Stampa PDF Segnala ad un amico

Legge Regionale 9 agosto 2006, n. 23

ADEGUAMENTO STATUTO DELLA COMUNITÀ MONTANA "ALTO BRADANO"

Bollettino Ufficiale n. 48 del 12 agosto 2006

_____________________________________________________

Art. 1

1. È approvato, ai sensi del quarto comma dell'articolo 6 della legge regionale 17 febbraio 1993, n. 9, lo Statuto della Comunità Montana "Alto Bradano", nel testo allegato.

Art. 2

1. È abrogata la legge regionale 23 gennaio 1995, n. 9.

Art. 3

Pubblicazione

1. La presente legge regionale sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione.

2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Basilicata.

Statuto della Comunità Montana "Alto Bradano"

TITOLO I

Principi generali e finalità

Art. 1

Principi fondamentali

1. La Comunità Montana Alto Bradano, Ente pubblico autonomo di governo della comunità locale, è una Unione di Comuni, montani e parzialmente montani, avente lo scopo di promuovere la valorizzazione della zona montana per l'esercizio di funzioni proprie, di funzioni delegate e per l'esercizio associato delle funzioni comunali.

2. La Comunità Montana Alto Bradano è costituita dai Comuni di Acerenza, Banzi, Forenza, Genzano di Lucania, Oppido Lucano, Palazzo San Gervasio, San Chirico Nuovo e Tolve.

3. La Comunità Montana Alto Bradano, opera per promuovere il progresso civile, culturale ed economico delle comunità altobradaniche, fondando la sua azione nel rispetto della persona, sui principi di sussidiarietà, del partenariato, della pluralità e sulla solidarietà. Garantisce la reale partecipazione dei cittadini singoli ed associati alla vita amministrativa dell'Ente. Conforma la sua attività e la sua organizzazione a criteri di democrazia, di efficienza, di economicità, di efficacia e di pubblicità.

4. La Comunità Montana Alto Bradano è dotata di autonomia statutaria nell'ambito dei principi stabiliti dalle leggi statali e regionali, che ne determinano le funzioni, nonché nel rispetto delle norme fondamentali per la propria organizzazione fissate dal presente statuto e dai regolamenti.

Art. 2

Segni distintivi

1. La Comunità montana adotta come propri segni distintivi uno stemma ed un gonfalone raffigurati da uno scudo sormontato da una corona con otto pietre preziose, di cui cinque visibili e tre sul retro. Nella parte bassa dello scudo sono riportati otto territori, di colore verde delimitati da linee gialle e sovrastati da cielo celeste. Sottostanti lo scudo vi sono otto stelle a cinque punte di colore oro, rappresentanti i Comuni.

2. L'uso dei distintivi per fini diversi da quelli istituzionali è disciplinato con regolamento.

Art. 3

Territorio e sede

1. Il territorio comunitario è situato nella parte nord del fiume Bradano, ha una estensione di 750,27 kmq. e coincide con il territorio dei comuni che costituiscono la Comunità Montana.

2. La Comunità Montana ha sede in Acerenza.

Art. 4

Statuto

1. La Comunità Montana adotta lo statuto nell'ambito dei principi stabiliti dalle leggi generali della Repubblica e dalla legge regionale.

2. Lo statuto individua le finalità e gli strumenti per la promozione socioeconomica della collettività montana, stabilisce i criteri e le norme per l'organizzazione della Comunità Montana, fissa le modalità per la partecipazione dei cittadini singoli e associati alla vita politica ed amministrativa dell'ente.

3. Secondo il principio di sussidiarietà la Comunità Montana collabora con i comuni, le altre Comunità Montane, la Provincia, la Regione, lo Stato e con le forme di aggregazione di unioni tra enti locali nel pieno rispetto della reciproca autonomia. In applicazione del medesimo principio di sussidiarietà e nell'esercizio delle proprie funzioni, la Comunità Montana riconosce e favorisce, in conformità allo Statuto, ogni iniziativa autonoma dei cittadini singoli o associati, delle famiglie, delle organizzazioni di volontariato e delle formazioni sociali tutte.

4. Le deliberazioni di revisione dello Statuto sono approvate dal Consiglio dell'Ente con le medesime modalità previste dalla legge per la sua adozione. La proposta di abrogazione totale o parziale dello Statuto può essere deliberata se accompagnata dalla proposta di un nuovo testo che sostituisca quello da abrogare. Contestualmente alla sostituzione, modificazione o integrazione di parti dello Statuto, il Consiglio provvede all'adozione del nuovo testo integrato dello statuto.

Art. 5

Regolamenti

1. La Comunità Montana emana regolamenti nelle materie previste dalla legge e dal presente Statuto o, in generale, in quelle di propria competenza.

2. I regolamenti sono soggetti alla pubblicazione all'Albo Pretorio in concomitanza con la pubblicazione della delibera di approvazione dello stesso e in conformità alle disposizioni sulla pubblicazione degli atti.

3. I regolamenti e le successive abrogazioni o modifiche degli stessi, sono conservati in una unica raccolta, tenuta dall'ufficio di segreteria a disposizione del pubblico.

Art. 6

Attribuzioni e finalità

1. La Comunità Montana esercita le funzioni proprie e delegate e gestisce gli interventi speciali per la montagna, stabiliti dalla Unione Europea e dalle leggi statali e regionali.

2. In particolare la Comunità Montana, nell'esercizio delle funzioni nei settori organici dei servizi alla persona, dell'assetto ed utilizzazione del territorio e dello sviluppo economico:

a) promuove il miglioramento e l'armonico riequilibrio delle condizioni di vita della popolazione attraverso l'erogazione di servizi, la predisposizione di infrastrutture, la realizzazione di interventi anche di sostegno all'attività economica e sociale, pubblica e privata, idonea a favorire il miglioramento stesso;

b) promuove la tutela e la valorizzazione del paesaggio, del patrimonio ambientale, linguistico, storico, artistico e culturale del territorio e ne favorisce la conoscenza e l'approfondimento;

c) favorisce lo sviluppo armonico del territorio, compatibilmente con la tutela ambientale, delle attività economiche in ogni settore e dell'associazionismo cooperativo, con specifici programmi, anche al fine di attivare risorse private per finalità pubbliche;

d) attua misure necessarie per migliorare la qualità del contesto montano, per tutelare e valorizzare le zone agricole, il patrimonio forestale, la difesa del suolo e dell'ambiente;

e) favorisce, attraverso il sistema della concertazione ed utilizzando gli strumenti di programmazione negoziata, lo sviluppo locale integrato in una logica di sussidiarietà, di partenariato pubblico-privato, realizzando la partecipazione attiva di tutti gli attori economici e sociali, partendo dai bisogni, dalle caratteristiche e dalle vocazioni di sviluppo del territorio;

f) promuove il partenariato tra l'Amministrazione pubblica, le rappresentanze di categoria e professionali, le rappresentanze economiche, le imprese e il volontariato;

g) riconosce il valore del volontariato e dell'associazionismo come risposta a bisogni sociali, civili e culturali e ne promuove lo sviluppo, il sostegno e la collaborazione;

h) concorre a rendere effettivo il diritto al lavoro e a rimuovere gli ostacoli e le cause di natura personale o sociale che impediscono la pari opportunità nel mercato del lavoro, promuovendo azioni di formazione ed orientamento professionale.

Art. 7

Funzioni

1. Per il perseguimento delle proprie finalità, alla Comunità montana, compete:

a) l'esercizio delle funzioni amministrative ad essa attribuite dalla legge;

b) l'esercizio delle funzioni amministrative ad essa delegate dai Comuni, dalla Provincia, dalla Regione e/o da altri Enti ed Istituzioni;

c) la realizzazione degli interventi speciali per la montagna stabiliti dalla Unione Europea e da leggi statali o regionali;

d) la definizione, nel quadro della pianificazione urbanistica provinciale, del razionale assetto del territorio, in funzione anche delle esigenze di difesa del suolo e di tutela dell'ambiente;

e) la realizzazione delle infrastrutture e dei servizi civili idonei a consentire migliori condizioni di vita e a costituire la base di un adeguato sviluppo economico;

f) il sostegno delle iniziative di natura economica, sociale e culturale, in particolare di quelle cooperativistiche, idonee alla valorizzazione di ogni tipo di risorse attuali e potenziali nel quadro di una nuova economia montana integrata.

2. Le funzioni di cui al comma 1) possono essere esercitate anche in forma associata secondo le modalità di legge con altre Comunità Montane e/o con Comuni non facenti parte della Comunità Montana.

Art. 8

Strumenti operativi

1. Ai fini del conseguimento delle proprie finalità, la Comunità Montana:

a) adotta ed attua gli strumenti di programmazione territoriale previsti dalla legislazione vigente allo scopo di indirizzare le attività e le iniziative degli operatori pubblici e privati, singoli od associati e di perseguire uno sviluppo eco-sostenibile ed eco-compatibile;

b) approva annualmente, contestualmente alla relazione previsionale e programmatica, le azioni operative di esecuzione del piano di sviluppo;

c) concorre alla formazione del piano territoriale di coordinamento della Provincia, nelle forme e nei modi stabiliti dalla legge;

d) provvede alla gestione dei servizi in forma associata nelle forme e nei modi previsti dalla normativa di riferimento;

e) affida, anche con apposite convenzioni, ai soggetti pubblici e privati previsti dalla legge e secondo le disposizioni in esse contenute, l'esecuzione di lavori e di servizi attinenti alla difesa e alla valorizzazione dell'ambiente e del paesaggio, quali la forestazione, il riassetto idrogeologico e la sistemazione idraulica;

f) ricorre, ai fini dello snellimento dell'attività amministrativa, alla collaborazione di associazioni, cooperative, enti e formazioni sociali, mediante stipula di appositi accordi e convenzioni per lo svolgimento di servizi determinati o per l'esercizio di attività a carattere vincolato.

TITOLO II

Metodologia e strumenti di attuazione dei fini istituzionali

Art. 9

Principi generali

1. Per l'attuazione dei propri fini istituzionali, la Comunità Montana assume come criteri ordinari di lavoro, il metodo della programmazione e quello della cooperazione con gli altri enti pubblici operanti sul territorio e in primo luogo con i comuni membri.

Art. 10

Strumenti di programmazione

1. Oltre i documenti contabili previsionali, espressamente previsti dalla legge, sono strumento di programmazione:

a) il piano pluriennale di sviluppo socio-economico;

b) i programmi annuali operativi;

c) i progetti speciali integrati.

Art. 11

Piano pluriennale di sviluppo socio-economico

1. La Comunità Montana adotta il piano pluriennale di sviluppo socio-economico e provvede agli aggiornamenti e alle eventuali variazioni dello stesso, nei termini e con le procedure previste dalla legge.

2. Il piano pluriennale di sviluppo socio-economico, elaborato sulla base delle conoscenze aggiornate della realtà della zona e con i contenuti definiti dalla legge, tiene conto dell'attività programmatoria degli altri livelli di pianificazione interessanti il suo territorio e costituisce l'unitario strumento di programmazione della Comunità Montana.

Art. 12

Programmi annuali operativi

1. Il piano pluriennale di sviluppo socio-economico viene realizzato mediante programmi annuali operativi.

2. Il regolamento di contabilità prevede gli opportuni raccordi tra il bilancio di previsione annuale e il programma annuale operativo e tra il bilancio pluriennale e il piano pluriennale di sviluppo socio-economico.

Art. 13

Progetti speciali integrati

1. Oltre che per le finalità specifiche previste dalla legge, la Comunità Montana può attuare i propri fini eventualmente mediante la predisposizione e l'adozione di progetti speciali integrati, assunti anche d'intesa e con il concorso di altri enti pubblici e privati interessati alla promozione economico-sociale della zona montana.

2. I rapporti e gli impegni per la realizzazione dei progetti speciali integrati, qualora concorrono più soggetti al loro finanziamento e alla loro attuazione, sono regolati da appositi accordi e convenzioni stipulati tra le parti nei modi di legge.

3. Il regolamento di contabilità prevede gli opportuni raccordi tra il bilancio di previsione annuale e pluriennale, il programma annuale operativo e i progetti speciali integrati.

Art. 14

Rapporti di cooperazione

1. Per il raggiungimento dei propri fini istituzionali, la Comunità Montana favorisce e promuove intese e accordi con i comuni membri, con le Comunità Montane limitrofe, con gli altri enti pubblici e privati operanti sul proprio territorio e, nei limiti consentiti dalla legge, con soggetti pubblici e privati di paesi appartenenti alla Unione Europea.

Art. 15

Esercizio associato di funzioni e servizi comunali

1. L'esercizio associato, da parte della Comunità Montana, di funzioni proprie dei comuni o a questi delegate dalla Regione, è disciplinato dalla legge.

2. L'esercizio di altre funzioni delegate dai comuni, dalla Provincia e dalla Regione alla Comunità Montana presuppone un accordo tra la Comunità Montana e l'ente delegante. In tale accordo, tra l'altro, deve essere normalmente previsto l'impegno dell'ente delegante a trasferire alla Comunità Montana le risorse finanziarie e organizzative necessarie per l'esercizio della delega.

Art. 16

Forme associative di cooperazione

1. Per l'esercizio di servizi e per lo svolgimento di funzioni delegate dai comuni, la Comunità Montana può costituire aziende speciali, istituzioni e partecipare a consorzi.

2. Può altresì partecipare a società di capitali in relazione alla natura del servizio da erogare.

3. Per la promozione di diverse attività economiche la Comunità Montana può partecipare a società di capitali, consorzi e cooperative.

Art. 17

Programmazione

1. La Comunità Montana nell'esercizio delle proprie funzioni e di quelle ad essa attribuite o delegate, informa la propria attività al metodo della programmazione.

2. Assicura l'imparzialità e oggettività delle scelte, l'utilizzazione rigorosa delle risorse, l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa.

3. Promuove la consultazione dei comuni e loro aggregazioni, delle forze sindacali e produttive, dei cittadini singoli ed associati.

TITOLO III

Organi elettivi

Art. 18

Gli organi della Comunità Montana

1. Sono organi della Comunità Montana:

a) Il Consiglio Comunitario;

b) La Conferenza dei Sindaci;

c) La Giunta;

d) Il Presidente.

2. Essi costituiscono nel loro complesso, il governo della Comunità Montana di cui esprimono la volontà politico-amministrativa, esercitando, nell'ambito delle rispettive competenze determinate dalla legge e dal presente Statuto, i poteri di programmazione, di informazione e di controllo su tutte le attività dell'Ente.

3. I suoi organi collegiali possono riunirsi nella sede o in luoghi diversi, per assicurare la presenza dell'istituzione in tutto il territorio.

4. Ai consiglieri componenti gli organi della Comunità Montana, spettano le indennità di carica, le indennità di presenza, di missione e di rimborso spese, nei casi e nelle misure stabilite dalla legge e dai regolamenti.

5. È assicurato a ogni consigliere l'assistenza processuale, civile o penale di ogni grado, in conseguenza di fatti ed atti commessi nell'espletamento delle loro funzioni, salvo il caso di conflittualità di interessi con la Comunità Montana. In caso di sentenza di condanna esecutiva per fatti commessi con dolo o colpa grave, l'ente ripeterà dall'amministratore coinvolto tutti gli oneri sostenuti per la sua difesa in ogni grado di giudizio.

TITOLO III
Organi elettivi

Sezione I - Il consiglio comunitario

Art. 19

Composizione, elezione, prerogative

1. Il Consiglio Comunitario è costituito da tre rappresentanti per ciascuno dei Comuni membri, eletti fra i rispettivi componenti. Dei tre componenti, uno spetta alla componente di minoranza, ove presente.

2. I rappresentanti dei Comuni della Comunità Montana sono eletti dai Consigli dei Comuni membri, con il sistema del voto limitato e separato, a garanzia della rappresentanza delle minoranze. In mancanza di autonoma regolamentazione da parte dei comuni, il voto limitato si esprime con un solo nominativo.

3. I Consiglieri, divenuta esecutiva la delibera di nomina adottata dal Consiglio Comunale, entrano nelle funzioni non appena la stessa è acquisita agli atti della Comunità Montana. Detta delibera deve essere trasmessa alla Comunità Montana entro dieci giorni dalla sua efficacia.

4. In caso di scioglimento di un Consiglio Comunale, i rappresentanti del Comune restano in carica sino alla surrogazione da parte del nuovo Consiglio Comunale e ciò anche nel caso di gestione commissariale o di fusione di Comuni facenti parte della Comunità Montana.

5. Il Consiglio Comunitario, nella prima seduta e prima di deliberare su qualsiasi altro argomento, con proprio atto, procede alla convalida dei propri componenti. In sede di convalida, il Consiglio provvede ad esaminare le eventuali cause di incompatibilità.

6. La convocazione della prima seduta del Consiglio Comunitario è disposta dal Presidente uscente entro trenta giorni dal completamento delle comunicazioni di nomina dei rappresentanti da parte dei Comuni.

7. Il Consiglio è presieduto dal Presidente della Giunta. La seduta di cui al comma precedente è presieduta dal Consigliere più anziano di età.

Art. 20

Costituzione, insediamento, durata in carica e rinnovo

1. Il Consiglio della Comunità Montana ha una durata pari a quella prevista dalle leggi nazionali per i Consigli degli altri Enti Locali. Esso decade qualora debbano procedere al rinnovo contemporaneo della maggioranza dei Consigli dei Comuni facenti parte della Comunità o nel caso in cui si dimettano o decadano dalla carica, la maggioranza dei consiglieri eletti.

2. Entro trenta giorni dall'insediamento dei Consigli Comunali, dopo le elezioni per il rinnovo degli stessi, i Comuni esprimono i loro rappresentanti nel Consiglio della Comunità Montana con le modalità di cui al presente statuto.

3. Il Consiglio decaduto continua ad esercitare le proprie funzioni, limitatamente agli atti urgenti e improrogabili, sino all'insediamento del nuovo Consiglio.

4. Qualora al momento dell'insediamento non risultino eletti tutti i membri del Consiglio, questo è successivamente integrato per iniziativa del Presidente della Comunità Montana, in seguito al ricevimento dei relativi atti da parte dei singoli comuni.

5. In caso di rinnovo di un Consiglio Comunale nel corso del periodo di durata del Consiglio della Comunità Montana, il comune interessato deve procedere alla nomina dei rappresentanti con le procedure ed entro i termini previsti dalle vigenti disposizioni di legge e del presente statuto.

Art. 21

Ineleggibilità, incompatibilità e convalida dei consiglieri

1. In materia di ineleggibilità e incompatibilità alla carica di consigliere della Comunità Montana, si applicano le norme vigenti in materia di ineleggibilità e incompatibilità alla carica di consigliere comunale e provinciale.

2. Al Consiglio della Comunità Montana è riservata la convalida delle nomine dei propri componenti. A tal fine, nella prima seduta successiva alla comunicazione delle intervenute nomine o sostituzioni, il Consiglio, prima di deliberare su qualsiasi altro oggetto ed anche se non sia stato presentato alcun reclamo, deve esaminare le condizioni degli eletti e dichiararne la ineleggibilità quando sussista almeno una delle cause previste dalla legge. Qualora dette condizioni subentrino in corso di mandato, il consigliere è dichiarato decaduto nella prima seduta utile del Consiglio.

3. I consiglieri dichiarati decaduti a norma del comma precedente, cessano immediatamente dalla carica di consigliere della Comunità Montana e dovranno essere sostituiti.

4. Alla sostituzione dei consiglieri dichiarati ineleggibili o decaduti, provvede il Consiglio Comunale interessato, entro trenta giorni dal ricevimento della relativa comunicazione da parte del Presidente della Comunità Montana, con le procedure di cui al presente statuto.

5. Effettuata la convalida dei consiglieri, si procede all'elezione del Presidente e della Giunta.

Art. 22

Attribuzioni e competenze del Consiglio

1. Il Consiglio è l'organo rappresentativo della Comunità Montana e svolge un ruolo di indirizzo e controllo politico-amministrativo dell'ente in una visione unitaria degli interessi e delle necessità dei comuni della Comunità Montana, uniformandosi ai principi, ai criteri, alle modalità e ai procedimenti stabiliti dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti.

2. Il funzionamento del Consiglio, nel quadro dei principi stabiliti dal presente statuto, è disciplinato dal regolamento, approvato a maggioranza assoluta, che prevede, in particolare, le modalità per la convocazione e per la presentazione e la discussione delle proposte.

3. Il Consiglio ha autonomia organizzativa e funzionale ed impronta l'azione complessiva dell'ente ai principi di pubblicità, trasparenza e legalità ai fini di assicurare il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione. Con norme regolamentari verranno fissate le modalità attraverso le quali fornire al Consiglio servizi, attrezzature e risorse finanziarie, potranno altresì essere previste strutture apposite per il funzionamento del Consiglio.

4. Il Consiglio ha competenza su tutti gli atti previsti dalle leggi statali e regionali vigenti al momento dell'adozione del singolo provvedimento.

5. Le deliberazioni in ordine agli argomenti di cui al presente articolo non possono essere delegate, né adottate in via d'urgenza da altri organi, salvo quelle attinenti alle variazioni di bilancio da sottoporre a ratifica del Consiglio nei successivi sessanta giorni a pena di decadenza

6. Il Consiglio esprime l'indirizzo politico-amministrativo anche mediante risoluzioni ed ordini del giorno concernenti obiettivi e criteri informatori dell'attività dell'Ente. Ove il Consiglio, con votazione a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, attribuisca valore vincolante alla risoluzione, l'attività degli organi dell'Ente deve uniformarvisi.

Art. 23

Gruppi Consiliari

1. I consiglieri si costituiscono in gruppi consiliari.

2. Ciascun gruppo consiliare deve essere composto di norma da almeno due consiglieri. Il gruppo misto può essere composto anche da un solo consigliere, così come quelli di partiti riconosciuti sull'intero territorio nazionale.

3. I consiglieri che non aderiscono a nessun gruppo consiliare entrano a far parte del gruppo misto.

4. Il regolamento del Consiglio della Comunità Montana disciplina le modalità di costituzione dei gruppi consiliari, l'istituzione della Conferenza dei Capigruppo e le relative attribuzioni.

Art. 24

Commissioni consiliari

1. Il Consiglio, per l'esercizio delle proprie funzioni, si avvale di commissioni consiliari permanenti, costituite nel proprio seno, con funzioni referenti, redigenti, di controllo, consultive ed istruttorie. Può costituire con analogo criterio, commissioni speciali, a carattere temporaneo, per specifiche questioni.

2. Il regolamento del Consiglio ne disciplina il numero, la composizione nel rispetto del criterio di proporzionalità, il funzionamento e le attribuzioni.

Art. 25

Commissioni speciali e di controllo

1. Il Consiglio può, su richiesta di almeno un quarto dei consiglieri, deliberare a maggioranza assoluta dei suoi componenti l'istituzione di:

a) Commissioni temporanee o speciali per l'esame di questioni di particolare interesse, che relazionino in tempi stabiliti sui risultati conseguiti;

b) Commissioni di garanzia o di controllo per accertare la regolarità e la correttezza di determinate attività amministrative dell'ente.

2. Il funzionamento, la composizione, i poteri, l'oggetto e la durata delle Commissioni di cui al precedente comma lettera a) vengono disciplinati con le deliberazioni istitutive delle Commissioni stesse, mentre quelle di cui alla lettera b) vengono disciplinate dal Regolamento di funzionamento del Consiglio.

3. Le commissioni di garanzia e controllo sono presiedute, ove costituite, da un consigliere di un gruppo di opposizione.

4. Il regolamento determina le procedure di nomina dei Presidenti di Commissione obbligatoriamente attribuiti ai membri di minoranza.

Art. 26

Nomina rappresentanti della Comunità Montana

1. La nomina dei rappresentanti della Comunità Montana presso Enti, Aziende ed Istituzioni è effettuata dal Presidente sulla base dei criteri stabiliti dal Consiglio nello stesso regolamento per il funzionamento del Consiglio e delle Commissioni.

Art. 27

Cessazione dalla carica di consigliere della Comunità Montana

1. Fatti salvi i casi di morte o di revoca da parte dei Consigli Comunali che li hanno nominati e quelli espressamente contemplati dalla legge, i singoli componenti del Consiglio della Comunità Montana cessano dalla carica a seguito di dimissioni, di perdita della qualità di consigliere comunale e a seguito di dichiarazione di decadenza ai sensi del presente articolo.

2. Le dimissioni dalla carica di consigliere della Comunità Montana, indirizzate al Presidente del Consiglio della Comunità Montana, devono essere assunte immediatamente al protocollo dell'Ente nell'ordine temporale di presentazione. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d'atto e sono immediatamente efficaci.

3. I consiglieri che non intervengono a tre sedute consecutive del Consiglio, senza giustificato motivo, sono dichiarati decaduti. La decadenza è proposta dal Presidente della Comunità Montana su iniziativa propria o su istanza di un quinto dei consiglieri della Comunità Montana ed è pronunciata dal Consiglio della Comunità Montana dopo che sia decorso il termine di dieci giorni dal ricevimento da parte dell'interessato della raccomandata contenente la proposta di decadenza, che deve essere contemporaneamente comunicata anche al Sindaco del Comune di appartenenza. Entro il predetto termine di dieci giorni, il consigliere nei confronti del quale è stata avanzata la proposta di decadenza può presentare al Presidente, proprie giustificazioni o memorie scritte delle quali verrà data lettura nella seduta consiliare nel cui ordine del giorno è stata posta in discussione la proposta di decadenza.

4. Il consigliere nei confronti del quale è stata pronunciata la decadenza ai sensi del comma precedente, non può essere rieletto a consigliere della Comunità Montana per tutta la durata del Consiglio Comunale di provenienza.

5. Alla sostituzione dei consiglieri cessati dalla carica a norma del presente articolo, provvedono i Consigli Comunali interessati entro i trenta giorni successivi al ricevimento della comunicazione della vacanza, con le procedure di cui al presente statuto.

TITOLO III
Organi elettivi

Sezione II - La conferenza dei sindaci

Art. 28

Conferenza dei Sindaci

1. In ragione della natura di Unione di Comuni, assegnata alla Comunità Montana e allo scopo di favorire la gestione associata e la partecipazione delle amministrazioni comunali alla elaborazione delle scelte strategiche e degli atti a valenza comunitaria è istituita la Conferenza dei Sindaci.

2. La conferenza è presieduta dal Presidente della Comunità Montana che la convoca ordinariamente con cadenza periodica, ovvero in via straordinaria ogni qualvolta ce ne fosse bisogno o su richiesta di almeno due Sindaci. La conferenza dei Sindaci è la sede per assumere orientamenti e sviluppare strategie comuni in merito a questioni, anche di non diretta competenza della Comunità Montana, ma volte a raggiungere gli obiettivi e le finalità propri dell'Ente o ad esso delegate e in grado di determinare una politica comune di area su questioni di particolare importanza. Su tali questioni la Conferenza può richiedere alla Giunta della Comunità Montana di adottare ogni atto amministrativo conseguente.

3. La Conferenza dei Sindaci deve essere sentita sulle proposte di deliberazione da sottoporre al Consiglio, nonché sulle proposte di deliberazioni da sottoporre alla Giunta afferenti le seguenti materie:

a) servizi delegati alla Comunità Montana e rispettivi regolamenti;

b) piani di sviluppo e di programmazione.

TITOLO III
Organi elettivi

Sezione III - La giunta

Art. 29

Composizione ed elezione

1. La Giunta della Comunità Montana è composta dal Presidente e da un numero di Assessori non superiore a sei, in funzione delle deleghe e dell'ampiezza delle stesse.

2. Il Consiglio della Comunità Montana elegge, con unica votazione, il Presidente e gli altri componenti della Giunta, fissandone il numero, con riferimento all'ampiezza delle deleghe conferite, nella prima adunanza, subito dopo la convalida dei consiglieri, sulla base di un documento politico-programmatico, sottoscritto da almeno un terzo dei consiglieri della Comunità Montana, contenente la lista dei candidati alle suddette cariche nonché l'indicazione delle deleghe da assegnare ai singoli Assessori. Il documento è illustrato dal candidato alla carica di Presidente.

3. L'elezione avviene a scrutinio palese, a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati alla Comunità Montana. Nel caso non si raggiunga la maggioranza predetta, si procede alla indizione di tre successive votazioni da tenersi in distinte sedute e comunque entro sessanta giorni dalla convalida dei consiglieri. Qualora in nessuna di esse si raggiunga la maggioranza richiesta, il Consiglio è sciolto secondo le procedure previste dalla legge.

4. Il Consiglio approva il programma di mandato entro la seduta di approvazione del bilancio di previsione dell'anno successivo a quello di insediamento del Presidente.

Art. 30

Durata in carica, decadenza, mozione di sfiducia costruttiva

1. Il Presidente e i componenti della Giunta restano in carica per tutta la durata del Consiglio che li ha nominati e continuano ad esercitare le proprie funzioni anche dopo la scadenza del mandato fino alla nomina dei successori.

2. Il Presidente e la Giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia costruttiva espressa per appello nominale con voto della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati alla Comunità Montana.

3. La mozione deve essere sottoscritta da almeno un terzo dei consiglieri e può essere proposta solo nei confronti dell'intera Giunta; deve contenere le proposte di nuove linee programmatiche, di un nuovo Presidente e di una nuova Giunta in conformità alle disposizioni legislative, statutarie e regolamentari.

4. La mozione di sfiducia, indirizzata al Consiglio, è assunta al protocollo dell'Ente nella medesima giornata di presentazione. Essa è ricevuta dal Segretario della Comunità Montana e da questi comunicata immediatamente al Presidente del Consiglio.

5. La mozione di sfiducia è posta in discussione non prima di dieci e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione.

6. Nel caso in cui vengano presentate due o più mozioni di sfiducia, esse vengono messe in discussione in base all'ordine cronologico di presentazione.

7. L'approvazione della mozione di sfiducia comporta la proclamazione del nuovo esecutivo proposto e la contestuale cessazione dalla carica di quello precedentemente eletto.

Art. 31

Dimissioni, revoca e sostituzione dei componenti della Giunta

1. Le dimissioni o la cessazione del Presidente o di oltre la metà dei componenti della Giunta comporta la decadenza dell'intero organo. La Giunta decaduta continua comunque a svolgere le proprie funzioni fino all'elezione del nuovo organo, che deve avvenire entro 60 giorni dall'evento che ha determinato la decadenza stessa, con le procedure e le modalità di cui al presente statuto.

2. Le dimissioni dalla carica del Presidente diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di venti giorni dalla loro presentazione al protocollo dell'Ente.

3. Le dimissioni dalla carica degli Assessori, indirizzate al Consiglio, devono essere assunte immediatamente al protocollo dell'ente nell'ordine temporale di presentazione. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d'atto e sono immediatamente efficaci.

4. Il Presidente e i singoli Assessori possono essere rimossi o sospesi dalla carica a norma di legge.

5. I singoli Assessori possono essere revocati quando ricorrano gravi motivi che possano pregiudicare il regolare funzionamento dell'Amministrazione. La revoca è proposta con atto scritto e motivato, dal Presidente della Comunità Montana o da almeno un terzo dei consiglieri ed approvato dal Consiglio con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Restano comunque in carica sino alla nomina dei successori.

6. La perdita della carica di Consigliere comunale comporta la decadenza da membro della Giunta dal momento dell'acquisizione al protocollo generale, della comunicazione da parte del Comune interessato.

7. Alla sostituzione dei componenti della Giunta revocati ovvero dimissionari o cessati per altra causa prevista dalla legge e dallo Statuto, provvede il Consiglio, su proposta del Presidente, con voto della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati alla Comunità Montana. Se dopo due votazioni fatte nella stessa seduta non si raggiunge la maggioranza assoluta, la sostituzione è fatta in altra seduta, sempre di prima convocazione, da tenersi entro quindici giorni dalla precedente, a maggioranza semplice.

Art. 32

Competenze e attribuzioni della Giunta

1. La Giunta uniforma la propria attività ai principi della collegialità, della trasparenza e dell'efficienza, adottando tutti gli atti di amministrazione idonei al perseguimento delle finalità dell'Ente nel quadro degli indirizzi generali ed in attuazione degli atti fondamentali approvati dal Consiglio.

2. Alla Giunta compete l'adozione di tutti gli atti di amministrazione che non sono riservati dalla legge al Consiglio e che non rientrino nelle competenze attribuite dalla legge, dallo Statuto e dai regolamenti al Presidente, al Segretario ed ai responsabili dei servizi.

3. La Giunta riferisce annualmente al Consiglio, entro la seduta di approvazione del conto consuntivo, presentando una relazione generale sullo stato di attuazione dei programmi approvati e sul complesso delle attività amministrative dell'Ente, corredata da specifici consuntivi a cura dei singoli Assessorati.

Art. 33

Riunioni della Giunta

1. La Giunta si riunisce, di norma, in seduta riservata nella sede della Comunità Montana. Può riunirsi in seduta pubblica, a seguito di propria determinazione, per la trattazione di argomenti di particolare rilevanza per la collettività della Comunità Montana o di una zona sovracomunale. In tal caso la Giunta può riunirsi nella sede di un Comune o di altro Ente interessato agli argomenti da trattare.

2. La Giunta delibera con la presenza della maggioranza dei componenti in carica e con votazione palese, fatti salvi i casi in cui la legge o i regolamenti prevedano la votazione segreta.

TITOLO III
Organi elettivi

Sezione IV - Il Presidente

Art. 34

Attribuzioni e competenze

1. Il Presidente della Comunità Montana ha la legale rappresentanza dell'Ente, assicura l'unità dell'attività politico-amministrativa della medesima, anche tramite il coordinamento dell'attività degli organi collegiali e dei componenti della Giunta, sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici nonché all'esecuzione degli atti, sovrintende altresì all'espletamento delle funzioni attribuitegli dallo statuto e dai regolamenti.

2. Nell'esercizio delle competenze indicate nel primo comma, il Presidente, in particolare:

a) rappresenta la Comunità montana in tutti i rapporti e le sedi istituzionali e sociali competenti;

b) firma tutti gli atti nell'interesse della Comunità montana per i quali tale potere non sia attribuito dalla legge o dallo statuto al Segretario o agli incaricati delle posizioni organizzative;

c) convoca e presiede la Giunta, fissando l'ordine del giorno e distribuendo gli incarichi sui quali deve deliberare tra i componenti della medesima in armonia con le deleghe eventualmente a questi rilasciate;

d) convoca e presiede il Consiglio fissando l'ordine del giorno, salvi i casi in cui tale funzione è demandata dalla legge al Consigliere più anziano;

e) firma i verbali e le deliberazioni della Giunta e del Consiglio congiuntamente al Direttore-Segretario verbalizzante;

f) impartisce ai componenti della Giunta le direttive politiche e amministrative relative all'indirizzo generale dell'Ente e a specifiche deliberazioni del Consiglio e della Giunta, nonché all'attuazione delle leggi e delle direttive della Unione Europea;

g) coordina e stimola l'attività dei singoli componenti della Giunta; viene da questi informato di ogni iniziativa che influisca sull'indirizzo politico amministrativo dell'Ente; può in ogni momento sospendere l'esecuzione di atti degli Assessori per sottoporli all'esame della Giunta;

h) svolge attività propulsiva nei confronti degli uffici e dei servizi, impartendo direttive, indicando obiettivi e attività necessarie per la realizzazione dei programmi dell'ente, anche sulla base delle indicazioni della Giunta;

i) adotta, di concerto con il Segretario e gli incaricati delle posizioni organizzative, in relazione alla loro competenza, atti di carattere generale per garantire il coordinamento ed il regolare funzionamento degli uffici e dei servizi;

j) promuove tramite il Segretario indagini e verifiche sull'attività degli uffici e dei servizi;

k) può acquisire informazioni presso tutti gli uffici e servizi;

l) promuove ed assume iniziative volte ad assicurare che aziende, enti, istituzioni della Comunità montana nonché consorzi o società di cui la Comunità montana fa parte svolgano la rispettiva attività secondo gli indirizzi fissati dagli organi collegiali della Comunità stessa;

m) riceve le interrogazioni, le interpellanze, le mozioni, le istanze, le proposte e le petizioni da sottoporre al Consiglio;

n) indice i referendum, deliberati dal Consiglio;

o) conclude accordi con i soggetti interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale ai sensi delle disposizioni sul procedimento amministrativo, fatto salvo l'intervento dell'organo competente all'adozione del provvedimento stesso;

p) stipula gli accordi di programma, ferma restando la competenza degli altri organi ad intervenire al riguardo;

q) provvede alle nomine spettanti al Consiglio nel caso di inerzia di questo secondo le previsioni di legge.

Art. 35

Il Vicepresidente

1. Il Vicepresidente, nominato dal Presidente tra i membri della Giunta, lo coadiuva e lo sostituisce in caso di assenza o impedimento.

2. In caso di assenza o impedimento, il Vice Presidente è sostituito dal componente della Giunta più anziano. È componente della Giunta anziano quello indicato per primo nella lista allegata al documento programmatico per l'elezione del Presidente, del Vice Presidente e della Giunta.

Art. 36

Deleghe ai membri della Giunta

1. Il Presidente può conferire specifiche deleghe ai membri della Giunta nelle materie che la legge e lo Statuto riservano alla sua competenza.

2. Ai membri della Giunta sono delegate funzioni di sovrintendenza; ad essi può essere delegata la firma di atti specificatamente indicati nell'atto di delega, anche per categorie, che la legge e lo Statuto riservano alla competenza del Presidente.

TITOLO IV

Struttura dell'ente

Art. 37

Principi organizzativi

1. L'organizzazione degli uffici e dei servizi della Comunità Montana si informa ai principi fondamentali di buon andamento, imparzialità, economicità, funzionalità, efficacia ed efficienza.

2. L'assetto organizzativo è determinato secondo i principi di autonomia, professionalità e responsabilità, ed è improntato a criteri di flessibilità in ragione delle funzioni istituzionali e dei programmi dell'Amministrazione.

3. L'ordinamento degli uffici e dei servizi è disciplinato da apposito regolamento adottato dalla Giunta, tenuto conto dei criteri generali stabiliti dal Consiglio, nel rispetto del principio della netta distinzione e separazione fra funzione politica di indirizzo e controllo, che spetta agli organi di direzione politica, e funzione di gestione e amministrazione, che compete ai responsabili degli uffici e dei servizi.

Art. 38

Personale dipendente

1. La dotazione organica dell'Ente è stabilita, e periodicamente aggiornata, dalla Giunta sulla base delle effettive necessità, in relazione ai servizi istituiti e ai programmi dell'Amministrazione. I dipendenti sono assegnati ai singoli uffici e servizi in funzione degli obiettivi programmatici stabiliti dagli organi di governo e secondo criteri di funzionalità, flessibilità, mobilità.

2. Il trattamento giuridico ed economico del personale è stabilito dai contratti collettivi nazionali e decentrati.

3. Sono disciplinati con regolamento adottato dalla Giunta, nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal Consiglio:

a) l'organizzazione e l'ordinamento degli uffici e dei servizi;

b) le modalità di assunzione agli impieghi, i requisiti di accesso e le modalità concorsuali, nel rispetto dei principi fissati dalla legge;

c) le modalità per il conferimento degli incarichi di direzione degli uffici e dei servizi e quelli di collaborazione;

d) le modalità per l'esercizio del potere disciplinare, nell'ambito delle disposizioni dei contratti collettivi nazionale e decentrati del comparto.

4. La Comunità Montana nel perseguire la qualità delle prestazioni e dei servizi di propria competenza promuove e valorizza le capacità professionali dei propri dipendenti, ne favorisce e realizza la formazione e l'aggiornamento professionale.

5. La Comunità Montana garantisce ai propri dipendenti ed alle organizzazioni sindacali che li rappresentano la costante informazione sugli atti e sui provvedimenti che riguardano il personale, l'organizzazione degli uffici ed il pieno rispetto delle norme di legge e contrattuali in materia di libertà e di diritti sindacali.

Art. 39

Il Segretario della Comunità Montana

1. Il segretario generale della Comunità Montana, costituisce l'organo di vertice dell'organizzazione. In tal senso, oltre alle funzioni dirigenziali connesse ad un settore organizzativo eventualmente attribuito, esercita le seguenti funzioni:

a) coordina, sovrintende e promuove lo svolgimento delle funzioni e delle attività dei dirigenti, anche con potere sostitutivo in caso d'inerzia, per attuare gli indirizzi stabiliti dagli organi di governo ed assicurare unitarietà ed efficienza della gestione;

b) adotta gli atti di gestione del personale e dei rapporti di lavoro, cura l'adozione dei provvedimenti di mobilità aziendale, sentiti i dirigenti di settore, adotta le sanzioni disciplinari, provvede all'attribuzione dei trattamenti economici accessori spettanti al personale;

c) determina - sentiti i dirigenti di settore - i criteri generali di organizzazione degli uffici, informando le organizzazioni sindacali, secondo la disciplina in materia e le direttive del presidente, definendo in particolare l'orario di servizio, l'orario di apertura al pubblico e l'articolazione dell'orario contrattuale di lavoro;

d) roga gli atti e i contratti nell'interesse della comunità montana e autentica le sottoscrizioni nei casi di stipula per scrittura privata. In tal caso, individua, con specifico provvedimento, il dirigente o il funzionario di grado immediatamente inferiore competente alla stipulazione del contratto;

e) ha potere generale di certificazione e attestazione per gli atti della Comunità Montana;

f) svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico amministrativa nei confronti degli organi politici, in ordine alla conformità dell'azione amministrativa alle leggi, allo statuto e ai regolamenti;

g) partecipa alle riunioni del Consiglio e della Giunta e ne cura l'attività di assistenza e di verbalizzazione;

h) adempie ad ogni altro compito che gli sia attribuito ai sensi della legge, dei regolamenti e dello statuto.

2. Il direttore generale può essere previsto nei termini e modi stabiliti dalla legge e disciplinato dal regolamento di organizzazione degli uffici e servizi.

TITOLO V

Ordinamento finanziario e contabile

Art. 40

Autonomia finanziaria

1. La Comunità Montana ha autonomia finanziaria fondata su certezza di risorse proprie e conferite, nell'ambito del coordinamento della finanza pubblica e in base alle norme dell'ordinamento della finanza locale.

2. La finanza della Comunità Montana è costituita da:

a) trasferimenti correnti dallo Stato e dalla Regione;

b) quote annuali associative dei comuni che fanno parte della Comunità Montana nella misura stabilita dal Consiglio nella delibera di approvazione del bilancio;

c) tasse e diritti per servizi pubblici;

d) trasferimenti comunitari, statali e regionali per spese di investimento;

e) trasferimenti dalla Regione, dalla Provincia e dai comuni per l'esercizio di funzioni attribuite o delegate;

f) altre entrate proprie, anche di natura patrimoniale;

g) ricorso al credito nell'ambito di norme stabilite dalla legislazione statale per gli enti locali.

Art. 41

Patrimonio

1. La Comunità Montana dispone di un proprio patrimonio.

2. I beni patrimoniali disponibili, non utilizzati per fini istituzionali dell'ente e non strumentali alla erogazione di servizi, possono essere dati in locazione o altre forme previste dalla legge, a canoni il cui importo è determinato dall'esecutivo

Art. 42

Regolamento di contabilità

1. Il Consiglio Comunitario approva il Regolamento di contabilità dell'Ente.

2. Con il regolamento di contabilità la Comunità Montana applica i principi contabili stabiliti dalle disposizioni di legge, con modalità organizzative corrispondenti alle proprie caratteristiche, ferme restando le disposizioni previste dall'ordinamento per assicurare l'unitarietà e l'uniformità del sistema finanziario e contabile. Il regolamento di contabilità stabilisce le norme relative alle competenze specifiche dei soggetti preposti alla programmazione, adozione ed attuazione dei provvedimenti di gestione che hanno carattere finanziario e contabile, in armonia con le disposizioni dell'ordinamento delle autonomie locali e delle altre leggi vigenti in materia.

3. Il regolamento di contabilità disciplina:

a) l'organizzazione del servizio finanziario, al quale è affidato il coordinamento e la gestione dell'attività finanziaria. È consentito stipulare apposite convenzioni con altri Enti interessati, per assicurare il servizio a mezzo di strutture comuni;

b) le modalità con le quali vengono resi i pareri di regolarità contabile sulle proposte di deliberazioni e di determinazioni dirigenziali. Il responsabile del servizio finanziario effettua le attestazioni di copertura della spesa in relazione alle disponibilità effettive esistenti negli stanziamenti di spesa e, quando occorre, in relazione allo stato di realizzazione degli accertamenti di entrate vincolate secondo quanto previsto dallo stesso regolamento di contabilità;

c) le segnalazioni obbligatorie dei fatti e delle valutazioni del responsabile finanziario al Presidente della Comunità Montana, al Segretario generale e al Revisore dei Conti ove si rilevi che la gestione delle entrate o delle spese correnti evidenzi il costituirsi di situazioni non compensabili da maggiori entrate o minori spese tali da pregiudicare gli equilibri del bilancio;

d) le procedure e i rapporti finanziari e contabili fra le Comunità montane e i consorzi e le aziende speciali a cui partecipa, nonché la partecipazione alle gestioni convenzionate o regolate da accordi di programma e alle società costituite dalle Comunità montane per la gestione dei servizi pubblici locali.

4. Il regolamento di contabilità prevede l'istituzione di un servizio di economato, cui viene preposto un responsabile, per la gestione di cassa delle spese d'ufficio di non rilevante ammontare. Il regolamento assicura infine la possibilità della conoscenza consolidata dei risultati globali delle gestioni comunque riconducibili alla Comunità Montana.

Art. 43

Il Revisore dei Conti

1. Il Consiglio elegge, a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, l'organo di revisione dei conti, che dura in carica tre anni ed è rieleggibile per una sola volta. Competono all'organo di revisione dei conti, le funzioni previste dalla legge.

2. Esso non è revocabile, salvo i casi previsti dalla legge e nei casi di incompatibilità sopravvenuta.

3. Fatto salvo il tetto massimo di spesa, equiparato a quello stabilito dalla legge per la tipologia e la classe cui l'Ente appartiene, il Consiglio Comunitario all'atto della nomina dell'organo di revisione, può scegliere se nominare un unico revisore, ovvero una terna. Nel caso in cui è scelta la terna, un componente è nominato su indicazione delle minoranze consiliari.

4. Il Consiglio, con il regolamento di contabilità, disciplina gli aspetti organizzativi e funzionali dell'organo di revisione dei conti e ne specifica le attribuzioni nell'ambito dei principi generali fissati dalla legge e dal presente Statuto. Individua forme e procedure per un equilibrato raccordo operativo-funzionale tra la sfera di attività dell'organo di revisione dei conti e quella degli organi degli uffici.

5. Nell'esercizio delle sue funzioni, l'organo di revisione conti ha diritto all'accesso agli atti e documenti connessi alla sfera delle sue competenze e di richiedere la collaborazione del personale della Comunità Montana.

6. Il compenso annuale dell'organo di revisione, è determinato dal Consiglio all'atto della nomina o della riconferma per tutta la durata del triennio ed entro i limiti stabiliti dalla normativa vigente e dal presente statuto.

Art. 44

Il Tesoriere

1. La Comunità Montana, nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge, istituisce un proprio servizio di Tesoreria.

2. Il  Tesoriere della Comunità Montana è individuato secondo le procedure previste dal Regolamento di Contabilità.

Art. 45

Controllo di gestione

1. Per definire in maniera compiuta il complessivo sistema dei controlli interni all'Ente il regolamento di contabilità individua metodi, indicatori e parametri quali strumenti di supporto per le valutazioni di efficacia, efficienza ed economicità dei risultati conseguiti rispetto ai programmi ed ai costi sostenuti.

2. La tecnica del controllo di gestione deve costruire misuratori idonei a valutare con periodicità almeno trimestrale:

a) la congruità delle risultanze rispetto alle previsioni;

b) la quantificazione economica dei costi sostenuti per la verifica di coerenza con i programmi approvati;

c) il controllo di efficacia ed efficienza dell'attività amministrativa svolta;

d) l'accertamento degli eventuali scarti negativi fra progetto e realizzato ed individuazione delle relative responsabilità.

TITOLO VI

Istituto di partecipazione

Art. 46

Principi generali

1. La Comunità Montana valorizza ogni libera forma associativa e di volontariato e promuove la partecipazione dei cittadini alla propria attività in particolare attraverso idonee forme di consultazione dei Comuni membri, degli altri enti pubblici e delle componenti economiche e sociali presenti sul territorio per una migliore individuazione degli obiettivi da perseguire e per un più efficace svolgimento della sua attività di programmazione.

2. Allo scopo di realizzare i principi di cui al precedente comma, la Comunità Montana:

a) assicura la più ampia informazione sulle attività svolte o programmate;

b) garantisce piena e concreta attuazione ai principi sul diritto di accesso agli atti e ai documenti amministrativi;

c) individua forme e momenti di coordinamento costanti con i Comuni membri, gli altri enti pubblici operanti sul suo territorio nell'ambito delle competenze sue proprie e con le altre Comunità Montane;

d) favorisce e promuove la partecipazione dei cittadini singoli o associati, ed in particolare delle associazioni del volontariato, ai servizi di interesse collettivo.

Art. 47

Albo Pretorio

1. Nell'edificio adibito a sede della Comunità Montana è destinato un apposito spazio ad Albo Pretorio per la pubblicazione degli atti, avvisi e documenti previsti dalle legge, dallo statuto e dai regolamenti, nonché i provvedimenti, i manifesti e gli atti che devono essere portati a conoscenza del pubblico.

2. Il Segretario Generale della Comunità Montana o un dipendente da lui delegato è responsabile delle relative pubblicazioni.

Art. 48

Informazione

1. La Comunità Montana informa la collettività circa la propria organizzazione e attività, con particolare riguardo ai propri atti programmatici e generali.

2. La Comunità Montana, nel rispetto delle norme vigenti, mette a disposizione di chiunque ne faccia richiesta le informazioni di cui dispone relativamente all'organizzazione, all'attività, alla popolazione e al territorio ed assicura agli interessati l'informazione sullo stato degli atti e delle procedure che li riguardano.

3. La Comunità Montana provvede a conformare l'organizzazione dei propri uffici e servizi al perseguimento degli obiettivi indicati nei commi precedenti.

4. La Comunità Montana istituisce uno sportello polifunzionale attraverso il quale mette a disposizione dei cittadini, eventualmente con l'ausilio di supporto informatico, ogni tipo di assistenza ed informazione sull'attività svolta o programmata dalla pubblica amministrazione.

Art. 49

Accesso

1. L'accesso ai servizi pubblici e la loro erogazione, sono ispirati ai principi di imparzialità e di uguaglianza di tutti i cittadini, senza alcuna distinzione.

2. Tutti gli atti della Comunità Montana sono pubblici, ad eccezione di quelli per i quali disposizioni normative e provvedimenti adottati in conformità con esse, vietano o consentono il differimento della divulgazione.

3. Il diritto di accesso ai documenti amministrativi relativi ad atti, anche interni o comunque utilizzati ai fini dell'attività amministrativa è garantito a chiunque vi abbia un interesse giuridicamente rilevante. Possono essere sottratti alla consultazione soltanto gli atti che esplicite disposizioni amministrative dichiarano riservati o sottoposti a limiti di divulgazione.

4. Il diritto di accesso comprende la facoltà di prendere in visione il documento e di ottenerne copia.

5. L'esercizio del diritto di accesso è disciplinato da regolamento.

Art. 50

Erogazione contributi e sussidi

1. Un apposito regolamento stabilisce i criteri per l'erogazione di contributi, sussidi e, in genere, benefici economici ad enti pubblici e privati ed associazioni.

Art. 51

Diritto di partecipazione al procedimento amministrativo

1. Un apposito regolamento stabilisce le modalità della partecipazione al procedimento amministrativo.

Art. 52

Istanze, petizioni e proposte

1. Possono essere rivolte alla Comunità Montana istanze, petizioni, proposte dirette a promuovere una migliore tutela di interessi collettivi.

2. Ai fini del presente statuto si intendono:

a) per istanza: la richiesta scritta, presentata da cittadini singoli o associati, per sollecitare, nell'interesse collettivo, il compimento di atti doverosi di competenza degli organi della Comunità Montana;

b) per petizione: la richiesta scritta presentata dal Sindaco di un comune della Comunità Montana o da un numero minimo di 100 cittadini diretta a porre all'attenzione del Consiglio comunitario una questione di sua competenza e di interesse collettivo;

c) per proposta: la richiesta scritta presentata da un numero minimo di 100 cittadini, per l'adozione di un atto, di un contenuto determinato, rispondente ad un interesse collettivo, di competenza del Consiglio o della Giunta.

Art. 53

Consultazione della popolazione

1. Il Consiglio o la Giunta possono disporre forme di consultazione della popolazione o di particolari settori di questa, individuati in base a caratteristiche sociali o territoriali, in vista dell'adozione di specifici provvedimenti e comunque su problemi di interesse comunitario.

2. La consultazione può avvenire attraverso assemblee, sondaggi di opinione, inchieste, raccolte di firme ed altri strumenti conoscitivi. Tali strumenti devono, comunque, garantire il massimo grado di obiettività e neutralità.

3. L'esito della consultazione non è vincolante per la Comunità Montana. L'organo competente è però tenuto ad esprimere le ragioni dell'eventuale mancato accoglimento delle indicazioni fornite dai cittadini.

Art. 54

Il Difensore Civico comprensoriale

1. La comunità montana, d'intesa con i comuni che vi fanno parte, promuove la costituzione a livello sovracomunale dell'ufficio del difensore civico, affinché garantisca l'imparzialità e il buon andamento dell'attività della comunità montana, dei comuni, delle aziende e istituzioni dipendenti.

2. Del difensore civico potranno avvalersi anche gli altri enti e uffici pubblici operanti nel territorio.

3. Il difensore civico esercita le sue funzioni con piena indipendenza e autonomia, senza essere sottoposto ad alcuna forma di dipendenza gerarchica o funzionale dagli organi della comunità montana e dei comuni.

4. Compete al difensore civico la tutela dei cittadini, singoli o associati, contro ogni comportamento, attivo o omissivo, dell'amministrazione della comunità montana e dei comuni, che ne ledano o ne mettano in pericolo i legittimi interessi.

5. Il difensore civico segnala, anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze e i ritardi della pubblica amministrazione, anche ove non venga lesa direttamente la sfera giuridica di un soggetto pubblico o privato.

6. Una volta raggiunta l'intesa con i comuni interessati alla istituzione, la Comunità Montana adotta, di concerto con gli stessi, apposito regolamento contenente le norme concordate in ordine alle designazioni, all'elezione, alle prerogative, alle funzioni ed ai mezzi del difensore civico, nonché ai rapporti con i Consigli Comunitario e Comunali.

TITOLO VII

Disposizioni transitorie e finali

Art. 55

Approvazione, modificazione ed entrata in vigore dello Statuto

1. Lo statuto e le sue modificazioni sono deliberati dal Consiglio della Comunità Montana con il voto favorevole dei due terzi dei componenti assegnati. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione è ripetuta in successiva seduta da tenersi entro trenta giorni, e lo statuto o le eventuali modifiche sono deliberati se ottengono il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti assegnati.

2. Lo statuto è pubblicato nel bollettino ufficiale della Regione e contestualmente è affisso all'Albo Pretorio per il periodo di trenta giorni consecutivi. Lo Statuto entra in vigore decorsi trenta giorni dalla sua affissione all'albo pretorio. Le disposizioni relative alla pubblicazione ed all'entrata in vigore si applicano anche alle modifiche statutarie.

Art. 56

Regolamenti di attuazione dello Statuto

1. Il Consiglio della Comunità Montana approva, entro un anno dall'entrata in vigore dello Statuto, i regolamenti in esso previsti salvo che la legge non disponga termini diversi. Fino all'adozione dei suddetti regolamenti, restano in vigore le norme adottate dalla Comunità Montana secondo la precedente legislazione e che risultino compatibili con la legge e lo Statuto.