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Legge Regionale 23 dicembre 1999, n. 38

Integrazione e modifiche alle leggi regionali n. 39 del 6 agosto 1997, n. 30 del 2 settembre 1983 e successive modifiche e n. 26 del 20 marzo 1995 (1)

Bollettino Ufficiale Regione Basilicata n. 72 del 27 dicembre 1999

LEGGE ABROGATA DALL'ART. 20 DELLA LEGGE REGIONALE 29 OTTOBRE 2002, N. 38 (B.U. Regione Basilicata n. 78 dell'1 novembre 2002)

Art. 1

[1. La misura definitiva dell'indennità di fine mandato sarà determinata, in base all'indennità lorda goduta al momento di cessazione dalla carica di Consigliere regionale.

2. L'eventuale anticipazione prevista all'ultimo comma dell'articolo 1 della legge regionale 6 agosto 1997, n. 39 è da ritenersi a titolo meramente provvisorio e dovrà essere detratta dal calcolo effettuato così come stabilito al comma precedente.

3. Le disposizioni dei commi precedenti si applicano anche a coloro che hanno già percepito, all'entrata in vigore della presente legge, l'anticipazione di cui al secondo comma della L.R. n. 39/1997.]

Art. 2

Diritto all'assegno vitalizio

[1. L'art. 4 della L.R. 2 settembre 1983, n. 30 è così sostituito:

L'assegno vitalizio mensile spetta ai Consiglieri che abbiano compiuto 60 anni di età e che abbiano corrisposto i contributi per un periodo di almeno 5 anni di mandato.

Il consigliere che abbia versato i contributi previdenziali per un periodo inferiore ai 5 anni, ma superiore a 30 mesi, ha facoltà di continuare, qualora sia rieletto o comunque cessi dal mandato, il versamento stesso per il tempo occorrente a conseguire il diritto all'assegno vitalizio minimo, che decorrerà dal primo giorno del mese successivo a quello in cui avrà compiuto il quinquennio contributivo e il sessantesimo anno di età.

Il Consigliere regionale  che, al momento della cessazione del mandato, abbia compiuto il sessantesimo anno di età o lo compia  prima del periodo occorrente per il quinquennio contributivo ha facoltà di versare in un'unica soluzione le somme corrispondenti  alle mensilità mancanti per il completamento del quinquennio, purchè  abbia un'anzianità contributiva obbligatoria non inferiore a trenta mesi.]

Art. 3

Rinuncia all'assegno vitalizio

[1. I Consiglieri cessati dal mandato e che abbiano versato i contributi almeno per un quinquennio, hanno facoltà di rinunciare all'assegno vitalizio e di ottenere la restituzione dei contributi versati a tale titolo, senza interessi.

2. Il Consigliere che cessi dal mandato prima di aver raggiunto il periodo minimo previsto per il conseguimento dell'assegno vitalizio e che, pur avendone diritto, non intenda proseguire nel versamento dei contributi necessari per il completamento del periodo minimo stesso, ha diritto alla restituzione dei contributi versati nella misura del 100 per cento, senza attribuzione di interessi.

3. Analoga facoltà compete agli aventi diritto del Consigliere in caso di decesso.

4. Al Consigliere che abbia rinunciato all'assegno vitalizio ed abbia comunque versato la quota contributiva per l'assegno di reversibilità, è concessa, altresì, la restituzione delle predette quote contributive, senza interessi.]

Art. 4

Norma transitoria

[1. Il termine di 60 giorni previsto dall'art. 3 - V comma - della legge regionale 20 marzo 1995, n. 26 limitatamente alla legislatura in corso, è rideterminato in 90 giorni dalla data di pubblicazione della presente legge, previo versamento, ai sensi del 1° comma dell'art. 3 della L.R. 20 marzo 1995, n. 26, della quota contributiva per l'intero periodo del mandato.]    (2)

Art. 5

Abrogazione

[1. Sono abrogati l'art. 4 della L.R. 29 maggio 1987, n. 15 e l'art. 9 della L.R. 2 settembre 1983, n. 30.]

Art. 6

Dichiarazione d'urgenza

[1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'art. 127 della Costituzione ed entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.

2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Basilicata.]

NOTE

(1) l'intero testo della presente legge è stato abrogato dall'art. 20, L.R. 29 ottobre 2002, n. 38;

(2) le disposizioni del presente articolo si riferiscono all'art. 14, L.R. 2 settembre 1983, n. 30, come sostituito dall'art. 3, L.R. 20 marzo 1995, n. 26.