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Legge Regionale 12 settembre 2000, n. 57

USI CIVICI E LORO GESTIONE IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE N. 1766/1927 E R.D. N. 332/1928 (1)

Bollettino Ufficiale n. 59 del 16 settembre 2000

TESTO AGGIORNATO E COORDINATO CON: L.R. 5 luglio 2002, n. 25; con  L.R. 28 luglio 2008, n. 15 e con L.R. 13 marzo 2019, n. 4.

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Art. 1

Definizione, finalità competenze

1. Sono beni civici le terre di appartenenza di comunità di abitanti ora riunite in comuni, o frazioni già comunità autonome, con le loro pertinenze. Appartengono, altresì, alle predette comunità i beni loro assegnati con procedimenti amministrativi o giudiziari in applicazione della legge 16 giugno 1927, n. 1766 e del R.D. 26 febbraio 1928, n. 332, ad eccezione dei beni civici che, a seguito degli accertamenti e verifiche di cui al successivo articolo 7, abbiano per disuso ultraventennale perso irreversibilmente la destinazione all'uso collettivo dei cittadini residenti e possessori e che comunque vengono sottoposte alle procedure di cui ai successivi articoli.   (1 bis)

2. Le terre di fatto silvo-pastorali, o agricole a queste funzionali, sono conservate alle popolazioni proprietarie per il loro preminente interesse ambientale.

3. Il regime giuridico dei beni civici resta quello di parademanialità, ossia dell'indisponibilità, dell'inalienabilità, dell'inusucapibilità e dell'imprescrittibilità dei diritti delle comunità su di questi.

4. La Regione e i comuni esercitano le funzioni loro trasferite con l'art. 1 del D.P.R. n. 11/1972 e con gli artt. 66, 78 e 100 del D.P.R. n. 616/1977. Sono, comunque, di competenza regionale tutte le funzioni amministrative già dei commissari per gli usi civici e del soppresso Ministero dell'Agricoltura.

Art. 2

Visibilità delle terre del demanio Civico comunale (2)

1. Per la migliore visibilità e l'immediato riconoscimento le terre attualmente destinate ed utilizzate a demanio civico comunale o frazionale, accertate definitivamente come tali, sono dai comuni, entro sei mesi dalla chiusura delle operazioni di accertamento, verifica e sistemazione demaniale, volturate a catasto come segue:
Beni civici di cui alla L. n. 1766/1927 appartenenti alle popolazioni residenti del Comune (o della Frazione) di ...... .

2. Trascorso inutilmente il termine di cui al 1° comma, provvede la Regione tramite un perito con onere a carico del Comune inadempiente.

Art. 3

Uffici regionali

1. La gestione dei procedimenti relativi alla materia degli usi civici è affidata al competente Ufficio del Dipartimento Agricoltura il quale istruisce, propone o adotta i conseguenti provvedimenti.

2. Può altresì promuovere corsi di qualificazione e di aggiornamento dei periti - istruttori demaniali ed esegue quanto altro necessario all'attuazione della presente legge in conformità alle direttive impartite dall'Ufficio.

3. Sono esclusi dalla competenza regionale di cui al comma 1 i procedimenti amministrativi di cancellazione e di conservazione degli antichi livelli, riportati o meno sui catasti UTE derivanti da valide procedure di ripartizione anteriori all'entrata in vigore della Legge 16 giugno 1927, n. 1766.    (2 bis)

4. Le procedure amministrative di cui al comma 3 sono di competenza dei Comuni nel cui territorio sono ricompresi i terreni e possono essere attivate anche su istanza dell'interessato.   (2 ter) 

Art. 4

Inventario, carta degli usi civici, certificazioni

1. La Regione predispone e tiene, suddividendolo per
Provincia e per Comuni, l'inventario delle terre e dei beni civici, chiamandovi
a collaborare i comuni interessati e i Comitati per le Asbuc di cui all'art.
12, ai quali ne è inviata
copia da pubblicizzare.

2. I dati relativi all'inventario dei demani civici, aperto
ai necessari e opportuni periodici aggiornamenti, sono utilizzati per la formazione
della Carta Regionale degli usi civici.

3. Sulla base di tale documentazione, o dei dati certi desunti
dagli archivi commissariale e regionale, è emessa su richiesta avanzata in carta
semplice dagli interessati Certificazione sulla natura civica o allodiale
delle terre. Per il rilascio di tale certificazione è dovuta alla Regione
la somma di Euro 20,00. (2 quater) adeguata periodicamente dalla Giunta Regionale.

Art. 5

Usi civici e vincolo paesistico e strumenti urbanistici

1. Le terre civiche sono soggette al vincolo paesistico
della legge 8 agosto 1985, n. 431 così come modificato dal Decreto
Legislativo n. 490 del 29 ottobre 1999. (3)

2. Le terre civiche che lo strumento urbanistico destina a
diverso utilizzo, sono trasferite dalla Regione, su richiesta del Comune interessato,
al patrimonio disponibile comunale, a condizione che gli eventuali proventi
siano destinati all'incremento, in estensione o in valore, del residuo demanio
civico.

3. Le terre civiche destinate dallo strumento urbanistico
a opere di generale interesse della popolazione, e/o pubblico, sono pure,
su specifica richiesta del Comune, mutate di destinazione dalla Regione e
trasferite al demanio comunale senza oneri.

4. Le alienazioni o i mutamenti di destinazione dei terreni
di uso civico realizzati in assenza dell'autorizzazione di cui all'art. 12
della legge fondamentale n. 1766/1927 e di atti di trasferimento immobiliare,
su parere tecnico favorevole del Comune, possono ottenere l'autorizzazione
in sanatoria, prevista dal predetto articolo 12, fatto salvo il conseguimento
della sanatoria edilizia di cui alla legge n. 47/85 e sue successive modificazioni
ed integrazioni, a condizione che si versi al Comune, il valore dell'area
stimata all'attualità.
A detta sanatoria sono ammissibili anche le aree annesse ai fabbricati, nella
misura massima di tre volte la superficie edificata. Solo per motivi di riordino
del demanio civico tale superficie può essere aumentata. Con criteri
univoci per singoli ambiti territoriali, il perito o il Comune può proporre
alla Regione riduzioni del prezzo, fino a un terzo del valore di stima, quando
il procedimento è dichiarato d'interesse pubblico e quando riguarda
prime case, edifici artigianali o commerciali a conduzione familiare. (4)

5. La Giunta Regionale, su richiesta, promossa anche dagli
aventi causa, formulata con atto deliberativo motivato del Comune interessato,
può disporre
la sdemanializzazione, di terreni di uso civico che hanno irreversibilmente
perduto la conformazione fisica e/o la destinazione funzionale di terreni
agrari, boschivi e adibito a pascolo, per effetto di occupazioni abusive o
di utilizzazione impropria ormai consolidata. (5)

5 bis. Gli abusivi possessi di beni civici ricadenti in zona
agricola di durata ultradecennale, maturati alla data di entrata in vigore
della presente legge, sono legittimati in presenza dei requisiti previsti
dall'art. 9 della
legge 16.6.1927 n. 1766 e secondo le procedure di cui alla presente legge.
Per gli abusivi possessi di beni civici, di durata ultradecennale maturati,
alla data di entrata in vigore della presente legge, di terreni edificabili,
la Regione può autorizzare l'Ente titolare a rilasciare la concessione
ad edificare in favore degli utenti con diritto perpetuo di superficie relativamente
all'area di sedime del fabbricato, e con concessione agli utenti per
una durata di 99 anni della parte di terreno residuale. Il canone di concessione
verrà determinato dal Comune in sede di convenzione. Tale beneficio
si applica alle terre già sottratte al godimento collettivo. (6)

6. Per l'autorizzazione regionale nell'alienazione di terre
civiche dichiarate edificabili dallo strumento urbanistico, l'assegnazione
a categoria di cui all'art. 11 della Legge n. 1766/27 viene effettuata contestualmente
all'atto di autorizzazione.

Art. 6

1. Sono istruttori demaniali coloro cui è affidata la ricostruzione
storico-giuridica dei demani civici. Sono periti demaniali i tecnici deputati
alle operazioni di sistemazione dei demani. Sono periti-istruttori demaniali
coloro che assolvono entrambe le funzioni. Sono delegati-tecnici coloro ai
quali è affidata l'amministrazione temporanea di determinati demani.

2. I titoli di istruttore e perito demaniali, come anche quello
di delegato tecnico si conseguono con la partecipazione positiva a corsi di
qualificazione e di formazione della durata minima di centoventi ore, riconosciuti
o promossi dalla Regione. Sono aperti a tutti i tecnici esperti del territorio
e, per quanto riguarda le indagini storico- giuridiche, ad altri esperti in
materie storico-giuridiche.

3. Il giudizio di congruità del valore dei beni civici per le alienazioni,
per le concessioni a terzi e per le permute è proposto alla Regione
dal perito e, in assenza di questo, dal responsabile dell'ufficio tecnico
comunale. Al perito demaniale, è demandato l'accertamento e la stima
delle migliorie eseguite sulle terre civiche in occasione dell'affrancazione
delle terre assegnate in quota.

4. La Regione istituisce un Elenco aperto di Istruttori, di
Periti e delegati tecnici al quale potranno iscriversi coloro che hanno superato
i corsi di qualificazione. Altri corsi gratuiti di aggiornamento, di breve
durata temporale, seguiranno periodicamente; la ripetuta mancata partecipazione
a tali corsi comporta la cancellazione dall'Elenco.

5. Gli incarichi ai soggetti di cui al presente articolo sono
affidati con le procedure e criteri previsti in materia di conferimenti di
incarichi di competenza della Giunta Regionale.

6. Agli istruttori sono riconosciute le competenze economiche spettanti ai Consulenti Tecnici per le operazioni eseguite su disposizione della Autorità Giudiziaria sulla base delle tariffe vigenti. Ai periti e ai delegati tecnici sono corrisposti i compensi economici specifici che la Giunta Regionale approva con apposito atto. (6 bis)

Art. 7

Accertamenti, verifiche e oneri conseguenti

1. Agli accertamenti, alle verifiche e alle riconfinazioni delle terre civiche
si provvede tramite gli istruttori e i periti demaniali incaricati dalla Regione
e attinti dall'Elenco di cui al precedente art. 6.

1 bis. Il Comune che ancora non ha provveduto a chiedere la nomina del Perito, dovrà farlo entro 18 mesi dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione della presente modifica alla L.R. 57/2000, pena l'esclusione del contributo da parte della Regione di cui al comma 3 dell'articolo 7 della L.R. 57/2000. Il Comune ricevuta la designazione del Perito e/o Istruttore da parte del Dipartimento competente è tenuto, entro dodici mesi, ad assumere, con delibera di Consiglio, l'impegno di spesa di propria competenza, necessario per la remunerazione delle attività svolte dal Perito e/o dall'Istruttore. Al Comune, che non dovesse rispettare tale impegno, non sarà riconosciuto il contributo regionale sulla spesa professionale del tecnico incaricato, restando in capo allo stesso l'obbligo di adempiere alle disposizioni di cui al presente comma. (6 ter)

2. Gli accertamenti consistono nella ricostruzione storico-giuridica
dei possessi demaniali civici per interi ambiti comunali, o sub-comunali.
Le verifiche consistono invece, nelle operazioni tecniche
conseguenti.

3. La Regione concorre nell'ambito delle disponibilità finanziarie,
alla spesa necessaria per le istruttorie e per le operazioni demaniali versando,
all'atto della nomina del perito e/o dell'istruttore, un contributo del 40% e fino ad un massimo di €. 20.000,00 per ogni perito e/o istruttore incaricato.     (6 quater).
Il perito
e/o l'istruttore detrarrà tale somma dalla specifica delle competenze
finali che presenterà alla Regione committente per il riscontro di
congruità la quale la invierà al Comune per la liquidazione,
ai sensi dell'art. 39 della legge n. 1766/1927.

3 bis. Saranno penalizzati i periti/istruttori e i Comuni che non si attengono alle disposizioni della presente legge; i primi, con l'arretramento all'ultimo posto nell'elenco regionale dei periti e nelle relative graduatorie; i Comuni, fatta salva l'applicazione dell'articolo 10 della L.R. 57/2000,con la perdita del contributo regionale.    (6 quinquies)

4. Il Comune è autorizzato al recupero dell'ulteriore spesa dal ricavato
delle operazioni demaniali.

Art. 8

Procedimenti Amministrativi

1. La gestione dei procedimenti amministrativi riguardanti le terre civiche
avviene nel rispetto della Legge n. 1766/1927 e del R.D. n. 332/28. Per quanto
non previsto dalla presente legge, si fa riferimento a detta normativa.

2. Le istanze di legittimazione di cui all'art. 9 della legge
n. 1766/1927, quando accolte, sono attuate su richiesta anche con l'Istituto
dell'alienazione, con eventuale rateizzazione del dovuto al tasso dell'interesse
legale, ridotto alla metà per gli addetti all'agricoltura a titolo principale.

3. Con criteri univoci per singoli Comuni, concordati tra
il perito demaniale e il Comune e proposti alla Regione, per le alienazioni
di aree civiche esuberanti rispetto alle esigenze della popolazione possono
prevedersi prezzi ridotti per i residenti e quando l'area da alienarsi va
ad ampliare possessi agricoli limitrofi.

4. Le concessioni di terre civiche a cittadini residenti dediti
ad attività agro-silvo-pastorali
avvengono a titolo gratuito, con la eventuale partecipazione agli oneri di
gestione del Comune, o dall'Asbuc.

Art. 8 bis

Semplificazione delle procedure (8)

1. Sono legittimate, ai sensi della legge fondamentale del 16 giugno 1927, n. 1766 (Conversione in legge, con modificazioni, del regio decreto 22 maggio 1924, n. 751, riguardante il riordinamento degli usi civici nel regno, del regio decreto 28 agosto 1924, n. 1484 e del regio decreto 16 maggio 1926, n. 895, sulla stessa materia) e del suo regolamento di attuazione regio decreto 26 febbraio 1928, n. 332, fatto salvo l’aggiornamento dei dati e dei canoni all’attualità, tutte le terre di ciascun Comune della regione Basilicata proposte per la legittimazione e riportate negli stati occupatori o elenchi redatti dagli istruttori-periti demaniali per i quali il Commissario per la liquidazione degli usi civici dispose il deposito degli elaborati presso le Segreterie comunali e la loro pubblicazione all’Albo pretorio dei rispettivi Comuni ai sensi dell’articolo 15 del R.D. 332/1928.

2. Le conseguenti operazioni di aggiornamenti dei dati e dei canoni enfiteutici o di natura enfiteutica e quelle di affrancazione dei canoni stessi, relativa all’applicazione del comma 1, sono delegate ai Comuni di competenza.

3. Le terre civiche gravate di canone, riportate negli stati degli arbitrati occupatori, di cui al comma 1 e legittimate ai sensi dello stesso comma, che risultano tipizzate negli strumenti urbanistici dei comuni interessati e per le quali siano stati rilasciati titoli abilitativi edilizi sulla base di titoli di proprietà delle aree rivenienti da atti notarili, di successione o di compravendita, vengono, a richiesta degli interessati, affrancate dai rispettivi Comuni i quali possono applicare una riduzione non superiore ai due terzi del valore del canone di affrancazione, ovvero richiedere il pagamento minimo di un terzo del suddetto valore. Tali riduzioni si applicano alle terre civiche, riportate negli stati degli arbitrati occupatori di cui al comma 1, che riguardano immobili destinati a prime case, ad attività produttive artigianali o commerciali a conduzione familiare ovvero a edifici ricadenti in aree che da tempo hanno perduto irreversibilmente la conformazione fisica e la destinazione funzionale di terreni agrari. 

4. Nel caso di acquisto del suolo dal Comune senza la preventiva autorizzazione, il provvedimento in sanatoria regolarizza l'acquisto al prezzo già pagato risultante dall'atto pubblico, senza necessità di ulteriore pagamento di indennizzo in favore del Comune stesso in quanto originario soggetto alienante.

Art. 9

Affrancazione dei livelli

1. Fatte salve le norme del codice civile, gli antichi livelli già, comunque, costituiti su terre civiche, riportati o meno sui catasti dell'U.T.E., purchè non derivanti dalle quotizzazioni di cui alla Legge n.1766/1927, se non soggetti alla cancellazione di cui all'articolo 3, sono affrancati dal Comune su istanza del livellario. Il Comune ne predispone l'affrancazione assumendo direttamente quale canone, il reddito dominicale in vigore riferito alla qualità e classe catastale del terreno al momento in cui risale l'atto di assegnazione o di concessione, (quotizzazione, legittimazione, trasformazione in enfiteusi perpetua). Tale reddito dominicale deve essere assunto come misura anche per il canone corrente. I canoni sono ridotti del 50% per gli addetti all'agricoltura a titolo principale. Il Comune predispone l'affrancazione determinando ai sensi della Legge n.607/1966 il capitale di affranco in misura pari a quindici volte il canone enfiteutico, come sopra determinato. (7)

2. Il Comune, con atto di Giunta, provvede, entro trenta giorni
dall'adozione del provvedimento d'affrancazione, alla sua registrazione e
trascrizione, presso gli Uffici Finanziari dello Stato, con i benefici di
cui al successivo art. 16.

Art. 10

Commissari ad acta nei Comuni e nelle Asbuc

1. Quando si verificano accertate situazioni di grave
irregolarità nella
gestione dei beni civici da parte dei Comuni, la Regione provvede alla nomina
di un Commissario ad acta, utilizzando le norme della legge provinciale e
comunale.

2. Quando le irregolarità sono compiute dai Comitati delle Asbuc, il
Sindaco, nell'ambito delle funzioni a lui attribuite dall'art. 64 del R.D.
n. 332/1928 o al Comune dall'art. 78 del D.P.R. n. 616/1977, convoca il Presidente
dell'Asbuc per invitarlo a rimuovere le disfunzioni, fissando il termine perentorio
di quindici giorni. Trascorso inutilmente tale termine, il Sindaco chiede
alla Regione la nomina del Commissario.

Art. 11

Temporizzazione degli adempimenti

1. Gli atti amministrativi derivanti dall'applicazione della legge n. 1766/1927
e della presente normativa hanno carattere complesso e, come tali, hanno la
temporizzazione stabilita da apposito Regolamento.

Art. 12

Amministrazioni separate di beni di uso civico - Asbuc

1. Le terre civiche di comunità già autonome, ora aggregate
a Comuni, sono amministrate separatamente dagli altri beni comunali con Comitati
da eleggersi con le norme di cui alla legge n. 278/1957; tali amministrazioni
sono denominate "Amministrazioni Separate di Beni di Uso Civico" (Asbuc).

2. I Comuni nel cui territorio sono presenti entità significative (in
estensione o in valore) di beni civici ne attuano la gestione separata con
Comitati di cui al comma precedente.

3. Per l'elezione dei Comitati per le Asbuc sono chiamati
al voto i cittadini anagraficamente residenti nella Frazione o nel Comune.
Per tali speciali elezioni di Comitati non è previsto alcun quorum, a condizione che risultino
votati i cinque consiglieri.

4. Le elezioni avvengono in un unico seggio, di domenica e
dalle ore 8,00 alle ore 20,00 nei Comuni con popolazione inferiore a 15.000
abitanti e dalle 6,30 alle 22,00 nei Comuni più popolosi.

5. Il seggio è composto dal Presidente e da due componenti nominati
dal Sindaco, il primo scelto tra i Dirigenti comunali o, in assenza di questi,
tra i Direttivi; i secondi tra i dipendenti comunali. A questi è assicurato
il trattamento di missione fuori del territorio comunale.

6. Sono eletti a formare il Comitato per l'Asbuc i cinque
cittadini che hanno riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità di voti, è eletto
il più anziano d'età.

7. Il Comitato resta in carica quattro anni.

8. Il Presidente del seggio proclama gli eletti comunicando
al Sindaco i risultati delle votazioni. Questi li pubblica per otto giorni
consecutivi all'albo pretorio del Comune e della Frazione, dandone comunicazione
agli eletti. Entro i successivi trenta giorni dalla proclamazione degli eletti,
il Sindaco li convoca per l'elezione, a maggioranza relativa tra di essi e
a scrutinio segreto, del Presidente del Comitato; in caso di parità di voti è eletto
il più anziano di età.

9. Il Comitato delibera a maggioranza per l'ordinaria amministrazione
e, all'unanimità,
quando trattasi di atti proponenti disposizione di beni civici.

10. In caso di dimissioni o d'impossibilità di continuare il mandato
di componente il Comitato, lo stesso componente è sostituito dal primo
dei non eletti.

11. Ai componenti il Comitato non compete, tranne il rimborso
delle spese documentate, alcun compenso che non sia quello previsto in apposito
regolamento approvato dal Comune.

12. Le presenti norme sono integrate, per quanto non espressamente
stabilito, dalle leggi n. 278/1957, n. 1766/1927 e dalla legge provinciale
e comunale.

Art. 13

Usi civici e aree protette

1. Restano salvi gli eventuali diritti civici sulle aree protette e sono
esercitati secondo regolamenti predisposti dall'Ente Parco che rispettino
le consuetudini locali.

2. I diritti civici, quando ritenuti incompatibili con la
conservazione dell'ambiente, sono sospesi per il tempo necessario e compensati
con ricaduta di vantaggi a favore della popolazione e del demanio civico.

3. Il diritto di caccia, quando mortificato, è compensato con i prelievi
selettivi previsti dalla legge n. 157/1991 riservati ai cacciatori residenti
nei Comuni interessati e in possesso dei requisiti di legge.

Art. 14

Uso civico di pesca e uso esclusivo di pesca

1. Il diritto civico di pesca non dà luogo a
divisione, e viene esercitato secondo regolamento predisposto dall'organismo
di gestione degli usi civici approvato dalla Regione.

2. Le concessioni regionali del diritto esclusivo di pesca
sono subordinate al soddisfacimento del diritto civico.

3. Le norme regionali di salvaguardia della fauna ittica si
applicano anche nelle aree civiche.

Art. 15

Prodotti spontanei del suolo

1. La raccolta dei funghi epigei (tartufi) sui demani
civici è riservata
ai titolari dei diritti, ai sensi dell'art. 3 della Legge n. 752/85.

2. La raccolta dei funghi epigei e degli altri prodotti del
suolo è disciplinata
dalla Legge n. 352/1993 e dalle leggi regionali in materia.

Art. 16

Esenzioni fiscali

1. 1. Gli atti riguardanti la sistemazione degli usi civici
sono esenti da tasse di bollo e di registro e da ogni altra imposta ai sensi
dell'art. 2 della Legge 1 dicembre 1981 n. 692.

2. 2. Sono, altresì, esenti da tributi speciali le pratiche catastali
connesse alla sistemazione degli usi civici, come frazionamenti, volture catastali,
etc.

Art. 17

Consulente per gli Usi Civici

1. La Regione, in armonia con il dettato dell'art. 28 della Legge n. 1766/1927,
si avvale della consulenza di persona di comprovata esperienza in materia
di usi civici e di demani collettivi.

2. Il Consulente, che può essere scelto anche tra i Dirigenti di Uffici
di altri Dipartimenti regionali, collabora nella predisposizione degli atti,
riceve le conciliazioni da sottoporre all'approvazione regionale.

3. Al Consulente compete un'indennità la cui entità è determinata
nella convenzione stipulata dalla Giunta regionale.

Art. 18

Abrogazione

1. La legge regionale del 2 settembre 1996, n. 42 è abrogata.

Art. 19

Norma transitoria

1. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente
legge regionale, la riduzione fino ad un terzo del valore di stima all'attualità di
cui al comma 4 del precedente art. 5, si applica, su istanza degli interessati,
anche alle legittimazioni già disposte con ordinanza commissariale
e non ancora approvate.

Art. 20

Norma finanziaria

1. Per l'attuazione della presente legge è autorizzata per l'anno
2000 la spesa di L. 250 milioni; per gli anni successivi, l'entità dello
stanziamento sarà stabilita con le leggi di approvazione dei rispettivi
Bilanci.

2. Alla copertura degli oneri derivanti dalla autorizzazione
di spesa di cui al comma precedente si provvede con le seguenti variazioni
da apportare al Bilancio 2000 in termini di competenza e di cassa:
In aumento
Cap. 1095 "Spesa in materia di usi civici e gestione delle spese civiche"
L.130.000.000
In diminuzione Cap. 7465 "Fondo globale per le funzioni normali" (spesa corrente)
L. 130.000.000

Art. 21

Pubblicazione

1. La presente legge è pubblicata sul Bollettino Ufficiale della
Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare
come legge della Regione Basilicata.

______________________________________________

NOTE

(1) Il Commissario di Governo nella Regione Basilicata, con lettera del 5 settembre 2000, prot. n. 53/2.01.02, nel restituire la presente legge, minuta del visto ai sensi dell'art. 127 della Costituzione, con l'occasione ha fatto presente che il Governo ha richiesto, in un'ottica di leale e proficua collaborazione ed al fine di costituire il censimento nazionale dei beni paesaggistici ed ambientali (art. 147 del D.Lgs. n. 490/1999), che vengano trasmessi al Ministero per i beni e le attività culturali l'inventario delle terre e dei beni civici - per i quali devono comunque rimanere salve le forme di tutela previste dalla legge statale, (art. 146 dello stesso D.Lgs.), in quanto "beni paesaggistici" - nonché le relative cartografie;

(1 bis) Comma così sostituito dall'art. 1 della L.R. 5 luglio 2002, n. 25;

(2) articolo così sostituito dall'art. 2 della L.R. 5 luglio 2002, n. 25;

(2 bis) comma aggiunto dall'art. 1 della L.R. 28 luglio 2008, n.15;

( 2 ter ) comma aggiunto dall'art.1 della L.R. 28 luglio 2008, n.15;

( 2 quater ) parole sostituite dall'art.2 della L.R. 28 luglio 2008, n.15;

(3) Comma così modificato dall'art. 3, comma 1, lett. a) della L.R. 5 luglio 2002, n. 25;

(4) Comma così modificato dall'art. 3, comma 1, lett. b) della L.R. 5 luglio 2002, n. 25;

(5) Comma così sostituito dall'art. 3, comma 1, lett. c) della L.R. 5 luglio 2002, n. 25;

(6) Comma aggiunto dall'art. 3, comma 1, lett. d) della L.R. 5 luglio 2002, n. 25;

( 6 bis ) comma sostituito dall'art. 3 della L.R. 28 luglio 2008, n. 15;

( 6 ter ) comma aggiunto dall'art. 4 ,comma 1, lett. a) della L.R. 28 luglio 2008, n. 15;

(6 quater) parole sostituite dall'art. 4, comma 1, lett. b) della L.R. 28 luglio 2008, n. 15;

(6 quinquies) comma aggiunto dall'art.4, comma 1, lett.c) , L.R. 28 luglio 2008, n. 15;

(7) comma già sostituito dall'art 4 della L.R. 5 luglio 2002, n.25, è stato successivamente così sostituito dall'art. 5 della L.R. 28 luglio 2008, n. 15;

(8) articolo aggiunto dall'art. 6, comma 1, L.R. 13 marzo 2019, n. 4.