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Legge Regionale 21 maggio 1980, n. 41

ADEGUAMENTO DELL’INDENNITÀ DI RESIDENZA FISSATA DALLA LEGGE 8 MARZO 1968, N. 221 IN FAVORE DEI FARMACISTI TITOLARI DI FARMACIE RURALI (1)

Bollettino Ufficiale n. 17 del 26 maggio 1980

TESTO AGGIORNATO E COORDINATO con legge di abrogazione L.R. 3 gennaio 1997, n. 1.

Art. 1

[1. A decorrere dal 1° gennaio 1980, la indennità di residenza prevista dall’art. 2 della legge 8 marzo 1968, n. 221 per i titolari, i direttori responsabili e i gestori provvisori di farmacie rurali ubicate in località o agglomerati rurali con popolazione fino a 3.000 abitanti è fissata nelle seguenti misure:
- 2.500.000 annue lorde per farmacie rurali ubicate in località con popolazione fino a 1.000 abitanti;
- 2.000.000 annue lorde per farmacie rurali ubicate in località con popolazione fino a 2.000 abitanti;
- 1.500.000 annue lorde per farmacie rurali ubicate in località con popolazione fino a 3.000 abitanti.]

[2. Nulla è innovato, rispetto alla legge 8 marzo 1968, n. 221, per quanto riguarda le farmacie rurali ubicate in località con una popolazione superiore 3.000 abitanti.]

[3. Fino a quando non sarà stato effettuato il trasferimento delle funzioni alle UU.SS.LL., ai sensi dell’art. 61 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, l’onere delle indennità di residenza grava, come spessa fissa obbligatoria, sul bilancio del Comune in cui è ubicata la farmacia rurale nella misura di L. 80.000 annue e sul bilancio regionale per la rimanente parte.]

[4. Il contributo annuo spettante ai Comuni che gestiscono direttamente farmacie rurali è elevato, in relazione alla popolazione, in misura pari alle indennità stabilite nel primo comma del presente articolo a favore dei farmacisti rurali, ridotto della quota a carico del Comune.]

Art. 2

[1. Le domande da presentarsi a norma dell’art. 4 della legge 8 marzo 1968, n. 221, devono essere corredate anche da un certificato del Sindaco che attesti la consistenza della popolazione residente al 31 dicembre dell’anno precedente di ogni biennio, ai sensi della legge 5 marzo 1973, n. 40, nonché da un certificato di residenza del titolare, gestore provvisorio o direttore responsabile.]

[2. I titolari, i direttori responsabili o gestori provvisori ed i Comuni che siano autorizzati all’apertura di farmacie rurali posterioriormente al 31 marzo degli anni pari in località con popolazione fino a 3.000 abitanti, possono presentare l’istanza per la concessione dell’indennità o contributo entro il 31 marzo dell’anno non pari.
La decisione in ordine al diritto e alla misura dell’indennità o contributo sarà limitata al predetto anno solare.]

Art. 3

[1. In caso di trasferimento della titolarità dell’esercizio farmaceutico successivamente al 31 marzo degli anni pari, l’acquirente, indipendentemente dall’avvenuto riconoscimento della titolarità, dovrà chiedere entro il 30° giorno dall’atto d’acquisto, la erogazione a proprio favore dell’indennità già determinata per il precedente titolare o per la quale quest’ultimo abbia presentato istanza nei termini.]

Art. 4

[1. Nulla è innovato per quanto attiene alle procedure e modalità di determinazioni e di liquidazione della indennità o contributo, fino a quando non sarà stato effettuato il trasferimento delle funzioni alle Unità Sanitarie Locali, ai sensi della legge 23 dicembre 1978, n. 833.]

Art. 5

[1. Agli oneri derivanti dalla presente legge,  si provvede per l'anno finanziario  1980 con le disponibilità del cap. 4005 dello stato di previsione della spesa del bilancio dello stesso anno, e su analogo o altro capitolo di spesa per gli anni successivi.]

Art. 6

[1. La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Basilicata.]

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NOTE

1) legge abrogata dall'art. 8, L.R. 3 gennaio 1997, n. 1.