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Intervento di Mollica Francesco del 12/07/2011

Presidente, io non avrei voluto intervenire sulla questione, ritenendo del resto quasi superfluo quanto ho sentito dire da parte del collega Rosa rispetto a come le cose in questo Consiglio si devono muovere e funzionare. Ci sono regole nell'ambito delle quali bisogna muoversi, fino a quando non saranno sostituite. Ne abbiamo avuto un esempio qualche settimana fa rispetto ad un caso eclatante, l'elezione dell'Ufficio di Presidenza.

Apprezzo anche il fatto che il Presidente del Consiglio abbia fatta propria la proposta del collega Rosa rispetto ad un avvio di legislatura nella quale la puntualità era quasi un elemento che veniva portato avanti in maniera seria e che poi, man mano, è andato allentandosi in qualche maglia portando, logicamente, le cose ad essere un pochettino meno rigide rispetto a quello che dovrebbero essere.

Posso permettere di dirlo, perché non ho scheletri nell'armadio, credo di essere, tranne casi sporadici, uno di quelli più puntuali, insieme a tanti altri colleghi, che magari vanno a perdere tempo nelle Commissioni in attesa che si componga il numero legale.

Quindi ha ragione il collega Rosa. L'intervento comunque lo faccio, perché quando sento parlare di accordi e non di osservazione dei regolamenti allora comincia a saltarmi nella mente che su questi accordi, che logicamente ci sono, non so quali siano……..

(Interruzione)

Collega Rosa, ho lasciato parlare, io non voglio strumentalizzare niente, mi devi permettere solamente di esprimermi nel posto in cui la gente ha mandato te per parlare e me per parlare, te per rappresentare le esigenze della comunità e ugualmente me. Durante una commissione, all'unanimità, si era deciso di portare questo atto prima del Consiglio e discuterlo.

Quindi si è rilevato in quel momento un accordo nel quale c'era una necessità, un atto che scadeva, qualora non l'avessimo discusso, che sarebbe stato ugualmente approvato, meglio è discutere, quindi se vi sono all'interno di questo atto questioni che vanno dette, meglio dirle che non lasciare che l'atto venga approvato, così come prevedono gli stessi regolamenti.

Stamattina la Commissione non ha raggiunto il numero legale, e su questo ha ragione Rosa, dove la responsabilità di una maggioranza intanto è assicurare i numeri nelle Commissioni. Però non sono cadute, rispetto alla nuova convocazione, le motivazioni per le quali avevamo deciso che stamattina questo atto doveva essere discusso, per un fatto occasionale l'arrivo di qualche consigliere subito dopo la chiusura della Commissione non ha permesso questa discussione, ma non sono cadute le motivazioni.

E credo, lo dico a nome anche degli altri colleghi, che essendo stati consultati, io non so come e in che maniera il Presidente della Commissione abbia agito, però io sono qui per dire che il Presidente ha chiesto anche a me, come ha chiesto ad altri colleghi, se vi era la possibilità, dovendo discutere questo atto che, ripeto, sarebbe scaduto e quindi non soggetto ad una discussione in Consiglio, di poter riconvocare questa Commissione prima della ripresa del Consiglio di oggi pomeriggio. Ho acceduto per le stesse motivazioni per le quali avevo acceduto nell'ambito dell'ultima commissione, nella quale tutti insieme avevamo deciso di dover portare questo atto.

Poi, del resto, credo che abbia ragione il consigliere Rosa nel dire che ormai le ATER che svolgevano un ruolo sulla politica delle costruzioni, siano ormai ridotte all'osso, non ci sono più fondi. Logicamente bisogna ricordare, collega Rosa, te lo dico per esperienza che le politiche abitative hanno il concorso di più soggetti, ad iniziare dal governo nazionale. Prima vi era la GESCAL, che è stata soppressa nel 1979, non ci sono più fondi che alimentano un gruzzoletto per poter fare le programmazioni.

Io credo che ci siano altre modalità nell'ambito del riparto nazionale. Le politiche abitative avevano una attenzione particolare ma negli ultimi quattro, cinque anni i fondi si sono sempre più ridotti, ma nonostante tutto vorrei poter ricordare che sulle politiche abitative, io stesso da Assessore, ho messo in campo 45 milioni di euro di cui erano destinatari anche le ATER.

Così come la legge 560, che è una legge dello Stato e che permette l'unica alimentazione del fondo nell'ambito dell'approvazione da parte del Consiglio Regionale. L'ultimo grande programma rispetto alla 560 questo Consiglio Regionale l'ha fatto prima dello scioglimento dell'ultima legislatura e quindi agli inizi del 2010 per un importo pari a 15 milioni di euro.

Invito il governo regionale a mettere in campo strumenti innovativi; giace presso il Dipartimento, Assessore, io approfitto di quest'assist che mi ha fatto il collega Rosa, per poterle dire che esiste un programma che si chiama "housing sociale" perché non è più tanto quello che viene costruito per i poveri, che ha necessità di integrazione insieme ai programmi generali che comunque sono stati messi in campo, ma le nuove povertà di gente che vuole mettere su famiglia, che non appartiene a quella categoria, che non può permettersi di affrontare il pagamento di un fitto di 500 euro al mese.

E' anche su quelli che deve esserci l'attenzione del governo regionale con programmi e studi dell'ANCI che sono stati fatti propri dalla Regione Basilicata, Assessore.

Come vedremo successivamente nell'ambito della legge di modifica della L.r. 24, i Comuni non hanno svolto un ruolo propositivo rispetto ad una legge che devono applicare loro stessi.

Pertanto, rispetto a queste questioni, ognuno deve fare ammenda, il governo regionale può fare di più, il governo nazionale non fa la propria parte.

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