazione, sia al perseguimento di migliori livelli di efficienza e funzionalità. A tale fine le dotazioni di personale previste per ciascuna struttura sono suscettibili di adeguamento e ridistribuzione, anche per periodi prefissati, nell'ambito della dotazione organica complessiva, in attuazione del principio della piena mobilità all'interno dell'Ente, solo nel rispetto dei criteri generali normativamente stabiliti.

Art. 33

Principi generali in materia di personale

1. La gestione del personale si ispira ai principi dell'efficienza, dell'efficacia e della responsabilizzazione individuale e di gruppo definita a tutti i livelli in termini di attività svolte e di risultati conseguiti.

2. La Comunità Montana riconosce determinante, per il razionale perseguimento degli obiettivi prefissati, il costante aggiornamento professionale e culturale dei propri dipendenti. A tali fini promuove e favorisce forme adeguate di aggiornamento, di qualificazione e di specializzazione professionale iscrivendo adeguate dotazioni finanziarie nel bilancio annuale e pluriennale.

3. La Comunità Montana garantisce ai propri dipendenti ed alle organizzazioni sindacali che li rappresentano la costante informazione sugli atti e sui provvedimenti che riguardano il personale, l'organizzazione del lavoro e degli uffici e il pieno rispetto delle norme di legge e contrattuali in materia di libertà e di diritti sindacali.

Art. 34

Regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi

1. Nel rispetto del vigente ordinamento del pubblico impiego e dei principi del presente Statuto la Giunta approva, sulla base degli indirizzi generali da parte del Consiglio, il regolamento sull'ordinamento generale degli uffici e dei servizi in conformità ai principi stabiliti nella legge e descritti negli articoli precedenti.

2. Il regolamento di cui al comma precedente dovrà, tra l'altro, disciplinare le modalità con le quali il Segretario Generale e i responsabili dei servizi eserciteranno la capacità e i poteri del privato datore di lavoro, di cui sono titolari in materia di organizzazione degli uffici e di gestione dei rapporti di lavoro, per la parte che loro compete in base alle disposizioni di legge, del presente statuto e dei regolamenti dell'ente nonché delle altre disposizioni recate in altre fonti funzionalmente connesse.

3. Il regolamento di cui al primo comma determina, altresì, le modalità ed i limiti delle eventuali autorizzazioni ai dipendenti a svolgere attività lavorativa estranea al rapporto di impiego, subordinando le stesse all'assolvimento, da parte dei richiedenti, degli obiettivi e del carico di lavoro assegnato. Le autorizzazioni vengono concesse nel rispetto delle vigenti leggi.

4. Le determinazioni dei dirigenti sono pubblicate mediante affissione all'Albo della Comunità Montana nella sede dell'Ente per quindici giorni consecutivi salvo specifiche disposizioni di legge emanate per gli enti locali.

Art. 35

Controllo interno

1. Per definire in maniera compiuta il complessivo sistema dei controlli interni all'Ente, il regolamento sull'ordinamento dei servizi e degli uffici anche in sistema con il regolamento di contabilità ed altri eventuali appositi regolamenti individua, oltre ai soggetti che devono effettuare i controlli più avanti indicati, metodi, indicatori e parametri quali strumenti di supporto per le valutazioni di efficacia, efficienza ed economicità dei risultati conseguiti rispetto ai programmi ed ai costi sostenuti. A tal fine il bilancio di previsione annuale e pluriennale, la relazione previsionale e programmatica, il rendiconto e tutti gli altri documenti contabili e programmatici dovranno consentire una lettura per programmi e obiettivi che permetta altresì l'attuazione di tutte le forme di valutazione e controllo di seguito indicate:

- controllo di regolarità amministrativa e contabile finalizzato a garantire la regolarità e la correttezza dell'azione amministrativa;

- controllo di gestione finalizzato a verificare l'efficacia, l'efficienza e l'economicità dell'azione amministrativa;

- valutazione della dirigenza finalizzato a confrontare, con periodicità almeno annuale, i risultati della gestione con gli obiettivi programmati delle direttive degli organi politici;

- valutazione e controllo strategico finalizzati a supportare l'attività di programmazione strategica e di indirizzo politico amministrativo e mirati a verificare l'effettiva attuazione.

- Si rinvia al regolamento di contabilità, per il revisore dei conti, e al regolamento degli uffici e dei servizi o altro apposito regolamento, per il nucleo di valutazione e/o altro organismo di controllo per i fini di cui al comma 1, per la definizione di:

* funzioni attribuite;
* criteri di selezione dei componenti esterni;
* cause di incompatibilità e di decadenza;
* procedura di nomina;
* risorse umane e strumentali a disposizione;
* modalità decisionali;
* indennità di funzione dei componenti esterni.

- Tutte le forme di valutazione e di controllo di cui al presente articolo dovranno promuovere il miglioramento della qualità dei servizi offerti, anche con forme di tutela e di partecipazione degli utenti alla elaborazione di standard qualitativi, nonché l'aumento del soddisfacimento dei bisogni potenziali ed espressi degli utenti.

Art. 36

Trattamento giuridico ed economico del personale

1. In ordine al trattamento giuridico ed economico del personale tecnico ed amministrativo assunto dalla Comunità Montana si applicano le norme vigenti. Dalla predetta disciplina è escluso, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, della legge 23 marzo 1981, n. 93, il personale impiegato dalla Comunità Montana cui si applichino norme diverse previste da accordi contrattuali a base nazionale.

Art. 37

Il Segretario Generale della Comunità Montana

1. La Comunità ha un Segretario Generale titolare che ha natura e funzione di organo di vertice gerarchico della tecnostruttura deputata alla gestione amministrativa. Egli riveste il ruolo di soggetto esponenziale della funzione di direzione globale dell'ente, sia per l'attività connessa alla funzione di garanzia, sia per l'attività connessa alla funzione di gestione.

2. Il Segretario Generale è assunto per pubblico concorso mediante contratto di diritto pubblico in base al vigente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per l'Area Dirigenza e deve possedere i requisiti richiesti dalla legge e dal regolamento sull'ordinamento degli Uffici e dei Servizi; inoltre, deve anche aver maturato una anzianità di almeno cinque anni di servizio in un ente territoriale in posizione equivalente a quella della qualifica apicale dell'ente; le modalità di reclutamento seguiranno le procedure previste dalla legge, dal regolamento statale ove competente, e dal regolamento interno sull'ordinamento dei servizi e degli uffici ed eventualmente anche dal regolamento interno per la disciplina degli accessi all'impiego; il Segretario Generale è inquadrato nella qualifica apicale prevista in base alla organizzazione dell'Ente.

3. Per la disciplina dello status e delle funzioni minime obbligatorie del Segretario Generale si fa rinvio ad ogni altra fonte, anche negoziale ove applicabile, in materia di segretari delle Comunità Montane.

4. La disciplina delle funzioni ulteriori assegnate al segretario nonché, più in generale, la conformazione del ruolo esercitato dal Segretario generale nella Comunità Montana sia rispetto agli organi politici, sia rispetto agli altri organi burocratici dell'Ente, sono disciplinate, in via prioritaria ma non esclusiva, nel regolamento sull'ordinamento generale dei servizi e degli uffici.

5. L'esercizio del potere di conformazione del ruolo del Segretario, di cui al precedente comma 4, deve essere necessariamente attuato costituendo in capo al Segretario, in attuazione del principio della necessaria unitarietà dell'organizzazione, una adeguata sfera di attribuzioni funzionali e strumentali idonea a consentire il pieno esercizio del ruolo di vertice unitario della sfera burocratica, che, come indicato nel precedente comma 1, si concreta inscindibilmente sia nell'attività connessa alla funzione di garanzia, sia nell'attività connessa alla funzione di gestione.

6. Nei casi di vacanza temporanea o di assenza temporanea del Segretario generale titolare con provvedimenti della Giunta Comunitaria si provvede alla nomina del sostituto con affidamento della reggenza o con affidamento della supplenza o del servizio a scavalco.

7. Al Segretario supplente, reggente o a scavalco, é attribuito un compenso pari a quello spettante ai segretari comunali.

Art. 38

I Responsabili dei servizi

1. I responsabili dei servizi, intesi quali vertici gestionali delle unità organizzativa di massima dimensione, sono nominati dal Presidente fra i dipendenti, assunti anche a tempo determinato a norma di legge, inquadrati nella categoria più elevata.

2. Il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi disciplina, fra l'altro, le modalità e i criteri per la nomina e la revoca dei responsabili dei servizi.

Art. 39

Copertura dei posti di dirigente o di alta specializzazione

1. La copertura dei posti previsti nella dotazione organica del personale di area dirigenziale o con alta specializzazione può avvenire nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia.

2. Le modalità di selezione, i parametri base per il trattamento economico e la durata del contratto a tempo determinato sono precisati nel regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi.

3. Il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi potrà prevedere la possibilità di costituire contratti di lavoro a tempo determinato nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge in materia.

4. Fuori dalla dotazione organica del personale e nei limiti previsti dalla legge potranno essere costituiti rapporti di lavoro a tempo determinato per qualifiche dirigenziali e per altri soggetti con alta specializzazione che dovranno comunque possedere i requisiti richiesti per la qualifica da ricoprire.

Art. 40

Collaborazioni esterne ad alto contenuto di professionalità

1. Per il conseguimento di obiettivi determinati ed in carenza di adeguate professionalità interne all'amministrazione il presidente può conferire incarichi di collaborazione esterna ad alto contenuto di professionalità che definiscano l'oggetto, comprensivo degli indirizzi di massima e dei risultati attesi, le risorse assegnate, la durata ed il compenso della collaborazione.

2. Le modalità di selezione, i parametri di base per il trattamento economico e la durata del contratto a tempo determinato sono precisati nel regolamento sull'ordinamento degli Uffici e dei Servizi.

TITOLO III

L'ordinamento finanziario e contabile

Art. 41

Autonomia finanziaria

1. La Comunità Montana ha autonomia finanziaria fondata su certezza di risorse proprie e conferite, nell'ambito del coordinamento della finanza pubblica e in base alle norme dell'ordinamento della finanza locale, che si applica anche alle comunità montane.

2. La finanza della Comunità Montana è costituita dalle entrate previste dalla legge e dallo Statuto.

3. Il Consiglio Comunitario approva l'entità del contributo annuale a carico dei Comuni membri.

4. Il regolamento di contabilità individua e disciplina l'uso dei beni comunitari.

Art. 42

Il Tesoriere

1. La Comunità Montana, nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge, istituisce un proprio servizio di tesoreria.

2. Il Tesoriere della Comunità Montana è individuato secondo le procedure previste nel regolamento di contabilità.

Art. 43

Il Revisore dei Conti

1. Il Consiglio della Comunità Montana elegge, con voto segreto e a maggioranza assoluta dei propri componenti, un Revisore dei Conti scelto tra le categorie indicate dalla legge.

2. Il Revisore dura in carica tre anni ed è rieleggibile per una sola volta. Non è revocabile salvo inadempienza all'incarico ricevuto.

3. L'esercizio delle funzioni di Revisore è incompatibile con qualsiasi altra attività professionale resa a favore della Comunità Montana.

4. La cancellazione o la sospensione dal ruolo professionale è causa di decadenza dall'Ufficio di Revisore.

5. La revoca della nomina è deliberata dal Consiglio Comunitario dopo la formale contestazione, da parte del Presidente, degli addebiti all'interessato, il quale potrà far pervenire le proprie giustificazioni nel termine di dieci giorni successivi al ricevimento delle contestazioni.

6. Il compenso annuale del Revisore è determinato dal Consiglio Comunitario, all'atto della nomina o della riconferma, per tutta la durata del triennio ed entro i limiti stabiliti con decreti ministeriali.

7. Il regolamento di contabilità definisce le modalità di funzionamento dell'Ufficio del Revisore e l'esercizio delle funzioni.

TITOLO IV

La partecipazione popolare e i diritti dei cittadini

Art. 44

Principi generali e soggetti della partecipazione popolare

1. La Comunità Montana valorizza ogni libera forma associativa e promuove la partecipazione dei cittadini alla propria attività, in particolare attraverso idonee forme di consultazione dei Comuni membri, degli altri enti pubblici e delle componenti economiche e sociali presenti sul territorio per una migliore individuazione degli obiettivi da perseguire e per un più efficace svolgimento della sua attività di programmazione e cooperazione.

2. Ai sensi del presente Statuto, in mancanza di diversa ed esplicita indicazione, si considerano cittadini tutti coloro che sono residenti nel territorio comunitario o che vi si recano abitualmente per ragioni di lavoro, di studio, o in qualità di proprietari immobiliari o di utenti di servizi locali.

3. Le modalità di espletamento della partecipazione popolare sono disciplinate dal regolamento.

Art. 45

Istanze, petizioni, proposte

1. Al fine di promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi, i cittadini singoli o associati possono presentare alla Comunità Montana istanze, petizioni e proposte.

2. Ai fini del presente Statuto si intendono:

a) per istanza: la richiesta scritta, presentata da cittadini singoli o associati, per sollecitare, nell'interesse collettivo, il compimento di atti doverosi di competenza degli organi della Comunità Montana;

b) per petizione: la richiesta presentata da un numero minimo di cento cittadini diretta a porre all'attenzione del Consiglio Comunitario una questione di sua competenza e di interesse collettivo;

c) per proposta: la richiesta scritta presentata da un numero minimo di cento cittadini o da cinque associazioni iscritte all'Albo di uno o più Comuni per l'adozione di un atto, di contenuto determinato, rispondente a un interesse collettivo, di competenza del Consiglio Comunitario o della Giunta Comunitaria.

3. Le istanze, petizioni e proposte, redatte in carta semplice ed indirizzate al Presidente della Comunità Montana, devono contenere l'indicazione dell'interesse collettivo da tutelare, la firma dei proponenti, il domicilio della persona o delle persone autorizzate al ricevimento delle comunicazioni relative.

4. Il Presidente della Comunità Montana esamina le istanze, petizioni e proposte nei trenta giorni successivi al ricevimento. Qualora ritenga che l'interesse da tutelare non rientri nelle competenze della Comunità Montana, ne dispone l'archiviazione dandone comunicazione scritta alla persona o alle persone autorizzate entro quindici giorni dalla scadenza del termine predetto. Qualora ritenga che l'interesse collettivo da tutelare rientri nelle competenze della Comunità Montana, sottopone le istanze, petizioni o proposte all'esame dell'organo competente, nella prima seduta utile. Delle decisioni dell'organo competente, da adottarsi non oltre il sessantesimo giorno dal ricevimento della comunicazione del Presidente, deve essere data comunicazione alla persona o alle persone autorizzate entro trenta giorni dall'adozione.

Art. 46

Consultazione popolare

1. Su materie di esclusiva competenza della Comunità Montana o a questa delegate dalla Regione, dalla Provincia e dai Comuni, il Consiglio o la Giunta della Comunità Montana può indire apposite consultazioni della popolazione interessata.

2. Le consultazioni possono rivolgersi a particolari settori della popolazione o a tutta la popolazione montana e si avvalgono dei seguenti strumenti attuativi:

a) questionari;

b) indagini per campione;

c) assemblee pubbliche;

d) consultazione delle associazioni di volontariato iscritte in apposito albo dei comuni;

e) altri strumenti analoghi di espressione delle opinioni anche ricorrendo a tecnologie informatiche e telematiche.

3. Della indizione di consultazioni viene dato adeguato pubblico preavviso, anche tramite l'affissione di manifesti in tutti i Comuni del territorio montano.

4. Le consultazioni non possono aver luogo in coincidenza con altre operazioni di voto.

5. L'esito della consultazione non è vincolante per la Comunità Montana. L'organo competente è però tenuto a esprimere le ragioni dell'eventuale mancato accoglimento delle indicazioni fornite dai cittadini.

Art. 47

Consultazione istituzionale

1. Il Consiglio o la Giunta della Comunità Montana possono, altresì, indire apposite consultazioni degli eletti nei consigli comunali, attraverso:

- la convocazione di assemblee, anche per sub-aree che coinvolgano tutti i consiglieri o, per specifici argomenti, i membri delle commissioni consiliari interessate;

- la richiesta di pronuncia attraverso l'approvazione di ordini del giorno consiliari comunali su specifici argomenti.

TITOLO V

Norme transitorie finali

Art. 48

Approvazione, modificazione ed entrata in vigore dello Statuto

1. Lo Statuto e le sue modificazioni sono deliberati dal Consiglio della Comunità Montana, secondo le modalità previste dal D.Lgs. n. 267/2000 (TUEL) e successivi e dalle leggi regionali in materia.

2. In generale, lo Statuto entra in vigore con l'avvenuto espletamento delle procedure previste dalle vigenti leggi.

3. In sede di prima approvazione dello Statuto lo stesso entra in vigore con l'approvazione da parte del Consiglio Comunitario e successiva approvazione con legge della Regione Basilicata.

4. Sino alla entrata in vigore dello Statuto continuano ad applicarsi le norme dello Statuto preesistente, purché compatibili con le disposizioni di legge statali e regionali emanate successivamente alla sua approvazione.

5. La convocazione del Consiglio avviene secondo le norme previste nel presente Statuto, fino ad approvazione del nuovo regolamento consiliare.

Art. 49

Regolamenti di attuazione dello Statuto

1. Il Consiglio della Comunità Montana approva, entro un anno dall'entrata in vigore dello Statuto, i regolamenti in esso previsti salvo che la legge non disponga termini diversi. Fino all'adozione dei suddetti regolamenti, restano in vigore le norme adottate dalla Comunità Montana secondo il presente Statuto e che risultino compatibili con la legge.

2. I regolamenti entrano in vigore con la pubblicazione all'Albo della Comunità Montana.

Art. 50

Verifica dello Statuto

1. Il Consiglio della Comunità Montana può procedere alla verifica della sua attuazione, promuovendo anche consultazioni con i Comuni della Comunità Montana.

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NOTE

(1) Nel Bollettino Ufficiale il presente comma è indicato erroneamente come comma 3.