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Legge Regionale 3 novembre 1998, n. 41

Disciplina dei Consorzi per lo sviluppo industriale (3)

Bollettino Ufficiale n. 64 del 6 novembre 1998

TESTO AGGIORNATO E COORDINATO CON: L.R. 11 maggio 1999, n. 16  e con L. R. di TOTALE ABROGAZIONE 5 febbraio 2010, n. 18.

CAPITOLO 1

Art. 1

Oggetto della Legge

[1. La presente legge disciplina la struttura ed il funzionamento
dei Consorzi per lo sviluppo industriale, costituiti ai sensi dell'art.
50 del DPR 6 marzo 1978 n. 218 o di successive leggi, in conformità ai
principi della legge 5 ottobre 1991 n. 317, del D.L. 20 maggio 1993,
n. 149, convertito con modificazioni nella legge 19 luglio 1993 n. 237,
del D.L. 23 giugno 1995 n. 244, convertito nella legge 8 agosto 1995
n. 341.]

Art. 2

Natura e costituzione dei Consorzi

[1. I Consorzi sono enti pubblici economici di promozione
dell'industrializzazione e dell'insediamento di attività produttive
nelle aree del proprio comprensorio ed operano, per il perseguimento
dei fini istituzionali, in forma imprenditoriale, mediante atti di diritto
privato, anche attraverso la costituzione o la partecipazione a società o
Consorzi per la gestione dei servizi consortili, fatte salve le funzioni
amministrative relative ai bilanci, ai programmi di attività,
ai piani economico-finanziari, ai piani di assetto delle aree produttive,
alle espropriazioni, agli atti di organizzazione del Consorzio e dei
servizi consortili e all'esecuzione di lavori pubblici. Sono soggetti
di attività negoziale nella contrattazione programmata nazionale
e regionale.

2. Possono promuovere la costituzione dei Consorzi e partecipare
agli stessi ciascuno con un proprio rappresentante:

a) i Comuni e le Province soci dei Consorzi esistenti prima
dell'entrata in vigore della presente legge, purché in regola
con i versamenti delle quote consortili;

b) le Province, le Comunità Montane e i Comuni nei
cui territori siano localizzati aree o nuclei di sviluppo industriale
o il piano regolatore consortile ne preveda la localizzazione;

c) le Camere di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura,
le Associazioni degli Industriali, degli Artigiani, dei Commercianti
e le Organizzazioni Cooperative delle Province nelle quali i Consorzi
hanno sede presenti nel C.N.E.L.;     (1)

d) le Università, le Associazioni di rappresentanza
degli Istituti di Credito operanti nel territorio regionale, gli Enti
pubblici di Ricerca Scientifica e le Società di Ricerca Scientifica
partecipante almeno per 1/3 da Enti Pubblici presenti nel territorio
regionale;

e) i Comuni pur non compresi nelle previsioni dei piani regolatori
consortili ma dotati di aree produttive e che stipulino con il Consorzio
accordi per la gestione e/o la fornitura di servizi nelle predette aree.

3. A ciascuna delle Associazioni degli Industriali è attribuita
un'ulteriore rappresentanza in seno all'Assemblea del Consorzio, nella
misura di un rappresentante ogni 5.000 o frazione superiore a 2.500 di
occupati nelle imprese insediate nelle aree industriali. L'attribuzione
a ciascuna Associazione della rappresentanza di cui sopra è definita
in ragione del numero degli occupati presso le imprese aderenti a ciascuna
Associazione.

4. I soggetti di cui al secondo comma del presente articolo,
pur inadempienti nel pagamento di quote di partecipazione o di quote
di funzionamento per le gestioni precedenti dei Consorzi, possono partecipare
ai Consorzi a condizione che provvedano a regolarizzare la propria posizione
prima di produrre l'istanza di partecipazione.]

Art. 3

Costituzione di nuovi Consorzi

[1. Per iniziativa dei soggetti di cui all'art. 2, comma
2, della presente legge, può essere promossa la costituzione di
nuovi Consorzi Industriali, anche attraverso l'aggregazione o la disaggregazione
di territori compresi negli attuali Consorzi Provinciali.

2. La proposta di costituzione di nuovi Consorzi deve
contenere la precisa definizione dell'ambito territoriale di riferimento
e gli atti di adesione, formalmente adottati dai soggetti interessati.
Il processo costituente deve svilupparsi entro un termine massimo di
180 giorni dall'adozione del primo atto di adesione.

3. Il Consiglio Regionale, in rapporto alla programmazione
regionale, verificata la sussistenza delle condizioni di autonomia organizzativa
corrispondenti alle funzioni assegnate dalla presente legge, approva
con legge regionale la costituzione di nuovi Consorzi, disciplinando
nel contempo la risoluzione dei rapporti eventualmente preesistenti.

4. Previa intesa con la Regione e le Amministrazioni locali
interessate i territori posti in regioni finitime possono rientrare nei
comprensori di competenza dei Consorzi Industriali.]

Art. 4

Funzioni dei Consorzi

[1. I Consorzi svolgono le funzioni previste dal DPR 6
marzo 1978 n. 218, dalla legge 5 ottobre 1991 n. 317, dalla legge 19
luglio 1993 n. 237 ed, in particolare, quelle relative:

a) agli studi, ai progetti ed alle iniziative per promuovere
lo sviluppo produttivo nelle zone di intervento, ivi compresa la presentazione
di progetti fruenti di finanziamenti regionali, nazionali e dell'Unione
Europea;

b) alla promozione della ricerca, dell'innovazione tecnologica
ed assistenza tecnica, organizzativa e di mercato connessa all'innovazione
tecnologica;

c) alla creazione di nuove iniziative imprenditoriali e al
loro consolidamento;

d) all'acquisizione, anche mediante procedura espropriativa,
ed alla progettazione di aree da attrezzare per insediamenti, industriali,
artigianali e commerciali e di servizi, ivi compresa la progettazione
e la realizzazione delle opere di urbanizzazione e dei servizi, nonché l'attrezzatura
degli spazi pubblici destinati ad attività collettive, con particolare
riguardo alla realizzazione di aree produttive e commerciali ecologicamente
attrezzate;

e) alla vendita, all'assegnazione e alla concessione alle
imprese di lotti di aree attrezzate, alla costituzione nelle aree attrezzate
di fabbricati, impianti, laboratori destinati ad attività industriali
ed artigianali, commerciali all'ingrosso, depositi e magazzini, nonché per
attività di servizi;

f) alla vendita ed alla locazione finanziaria alle imprese
di fabbricati e impianti nelle aree attrezzate;

g) alla realizzazione, su delega degli enti territoriali o di loro Consorzi,
delle opere di urbanizzazione relative alle aree attrezzate per insediamenti
produttivi, nonché delle infrastrutture e delle opere per il loro
allacciamento ai pubblici servizi, sulla base di apposite convenzioni;

h) all'assunzione e promozione dell'erogazione di servizi
per favorire l'insediamento e lo sviluppo delle attività produttive
e dei servizi;

i) alla progettazione, costruzione e gestione di impianti
e servizi di tutela ambientale, in particolare di depurazione, di discarica
e di trattamento e recupero dei rifiuti;

l) alla progettazione, realizzazione e alla gestione di impianti
tecnologici per la distribuzione di gas metano e per la realizzazione
e la gestione di altri impianti a rete;

m) alla progettazione, costruzione e gestione di interporti,
centri intermodali, porti ed aeroporti;

n) al recupero degli immobili industriali preesistenti ed
all'attuazione di programmi di reindustrializzazione;

o) alla realizzazione e alla gestione, in collaborazione
con le associazioni imprenditoriali e con le Camere di Commercio, Industria,
Artigianato ed Agricoltura, di infrastrutture per l'industria, rustici
industriali, servizi reali alle imprese, iniziative per l'orientamento
e la formazione professionale dei lavoratori, dei quadri direttivi e
intermedi e dei giovani imprenditori, e ogni altro servizio sociale connesso
alla produzione industriale;

p) alla progettazione, realizzazione e gestione di lavoratori
attrezzati per il controllo e la certificazione della qualità dei
prodotti e per l'analisi di acque, aria, rifiuti e rumori;

q) alla prosecuzione della gestione in atto degli impianti
di acquedotto, fognatura e depurazione fino al momento del loro trasferimento
al gestore del servizio idrico integrato ai sensi dell'art. 10, comma
6, della legge 5 gennaio 1994 n. 36;

r) alla determinazione e alla riscossione dei corrispettivi
dovuti dalle imprese per i servizi di manutenzione delle opere e per
la gestione degli impianti;

s) alla determinazione e riscossione di tariffe e dei contributi
per l'utilizzo da parte di terzi di opere e servizi realizzati o gestiti
dai Consorzi.]

Art. 5

Organizzazione dei Consorzi e statuto

[1. I Consorzi hanno piena autonomia amministrativa, organizzativa
ed economico-finanziaria. La loro organizzazione e funzionamento sono
disciplinati dallo statuto e da regolamenti consortili. Lo statuto è deliberato
dall'assemblea consortile con il voto favorevole della maggioranza dei
componenti ed è approvato dal Consiglio Regionale, su proposta
della Giunta Regionale, previo parere motivato della Commissione Tecnico
Consultiva, di cui all'art. 13 L.R. n. 9/86, entro 60 giorni dal suo
ricevimento. Trascorso inutilmente tale termine di 60 giorni, lo Statuto
si intende approvato.

2. Nella definizione dello statuto i Consorzi si conformano
ai seguenti criteri e principi:

a) devono essere previsti quali organi l'Assemblea, il Consiglio
di Amministrazione, il Presidente, il Collegio dei Revisori;

b) l'Assemblea è competente ad adottare lo Statuto,
ad eleggere il Presidente, anche al di fuori dei componenti l'Assemblea,
il Consiglio di Amministrazione, a deliberare sull'ammissione al Consorzio
di nuovi partecipanti e sull'esclusione di consorziati, a determinare
la misura delle quote di partecipazione o contributi per spese di funzionamento
a carico degli associati, ed i compensi dei componenti gli organi consortili,
ad approvare i regolamenti consortili nonché i piani economico-finanziari,
i bilanci ed i consuntivi;

c) il Consiglio di Amministrazione, composto di non più di
sette membri compreso il Presidente, è competente a compiere
tutti gli atti non riservati all'Assemblea attinenti alla gestione del
Consorzio, tra i quali, in particolare adotta i piani di assetto territoriali
ed attuativi dei nuclei industriali, approva i bilanci preventivi e consuntivi
e nomina il Direttore con compiti e responsabilità stabiliti dallo
statuto.

Il Direttore è scelto tra il personale di ruolo del Consorzio
con qualifica dirigenziale o è nominato mediante contratto a termine,
di durata non superiore a quella del Consiglio di Amministrazione, tra
esperti o professionisti estranei all'amministrazione dell'Ente. Il Direttore
ha la responsabilità gestionale del Consorzio; gli spettano, secondo
le disposizioni dello statuto, tutti i compiti, compresa l'adozione di
atti che impegnano il Consorzio verso l'esterno per l'attuazione delle
delibere del Consiglio di Amministrazione, che la legge e lo statuto
stesso non abbiano riservato agli organi consortili. Spettano al Direttore,
secondo le modalità stabilite dallo statuto, la presidenza delle
commissioni di gara e di concorso, la responsabilità delle procedure
di appalto e di concorso, la stipulazione di contratti, gli atti di gestione
finanziaria, ivi compresa l'assunzione di impegni di spesa, lo svolgimento
delle funzioni attribuite ai dirigenti della legislazione vigente. Lo
statuto dovrà comunque garantire la presenza di almeno un rappresentante
delle Associazioni imprenditoriali in seno al Consiglio di Amministrazione;

d) il Presidente ha la rappresentanza legale del Consorzio
ed esercita i poteri affidatigli dallo Statuto o delegatigli dal Consiglio
di Amministrazione;

e) il Vicepresidente, eletto dal C.d.A. tra i propri componenti,
esercita i poteri affidati al Presidente dello Statuto in caso di assenza
o di impedimento di quest'ultimo;

f) il Collegio dei Revisori dei conti è composto da
tre membri di cui uno con funzioni di presidente del Collegio, nominati
dal Consiglio Regionale tra gli iscritti all'Albo dei Revisori Contabili
secondo le modalità contenute nella L.R. 27/93, e svolge i compiti
indicati dai successivi art. 9 e 10.

3. Gli organi durano in carica tre anni e sono rinnovabili.
Ove passati 30 giorni dalla scadenza non siano designati, eletti o nominati
i successori il Presidente della Giunta Regionale nomina un Commissario
ad Acta, che provvede entro novanta giorni. In ogni caso gli organi scaduti
possono adottare solo gli atti di ordinaria amministrazione e quelli
indifferibili e urgenti.

4. Gli statuti devono disciplinare altresì i requisiti
e le modalità di ammissione di nuovi partecipanti e le cause di
esclusione dei consorziati, i criteri per la gestione contabile e finanziaria
e la tipologia ed i contenuti dei regolamenti consortili, in particolare
per quel che concerne l'assegnazione delle aree e degli immobili, l'accesso
ai servizi consortili, la corresponsione delle tariffe e l'individuazione
delle modalità certe per la loro riscossione, la gestione delle
aree e delle infrastrutture nonché le ipotesi di scioglimento
degli organi consortili da parte del Consiglio Regionale, con particolare
riferimento all'accertata impossibilità di funzionamento degli
organi o di conflitti tra di essi o di riscontrate persistenti e gravi
irregolarità nella gestione o di mancata approvazione dei bilanci
o del mancato perseguimento delle finalità istituzionali o di
accertato dissesto economico finanziario.]

Art. 6

Indirizzi regionali e programmi di attività dei Consorzi

[1. I Consorzi svolgono le proprie funzioni sulla base
di programmi triennali di attività. I programmi si conformano
agli indirizzi definiti dalla Regione, nel proprio piano di sviluppo
economico o in altri atti aventi ad oggetto lo sviluppo delle attività produttive.

2. Fatto salvo quanto previsto dal successivo art. 11
per l'incentivazione dell'acquisizione di aree e la realizzazione di
infrastrutture, la Regione può corrispondere ai Consorzi unicamente
contributi ordinati alla realizzazione di interventi o azioni compresi
nei programmi triennali di attività, previa dichiarazione di conformità di
essi agli indirizzi regionali in materia di sviluppo delle attività produttive.
Ai fini dei finanziamenti regionali hanno la priorità gli
interventi o le attività che godono del concorso finanziario statale,
dell'Unione Europea o di privati.

3. I programmi triennali devono indicare:

- le azioni di promozione delle attività produttive
e gli specifici interventi per realizzarle;

- le risorse finanziarie necessarie e le diverse fonti di
provvista;

- le misure organizzative adeguate a sostenere le azioni
prescelte, riguardanti la razionalizzazione delle strutture consortili,
al fine di ridurne i costi e migliorarne l'efficienza, nonché l'eventuale
costituzione di società o Consorzi o la partecipazione ad essi
per la gestione dei servizi consortili o per le attività di assistenza
alle imprese.

4. Il programma di attività e di organizzazione,
adottato dal Consiglio di Amministrazione ed approvato dall'Assemblea, è comunicato
all'Assessorato regionale alle Attività Produttive.

5. L'Assessorato verifica la rispondenza delle azioni
ed interventi previsti nel programma, agli indirizzi comunitari, statali
e regionali di politica industriale o di sviluppo dei singoli settori
produttivi, anche al fine di accertare la possibilità di attingere
ad ausili finanziari regionali o di altra fonte pubblica per la loro
realizzazione. La Giunta Regionale si pronuncia entro sessanta giorni
dal ricevimento, decorsi i quali la conformità si intende verificata.
La pronuncia ad esito positivo costituisce presupposto per l'ammissibilità al
finanziamento degli interventi compresi nei programmi.]

Art. 7

Piani territoriali e dei nuclei di industrializzazione

[1. I Consorzi, ai fini della formazione, dell'aggiornamento
e della variazione del Piano Territoriale Consortile, predispongono un
documento preliminare che argomenta e giustifica l'attività di
pianificazione che intendono porre in essere e convocano, per l'esame,
una Conferenza di Pianificazione.

2. Alla Conferenza partecipano i rappresentanti legali,
o loro delegati, degli Enti competenti a deliberare gli atti di pianificazione,
ovvero ad esprimere pareri, intese, nulla-osta o assensi comunque denominati.
In tal caso le determinazioni concordate sostituiscono a tutti gli effetti
i concerti, le intese, i nulla-osta e gli assensi richiesti.

3. Alla Conferenza di Pianificazione si applicano le disposizioni
procedurali previste dall'art. 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241,
in quanto compatibili.

4. La proposta di Piano Territoriale Consortile, con il
resoconto dei risultati della Conferenza, viene trasmesso alla Giunta
Regionale che, entro venti giorni dal suo ricevimento, lo adotta esprimendo
anche il proprio parere sugli eventuali dissensi registrati in sede di
conferenza di pianificazione. Il Piano viene pubblicato per 30 giorni
consecutivi presso la sede del Consorzio e, per estratto, presso le sedi
della Provincia e dei Comuni interessati.
Dell'avvenuto deposito è data notizia al pubblico mediante affissione
di manifesti nei Comuni interessati dal Piano e mediante pubblicazione
sul Foglio Annunzi Legali della Provincia. Entro i successivi 30 giorni
Enti o privati possono presentare osservazioni. Il Piano viene trasmesso
al Consiglio Regionale che lo approva, decidendo sui dissensi registrati
in sede di Conferenza e sulle osservazioni di cui al precedente comma.
Dell'approvazione è data notizia sul Bollettino Ufficiale della
Regione.

5. I Piani Territoriali dei Consorzi hanno efficacia ventennale.
Ad essi è conferito il valore di Piano Territoriale di Coordinamento
di cui all'art. 5 della legge n. 1150/42.

6. I Piani Territoriali consortili sono attuati a mezzo
di Piani dei singoli nuclei d'industrializzazione che, se conformi al
Piano Territoriale, sono approvati direttamente dai Consorzi.

7. I Piani dei nuclei di industrializzazione possono anche
essere adottati in variante al Piano Territoriale con le procedure previste
per quest'ultimi.

8. I contenuti tecnici dei Piani Territoriali dei Consorzi
e dei Piani di insediamento dei nuclei d'industrializzazione saranno
definiti con provvedimento della Giunta Regionale.

[9. I Piani approvati ai sensi dell'art. 51 del D.P.R.
6 marzo 1978 n. 218 o della legge regionale n. 32/94, nel frattempo scaduti,
sono riapprovati con la presente legge ed hanno una validità di
due anni. Entro tale termine i Consorzi provvederanno ad adottare i nuovi
strumenti di Pianificazione, con le procedure previste dalla presente
legge.]    (4)

10. Entro sei mesi dalla pubblicazione sul BUR della deliberazione
di approvazione dei piani territoriali dei Consorzi i comuni hanno l'obbligo
di adeguare i propri strumenti urbanistici alle previsioni dei piani
territoriali che riguardano i rispettivi territori. Decorso inutilmente
tale termine le previsioni dei piani territoriali si intendono automaticamente
sostituite a quelle degli strumenti urbanistici comunali limitatamente
alle aree industriali o alle infrastrutture ad esse strumentali.

11. Gli impianti e gli insediamenti da realizzare nei
territori compresi nei piani consortili, sono dichiarati di pubblica
utilità, indifferibili ed urgenti. Gli immobili necessari a realizzarli
sono espropriati dai Consorzi, mediante decreti del Presidente del Consorzio,
con la procedura di cui all'art. 53 del D.P.R. 6 marzo 1978 n. 218.

12. Le aree e gli immobili di proprietà dei Consorzi
sono assegnati ad imprese che esercitano attività industriali,
artigianali, commerciali o di prestazione di servizi strumentali alla
produzione.

13. I Consorzi rientrano nella libera proprietà delle
aree o delle strutture senza maggiorazione di prezzo qualora, trascorso
un anno dalla presa in possesso, gli imprenditori non abbiano avviato
i lavori di realizzazione delle strutture previste e, trascorso un anno,
non abbiano pienamente iniziato l'attività. Il termine d'inizio
e di fine dei lavori può essere prorogato dal Consorzio su motivata
richiesta degli imprenditori e su conforme deliberazione del C.d.A. dei
Consorzi.

14. Nelle aree dei Consorzi dotate degli impianti e delle
infrastrutture di tutela ambientale, previsti nel piano di insediamento
del nucleo, le imprese sono esonerate dall'acquisizione di tutte le autorizzazioni
previste da leggi regionali, necessarie alla realizzazione degli stabilimenti,
eccezione fatta di quelle relative alla sicurezza interna ed esterna
e di quelle in materia di inquinamento che non siano rese superflue dall'allaccio
o dall'utilizzazione degli impianti o servizi consortili, nonché delle
autorizzazioni in materia di tutela del paesaggio. L'esonero non riguarda,
in ogni caso, le autorizzazioni richieste da leggi statali.

15. Ai fini della progettazione e della realizzazione
degli interventi previsti dalla presente legge, i Consorzi possono concludere
con la Regione e con gli altri enti pubblici accordi di programma nei
quali sono stabiliti gli obiettivi, i tempi e le modalità di attuazione
e le previsioni di spesa. In caso di partecipazione del comune o dei
comuni interessati all'accordo di programma, ove l'accordo comporti variazioni
degli strumenti urbanistici, si applicano le norme di cui all'art. 27
commi 4 e 5 della legge 8 giugno 1990 n. 142 e dell'art. 1, comma 59
della legge 28 dicembre 1995 n. 549 e successive modifiche.

16. I Consorzi attestano la conformità dei progetti
di insediamento e di reinsediamento produttivo, delle varianti e delle
destinazioni d'uso alle previsioni del piano di insediamento del singolo
nucleo. A tal fine i Consorzi promuovono la costituzione di organi tecnici
misti con la partecipazione degli uffici tecnici dei comuni interessati.]

Art. 8

Manutenzione e gestione delle opere di urbanizzazione e delle infrastrutture

[1. La gestione e la manutenzione delle opere di urbanizzazione,
delle infrastrutture e degli impianti realizzati nelle aree e nei nuclei
industriali sono assicurate dai Consorzi anche attraverso apposite società di
gestione, secondo le norme vigenti ed i regolamenti consortili, che determinano
le quote a carico dei singoli beneficiari, ai sensi dell'art. 11, comma
2, del D.L. 23 giugno 1995 n. 244 convertito con modificazioni con legge
8 agosto 1995 n. 341 e le modalità di riscossione, anche coattiva,
ai sensi dell'art. 5, comma 4, del D.L. 8 febbraio 1995 n. 32 convertito
in legge 7 aprile 1995 n. 104, prevedendone l'affidamento a società specializzate.

2. La Regione, le Province, i Comuni e altri enti possono
affidare ai Consorzi per lo sviluppo industriale la manutenzione e la
gestione delle opere di urbanizzazione, delle infrastrutture e degli
allacci esistenti e da realizzare sulla base di apposite convenzioni.]

Art. 9

Gestione economico-finanziaria

[1. I mezzi finanziari dei Consorzi provengono:

a) dai conferimenti a qualsiasi titolo effettuati dai partecipanti
al momento della costituzione dei Consorzi stessi e successivamente;

b) dagli interessi sugli investimenti finanziari;

c) dai corrispettivi percepiti in relazione alle attività svolte;

d) dai contributi della Regione, dello Stato, dell'Unione
Europea e di qualsiasi altro ente pubblico o privato;

e) da ogni altro provento comunque collegato all'attività consortile;

f) da finanziamenti concessi da banche, per i quali possono
prestare garanzia la Regione o gli enti locali.

2. I Consorzi approvano entro il 31 ottobre di ogni anno
il piano economico-finanziario per l'anno successivo.

3. Il piano economico-finanziario e i programmi triennali
di cui al comma 3 dell'art. 6 della presente legge sono inviati alla
Giunta Regionale. Il Consiglio Regionale, su proposta della Giunta Regionale,
li approva entro 60 giorni dal ricevimento. Decorso tale termine si intendono
approvati. Il termine può essere interrotto una sola volta per
la richiesta di chiarimenti od integrazioni.

4. Il bilancio consuntivo è approvato dal Consorzio
entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello cui si riferisce, previo
controllo da parte del collegio dei revisori dei conti sulla sua conformità alle
leggi, allo statuto ed alle risultanze contabili ed è inviato
alla Regione che lo approva nei termini e con le modalità previsti
nel precedente comma 3.]

Art. 10

Vigilanza regionale sui Consorzi

[1. Il controllo di gestione sull'attività dei Consorzi
spetta al collegio dei revisori dei conti.

2. La vigilanza sul funzionamento dei Consorzi è esercitata
dalla Giunta Regionale, anche mediante l'acquisizione delle necessarie
informazioni dal Collegio dei revisori dei conti ed ha per oggetto il
rispetto degli indirizzi regionali e la regolarità della gestione.
E' escluso qualsiasi controllo sui singoli atti di gestione.

3. In coerenza con le previsioni degli statuti consortili,
nel caso di accertata impossibilità di funzionamento degli organi
consortili o di conflitti tra organi o di riscontrate persistenti e gravi
irregolarità nella gestione o di mancata approvazione dei bilanci
o del mancato perseguimento delle finalità istituzionali o di
accertato dissesto economico-finanziario, il Consiglio Regionale, su
proposta della Giunta Regionale, delibera lo scioglimento di uno o più organi
consortili e la nomina di un Commissario straordinario.

4. La gestione commissariale non può in nessun
caso avere durata superiore a sei mesi.
Entro tale termine devono essere ricostituiti gli organi di amministrazione
ordinaria. In caso di mancata designazione di propri rappresentanti da
parte di taluno dei partecipanti, trascorsi inutilmente trenta giorni
dalla richiesta, provvede il Commissario.]

Art. 11

Unione Regionale dei Consorzi Industriali

[1. Fra i Consorzi Industriali delle Province di Potenza
e Matera sarà costituita, con sede in Potenza, l'Unione regionale
dei Consorzi per lo Sviluppo Industriale della Basilicata.

2. La formale costituzione, attribuzione di competenze,
organizzazione e funzionamento dell'Unione Regionale dei Consorzi Industriali
saranno stabilite dal relativo atto costitutivo, da adottarsi entro sessanta
giorni dalla costituzione degli organi consortili ai sensi della presente
legge.]

Art. 12

Norme transitorie

[1. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge il Presidente della Giunta Regionale, su conforme deliberazione
della Giunta, decreta lo scioglimento degli organi dei Consorzi per lo
Sviluppo Industriale della provincia di Potenza e di Matera che restano
in carica per la ordinaria amministrazione fino alla ricostituzione di
nuovi organi e nomina i Commissari ad acta.

2. I Commissari ad acta, nel termine di 210 giorni dalla
nomina, provvedono a:

a) ricostituire l'Assemblea con i soci aventi i requisiti
previsti dall'art. 2 della presente legge;

b) predisporre lo schema di statuto;

c) determinare la quota nominale  di partecipazione;    (01)

d) convocare l'Assemblea per approvare lo statuto ed eleggere
gli organi.

Allo scadere dei 210 giorni, qualora gli organi statutari
non siano ancora insediati, il Presidente della Giunta Regionale, con
proprio decreto, su conforme delibera della Giunta Regionale, nomina
un Commissario straordinario con pieni poteri di amministrazione del
Consorzio fino all'elezione del Presidente e del Consiglio di Amministrazione
da parte dell'Assemblea ricostituita. Il Commissario straordinario proseguirà anche
le attività poste in essere dal Commissario ad acta previste dal
presente articolo.      (2)

3. I soci che, all'atto dello scioglimento degli organi
dei Consorzi, non faranno più parte delle Assemblee ricostituite,
possono richiedere ed ottenere il rimborso dal Consorzio delle quote
nominali di partecipazione.
Al fine di assicurare la restituzione di dette quote, i Consorzi possono
richiedere alla Regione, a titolo di anticipazione, a decorrere dall'esercizio
1999, l'eventuale differenza tra quote di nuova iscrizione e quote di
cessazione, con vincolo di restituzione entro i successivi sei mesi dalla
data di anticipazione.

4. La legge di bilancio per il 1999 prevederà un
apposito capitolo ed uno specifico finanziamento per far fronte alle
anticipazioni di cui al comma precedente.]

Art. 13

Disposizioni finanziarie

[1. I Consorzi per la loro attività in materia di sviluppo
produttivo e d'attuazione di programmi possono ricevere dalla Regione
appositi finanziamenti. Le leggi di bilancio stabiliranno l'entità delle
risorse da assegnare ai Consorzi nell'ambito di piani, programmi o progetti.]

Art. 14

Norma di abrogazione

[1. E' abrogata la legge regionale n. 32/94.]

Art. 15

Norma di abrogazione

[1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi
dell'art. 127 della Costituzione ed entra in vigore il giorno della sua
pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Basilicata.]

____________________________________________

NOTE

(01) ERRATA CORRIGE: Art. 12, comma 2, punto C, deve leggersi: 'quota nominale' e non 'quota mensile' - (B.U. n. 69 del 01.12.1998);

(1) lettera così modificata dall'art. 1 della L.R. 11 maggio 1999, n. 16;

(2) comma così sostituito dall'art. 2 della L.R. 11 maggio 1999, n. 16;

(3) legge totalmente abrogata dall'art. 39, L.R. 5 febbraio 2010, n. 18;

(4) la Corte Costituzionale con sentenza 20-25 luglio 2011, n. 243 (Gazz. Uff. 27 luglio 2011, n. 32 prima serie speciale), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma.