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Intervento di Mollica Francesco del 03/11/2011

Grazie, Presidente. Cercherò, logicamente, di non entrare in un rapporto dialettico conflittuale con lei per evitare quello che è successo prima, dove, sì, qualcuno ha esagerato, però, voglio dire, si vada un pochettino a rileggere anche quello che ha detto lei, ha fatto un pochettino il provocatore.

PRESIDENTE (FOLINO)

Era nel mio programma elettorale anche la provocazione.

MOLLICA

Questo la dice lunga rispetto al fatto che lei ha messo i manifesti che ha un cattivo carattere, per cui lo dimostra sistematicamente. Qualora qualcuno se ne dovesse dimenticare forse lo fa per ricordarglielo che il cattivo carattere significa anche questo.

Parlare oggi e parlare un pochettino dopo gli altri, se da un lato aiuta a capire gli atteggiamenti di alcuni colleghi, dall'altro non si riesce a capire bene, al netto di qualche intervento, se alcuni sono stati fatti perché bisogna dare un contributo alla discussione, altri se sono stati fatti con qualche retropensiero, con qualche pensiero remoto, sotto l'aspetto politico. Si nota che, sia all'interno di gruppi di opposizione, sia all'interno dei gruppi di maggioranza, non c'è quel collante e quella unanimità che doveva venire fuori da una discussione, sia pur sedata dal tempo. Se avessimo dovuto discutere immediatamente dopo la relazione che l'Assessore ha fatto, avremmo avuto anche di peggio rispetto a quello che abbiamo sentito oggi.

Invece c'è stato il tempo per poter avere una serie di discussioni, sicuramente il gruppo PD, che è quello un pochettino più organizzato, avrà fatto una riunione specifica per darsi una propria linea di intervento, tant'è che notiamo il senso di equilibrio ed anche l'aspetto propositivo degli interventi di, Pittella e dello stesso Santochirico, del resto anche con cognizione di causa essendo stato quest'ultimo Assessore all'Ambiente. Le responsabilità, come qualcuno ha richiamato, bisognerà condividerle.

E proprio per condividere le responsabilità, anche chi, come me, sta in questo Consiglio da un pochettino di tempo non vuole sottrarsi. Per me sarebbe facile dover solo rammentare che, ad esempio, sulla questione petrolio io non ho votato mai un atto, anzi, ho sempre votato contro, anche quando facevo l'Assessore. Era una connotazione che avevo essendo, allora, un rappresentante dei Verdi, non ho cambiato idea, se dovesse riproporsi un atto sul petrolio io ugualmente voterei contro.

Oggi stiamo parlando del Centro Oli, della Val d'Agri, della diga del Pertusillo, del fiume Noce, però mancano tante altre questioni ambientali che ci fanno affermare che questa è una Regione in emergenza ambientale, perché se operazione verità deve essere fatta, deve essere fatta in toto. Siamo in una emergenza ambientale.

Uno, perché non abbiamo avuto quegli strumenti che pur volevo proporre. L'avvocato Santochirico mi ha anticipato dicendo sostanzialmente: "Guardate che noi diamo una serie di autorizzazioni su questo territorio e secondo alcune norme", è sempre con le norme che bisogna controllare che queste autorizzazioni siano in linea, è facile poter dire in una relazione che siamo al di sotto della soglia dei limiti previsti. Ma chi li detta questi limiti? Non è solo la politica regionale a subire il potere dei grossi potentati economici, e l'ENI è uno di questi.

Chi di noi, tra ambientalisti, fra Consiglieri, fra qualcuno che è sempre stato contrario, non ha un fascicoletto aperto presso l'ENI? Io sono convinto di averlo, per tutti gli interventi che nel 2002, 2003, 2004, 2005 ho fatto sui vari incidenti e su ciò che succedeva da parte dell'ENI su questo territorio.

Non possiamo dimenticare il passato, questa Regione, siccome siamo dei galantuomini, ha mantenuto gli accordi, ma l'ENI ha fatto quegli accordi sapendo di imbrogliarci.

Ecco perché dobbiamo attrezzarci in questo momento per non rifare gli stessi errori che abbiamo fatto. Quando è stato chiuso un accordo c'erano le norme o le clausole sospensive, che hanno fatto sì, ad esempio, che il monitoraggio, l'osservatorio, il finanziamento di alcune questioni che erano all'interno di quell'accordo fossero fatti alla fine perché loro, in una clausoletta, hanno detto: "Se noi non perforiamo i 45 pozzi e non andiamo a regime, quelle cose si faranno solo alla fine".

Perché? Perché noi dobbiamo partire da un presupposto, altrimenti non faremmo una operazione verità: l'estrazione del petrolio porta inquinamento ambientale sì o no? Se qualcuno dovesse dire no, direbbe una grande bugia, altrimenti non ci spiegheremmo il perché, c'è la compensazione ambientale. Queste grandi società, che non vorrebbero cacciare una lira, la mettono in campo per il semplice fatto che c'è un danno ambientale.

Tra le altre cose, noi stiamo sperimentando, ed è stato scritto sui trattati sulle estrazioni, un impianto "on shore" tra i più grossi, anzi il più grande d'Europa, perché tutte le altre estrazioni avevano questo impatto ambientale mitigato perché erano lontani, erano "off shore", erano sul mare, e lì avremmo dovuto guardare l'impatto andando a prendere i pesci o gli organismi che vivevano vicino a quei pozzi.

Invece qui lo sperimentiamo direttamente e all'interno anche di una zona antropizzata con emergenze, come quelle dell'accumulo dell'acqua, che ottimamente il collega Enrico Mazzeo ha rappresentato. E' vero, non dobbiamo allarmare la gente, ma non dobbiamo nemmeno nascondere la verità, perché avremmo addirittura l'effetto contrario. Stanno venendo fuori una serie di intercettazioni che l'Autorità giudiziaria sta portando avanti.

Ecco perché la gente, alla fine, ha sfiducia nei confronti della politica che sostanzialmente avrebbe, per lo meno, la colpa di non aver saputo vigilare o non aver saputo mettere in campo una serie di norme e di piani, di strumenti che potessero maggiormente tutelare questo territorio.

Qualcuno ci invita, logicamente, a mettere in campo un ragionamento dicendo: "Va bene, facciamo l'operazione verità, capiamo esattamente cosa è successo, blocchiamoci da questo momento in poi e vediamo che cosa bisogna fare per ridare alla comunità una serie di certezze e sicurezze. La Regione, attraverso i propri organismi, l'A.R.P.A.B., la sussidiarietà verticale, le competenze della Provincia e dei Comuni, può mettere in campo un nuovo sistema che meglio tuteli e non ci faccia ricadere in una situazione come quella odierna dalla quale stiamo cercando di uscire fuori".

Ma se questo è, però, Assessore, lei mi deve permettere, un po' di controllo va fatto. Il Piano di tutela delle acque guarda le interferenze che ci sono con le estrazioni petrolifere? No! Va allora rifatto, perché lì noi possiamo sostanzialmente bloccare o, per lo meno, limitare l'azione che queste grosse società mettono in campo, legittima ma che non deve causare danno ambientale o danno alla salute della gente.

Io sono uno che sposa in pieno non la compatibilità, perché se dovessimo parlare di compatibilità, allora niente autorizzazioni ad inceneritori, niente autorizzazioni al petrolio, nessun altra autorizzazione per altre attività industriali. Io sono per la sostenibilità, va bene che si possano fare alcune azioni e che si possano dare alcune autorizzazioni, l'importante è riuscire a capire come queste non incidano sostanzialmente su quello che noi abbiamo detto da sempre. Questa è una Regione che guarda prima all'ambiente, alla salute e poi, attraverso questa sostenibilità, allo sviluppo economico della gente e delle comunità.

Ma possiamo parlare di questo quando noi abbiamo un piano di tutela del bacino idrominerario del Vulture che non viene osservato? Io posso capire che quel piano non venga osservato in diverse sfaccettature, ma è stata data, ad esempio, un'autorizzazione ad un cementificio, tu ne ha citato uno, quello di Matera, io vorrei citarne un altro, quello di Barile. E' un cementificio che può smaltire e quindi bruciare i rifiuti. Ma non è stato causa dell'inquinamento il conferimento dei rifiuti presso Fenice? Questo è un grande problema.

Come possiamo dare autorizzazioni a 500 metri da un ospedale sapendo che un pozzo, bene o male, inquina? Credo che lo sappiate tutti, noi siamo cittadini di questa Regione e ogni tanto conosciamo qualche cosa e vi ringraziamo se qualche altra volta ci volete anche dare qualche informazione in più.

Possiamo pensare che la gente riacquisti fiducia se noi diamo autorizzazioni all'interno di un parco? Qualcuno ha detto: "Questa è una Regione che si regge su due parchi". Quel parco è stato rinviato nella sua istituzione per effetto del petrolio. Non ci dobbiamo nascondere dietro un dito, perché bisognava fare prima una serie di cose e poi perimetrare il parco, perimetrato, logicamente, anche in una maniera piuttosto strana, mi sembrano più i fiordi norvegesi, che non un parco omogeneo.

Ma nonostante tutto questo, ci sono ancora autorizzazioni che noi riusciamo a dare all'interno di un parco al di fuori della legge 394. Hai voglia poi ad andare a spendere i soldi delle royalties per cercare di fare che cosa? Certificare EMAS i Comuni che fanno parte della legge 40, laddove ci sono i pozzi petroliferi. Quella certificazione EMAS non si avrà mai.

Anche quello è un sistema per poter dire alla gente: "Guardate, questo Comune è certificato EMAS, questo territorio è certificato EMAS, dovete stare tranquilli". No, non si dà così la tranquillità a quelle generazioni ed a quelle comunità. E' finita la stagione del dire: "E' tutto a posto". Abbiamo capito che tutto a posto non è, al di là di quella che sarà l'attività giudiziaria, che avrà il suo corso. Qui ho un'idea particolare, ma la esprimerò nella Commissione d'inchiesta quando andremo a ricercare le responsabilità.

A me dispiace che non ci sia il Presidente, ma dal Memorandum abbiamo voluto un tantino prendere le distanze, vediamo che cosa è scritto dentro per non rifare gli stessi errori dell'accordo del petrolio trend 1 con quelle norme e clausole sospensive.

Abbiamo logicamente un altro problema: parlando di ambiente, qualche dubbio mi sarebbe venuto, Assessore, perché troppe sono le insistenze da parte delle associazioni ambientaliste o di cittadini. Addirittura le abbiamo fatte proliferare, non ci sono solo quelle canoniche. Stamattina abbiamo visto un'associazione di mamme che, preoccupate per la salute dei propri figli, si sono riunite in associazione, un'associazione nuova, che si chiama "L'onda rosa" che io non ho mai sentito, eppure ho fatto il rappresentante dei Verdi per dieci anni in questa regione.

Significa che la gente incomincia a sentire troppo il peso della pressione ambientale o dei danni alla propria salute, altrimenti non ci sarebbe questo associazionismo, e non credo che ci siano parti di società che finanziano per sobillare o per sovvertire il potere.

Io non riesco a capire qual è la sua posizione reale, pur convivendo l'intervento di Enrico Mazzeo Cicchetti, quello che lei ha fatto, logicamente non in qualità di Assessore, perché come Assessore condivide con la Giunta tutte le altre responsabilità, ma da segretario regionale di un partito: è in netta contraddizione con quanto è stato detto.

Come del resto anche l'equilibrismo del collega Autilio nel voler cercare di salvare capre e cavoli, insomma non è che ci ha fatto capire se effettivamente l'ambiente arriva, non arriva, cioè se bisogna prendere una decisione o meno.

Siamo alle solite. Se vogliamo arrivare però alle proposte che devono essere messe in campo, intanto c'è l'operazione trasparenza; avete fatto un tavolo sulla trasparenza che mi auguro sia aperto a tutte le associazioni.

Sarebbe utile anche su questo mettere in campo un altro tavolo della trasparenza. E' vero, Assessore, che forse stiamo proliferando, però, in questo momento, questo sacrificio deve essere fatto.

Noi dovremmo mettere in campo, rispetto a queste questioni, un altro tavolo della trasparenza dove le associazioni o i cittadini, considerate anche le proposte della massima condivisione da parte della comunità, possano dire la propria, o sollevare il problema in un organismo, in maniera tale che possa essere anche legittimo.

Prima di qualsiasi autorizzazione bisogna fare le misurazioni in bianco; sono quelle il dato di partenza dal quale bisogna, poi, verificare se l'impatto ambientale c'è o non c'è.

Come del resto non possiamo pensare che le centraline, come qualcuno ha detto, non solo non funzionano, ma sono allocate in maniera non certamente capibile, sapendo anche, Assessore, che le misurazioni devono essere fatte, perché lo prevede la norma, al camino; lo ha detto il consigliere Mazzeo, al camino vanno fatte le misurazioni.

Non abbiamo la strumentazione, quindi non sappiamo e non ci avventuriamo a dire che un'attività inquina o non inquina e, rispetto ad una mia interrogazione su un incidente in Val d'Agri circa una masseria puzzolente per la quale sono andati in ospedale 23 operai dell'Elbe - sostanzialmente io chiedevo all'Assessore alla Salute del perché era avvenuto e che cosa l'ospedale aveva rilevato per poi fare, eventualmente, anche una interrogazione (…).

Sono arrivate le discussioni, dove qualcuno dice: "Siamo stati noi", ma guardate, anche noi vogliamo dare il nostro contributo, anche se abbiamo firmato una serie di carte insieme ad altri; forse si dimentica qualcuno che era apposta pure la firma del sottoscritto su qualche atto.

Quindi la rivisitazione, io concordo con il consigliere Santochirico, del Piano dell'aria, con norme stringenti.

Noi abbiamo due modalità. Il consigliere Alessandro Singetta ha citato il D. lgs. 152 del 2006; io citerei addirittura il principio di precauzione, detto en passant da qualcuno, con la Convenzione di Arus, alla quale dovremmo attenerci se vogliamo essere una regione verde.

Mi sentirei di suggerire il nome di Maria Rita Orsogna come consulente perché è una persona che potrebbe darci un minimo di tranquillità, considerati i suoi trascorsi scientifici e in campo ambientale.

Rivisitazione del Piano di tutela delle acque prima che venga fatta quella operazione di implementazione di estrazione petrolifera; rivisitazione immediata, ed è la cosa primaria, del Piano dei rifiuti e nel Piano dei rifiuti ci dobbiamo mettere anche lo smaltimento dei fanghi, e quell'inquinamento delle falde superficiali acquifere, che, se non viene dall'estrazione, perché sono già incamiciate, vengono dalla perforazione dei pozzi, dove è scientifico che all'interno ci siano aggiunte, e non voglio nemmeno avventurarmi su quali elementi si mettono sulle punte che trivellano.

Blocco delle autorizzazione momentaneo per evitare che dopo 8 anni non abbiamo i sistemi di monitoraggio; prima costruiamo i sistemi di monitoraggio, dopo di che diamo i permessi, le autorizzazioni, così andiamo incontro anche a chi, in questo Consiglio, ha chiesto sostanzialmente la moratoria delle estrazioni.

Circoscrivere anche il problema delle perforazioni; non possiamo pensare che si va sul territorio e i grillini e queste associazioni cinque stelle stanno raccogliendo firme perché vicino Matera bisogna fare l'estrazione, ogni tanto sentiamo che l'estrazione bisogna farla nel mar Ionio, qualche volta vengono fatte a Palazzo San Gervasio, si allungano fino a Lavello.

Questo non ci deve essere; abbiamo due accordi che ormai sono firmati, 31 e 32: limitiamo i danni, altrimenti devasteremo un territorio per intero, e non possiamo neanche più andarci a nascondere dietro il dito, perché, Assessore, la questione vera è che quando l'Eni arriva, o qualsiasi altra società, Texaco, non devono pensare che noi abbiamo l'anello al naso.

Quando la Schlumberger veniva a perforare i pozzi, o a fare le indagini esplorative, le chiedeva come società che aveva qualche milione di euro di capitale; subito dopo avere ricevuto l'autorizzazione, l'autorizzazione passava a una società che aveva un capitale di responsabilità pari a 20-25 mila euro, ed è questo un altro degli elementi che bisogna mettere in campo, le fideiussioni, e le fideiussioni devono prevedere che i passaggi di società devono essere autorizzati dalla Giunta Regionale e non da una norma nazionale solo perché loro devono risolvere i problemi di responsabilità qualora succeda qualcosa.

Questo non lo possiamo più permettere, perché questa è una cosa sulla quale bisogna andare a verificare.

Abbiamo l'altro strumento. Lei impropriamente ha detto che aveva una clava. Aveva l'AIA.

Assessore, prendo atto che lei non ha mai usato la clava, e quindi non è Fred Flinston, così come è stato anche rappresentato su qualche giornale, sulla stampa.

L'AIA è uno strumento che noi possiamo utilizzare, ma possiamo utilizzare quello strumento nel momento in cui avremo fatto quello che le avevo detto: una rivisitazione del Piano dei rifiuti ed ecco perché la invito a non rilasciare più autorizzazione mascherate.

Ma è mai possibile che abbiamo tanta paglia su questo territorio da autorizzare due centrali, una a Stigliano e una nella zona di Tricarico e di Grassano?

Abbiamo queste due autorizzazioni, lei lo dimentica? Abbiamo avuto la rivolta delle popolazioni, non credo che le popolazioni si siano rivoltate senza che ci fossero state queste autorizzazioni.

Si stanno avviando anche i cementifici a fare questo tipo di operazione, e quindi noi dovremo andare a rivedere questi Piani portando lo smaltimento e l'incenerimento solamente di una piccolissima frazione che noi potremo avere.

Da questo punto di vista, se riuscissimo a fare questa serie di operazioni potremmo recuperare la credibilità, altrimenti la gente per le motivazioni esterne alle questioni ambientali e per quello che sta subendo, credo che verrà qui, su questo territorio, verrà in Consiglio, verrà con i forconi, come dice il mio amico Navazio, e lì, sì, non guarderà in faccia se è stato l'Assessore, se è stato quello precedente o se è stato il semplice Consigliere.

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