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Intervento di Mollica Francesco del 05/04/2011
Grazie, Presidente. Io non nascondo una certa difficoltà nel dover intervenire, perché i giorni che hanno preceduto questo Consiglio, ma anche le ore che hanno preceduto questo Consiglio, ho ascoltato con molto interesse il dibattito e le sollecitazioni, non solo, anche le dichiarazioni che avvenivano dai vari colleghi, perché, Presidente, lei sa bene, essendo rimasto non sempre come Presidente, qualche volta come vicepresidente, di questa mia attività politica: io non ho mai votato un atto sul petrolio, nemmeno quando ero in Giunta.
Questo dibattito lo considero piuttosto importante anche sotto l'aspetto politico, Presidente, perché intravedo - e mi lascerà certamente fare questa piccola riflessione - che qualcuno diceva che si ricompongono e compongono le maggioranze; qualcuno parla di partito della Basilicata, qualcuno parla di partito del petrolio (non vorrei che si giungesse a questo) e si parla logicamente di "inciucio", o per lo meno viene considerato da alcuni che guardano il petrolio in maniera negativa, da altri un'intesa bipartisan in questo momento per poter permettere di portare avanti un accordo che va definito.
Alcuni pezzi della sua maggioranza, leggendo ed ascoltando gli interventi, sono contrari; vorrei solamente ricordare l'intervento fatto dal consigliere Romaniello, che ha riportato quello che dicevamo noi, che il petrolio in questa regione poteva essere considerato una riserva strategica. Lo dicevamo in un certo momento: riserva strategica che viene messa in discussione per politiche nazionali ed internazionali, che pure incidono se si arriva a dover pensare di aumentare l'estrazione in questo territorio, e quindi portare in aumento le estrazioni in questo territorio, figuriamoci se non vi è la necessità di andare a rivedere una serie di questioni che hanno governato il processo del petrolio dal '98 fino ad oggi.
C'è da dire una cosa: meno male che non siamo all'anno zero, perché abbiamo un'esperienza, e non solo abbiamo un'esperienza dovuta all'accordo Trend1, ma addirittura - e non ne ho sentito parlare, se non in forma tangenziale od incidentale - un altro accordo, quello fatto con la Total, che è l'accordo Trend2, dove dirò esattamente rispetto ad alcune questioni che vanno tenute sostanzialmente nella debita considerazione, perché l'accordo Trend2 era stato fatto sulla scorta di ciò che avevamo previsto nel primo accordo, andando a migliorare ed andando a prevedere, devo dire anche con molta lungimiranza, intanto gli interessi, questa volta a carico della Regione e non solo a carico, o per lo meno a favore, delle aziende, in questo caso Eni, Total e quant'altro.
Non dobbiamo dimenticare che queste sono imprese che devono fare utile, che devono fare bilancio, tant'è che forse la nostra ingenuità, nell'ambito degli accordi fra la Regione e la stessa Eni, non ci ha permesso immediatamente di avere a disposizione tutte le potenzialità o i fatti positivi che erano previsti in quei 12 punti che poi le clausole sospensive ci riportavano, tant'è che se avessimo dovuto solamente guardare quella clausola vessatoria dove si diceva "ad autorizzazioni complessive avvenute", noi non avremmo sostanzialmente - lo dico a chi ha gestito alcune di quelle misure in qualità di assessore - potuto accedere a quei benefici, perché mai siamo arrivati ai 105 mila barili al giorno.
Abbiamo toccato punte di estrazione in questa regione con un picco di 85 mila barili/giorno, e guarda caso li ha toccati in periodi in cui l'Eni estraeva di più perché il prezzo del petrolio saliva, e quindi aveva più interessi a mantenere il petrolio sotto ed estrarlo nel momento in cui doveva guadagnare di più.
E allora, se questo è il ragionamento e la filosofia dell'Eni - che, come qualcuno ha detto, ha inciso anche nell'ambito della determinazione di politiche estere sullo Stato italiano. Intanto c'è una normativa concorrente tra Stato-Regione, perché, per quanto la proprietà del petrolio nel sottosuolo possa essere di esclusivo utilizzo da parte dello Stato, è anche vero che alcune autorizzazioni ambientali sono materia concorrente e sono di competenza della Regione, altrimenti non staremmo qui a dover mettere in campo una procedura di contrattazione e di accordo insieme con lo Stato, con l'Enti e con la Regione stessa.
Poi ci sono le condizioni economiche del momento: siamo in un momento drammatico, logicamente la riserva strategica deve essere mantenuta e doveva essere utilizzata nel momento in cui c'era bisogno, mai come in questo momento, dove i dati economici in questa regione sono i peggiori degli ultimi 15 anni, dovuti ad un fatto di crisi nazionale, ma dovuti anche ad un cattivo utilizzo delle varie economie o dei vari fondi, dotazioni finanziarie che abbiamo avuto, che non hanno dato nessun tipo di risultato di ritorno, questo deve essere il momento in cui, facendo ammenda sugli errori precedenti e dovendo andare a ritrovare ulteriori risorse, vanno utilizzate nella maniera dovuta, perché in questo momento ce n'è bisogno.
Sono stato chiamato in causa, vorrei togliermi questo pensiero immediatamente.
Sono stato chiamato notaio più volta; io sinceramente non voglio fare il notaio, perché se avessi dovuto fare il notaio avrei dovuto notificare all'Assessore all'Ambiente, che logicamente non c'è, che deve mettere in campo una serie di questioni, perché, da quanto ho sentito, la questione dell'ambiente risulta il punto nodale in queste questioni.
Dovrà certificare l'assenza, dovrà certificare il fatto che non c'è, dovrà certificare quello che è stato l'intervento da parte del capogruppo del suo partito, al quale scherzando ho detto fra le righe, fuori dal Consiglio: "Incomincia a preparare le dimissioni, perché se il capogruppo del tuo partito parla in quella maniera significa che gli accordi sul petrolio non si fanno più".
Ho sentito parlare di compatibilità. Io vorrei fare un ragionamento distinto, non voglio iscrivermi alla scuola della compatibilità, ma alla teoria della sostenibilità, che è cosa ben diversa, che ho sentito utilizzare nella maniera giusta da alcuni colleghi, con i quali mi trovo perfettamente d'accordo. Non solo di maggioranza, qui non si capisce più quale sia la maggioranza o quale sia il confine tra la maggioranza e l'opposizione. Altri colleghi logicamente anche con le dovute diversificazioni e sfaccettature hanno dovuto difendere alcune questioni. Io non devo difendere nessuno, né il Governo regionale, perché il popolo mi ha dato questo ruolo, né il Governo nazionale, perché non me ne può importare di meno se sopra ci sarà la firma di qualche sottosegretario che qualcuno pure si è affrettato ad esaltare nel suo ruolo.
Io non devo fare questo, io devo difendere gli interessi dei lucani, partire da questa considerazione, per poter dire, Presidente, che logicamente ci vorrebbero personalità come il collega Robortella che ha dovuto logicamente valorizzare molto bene la Val D'Agri, magari avessero agito tutti come Robertella nell'interesse della comunità e mi fa piacere perché ha ben utilizzato anche i fondi delle royalties, per lo meno in quella zona. E' vero, non ha risolto il problema infrastrutturale in questa regione, però per lo meno ha guadagnato i voti di quella comunità, dicendo: io vi ho fatto per lo meno le strade, un minimo di asfalto, utilizzando anche i fondi delle royalties.
Non vorrei iscrivermi ad un giudizio di sospensione come il collega Vita, chiederei logicamente anche al collega onorevole Viti di non mettermi nelle condizioni di dover votare un documento perché vorrei iscrivermi a uno spirito collaborativo e non dell'inciucio, nell'interesse della Basilicata e non degli affari, perché molte volte ad alcune cose sottendono cose strane che non si capiscono. Non è più il tempo per poter fare queste cose.
Vorrei poter fare anche alcune proposte, logicamente partendo da quello che è stato il punto nodale rispetto al ragionamento fatto da più colleghi, il problema delle precondizioni riferite alla salute prima di tutto, al quale dovremmo tutti iscriverci, sul quale ci sono stati anche tentativi di utilizzare fondi, come quelli che abbiamo sospeso appena qualche giorno fa in una interrogazione o mozione che non servivano assolutamente a niente.
Inoltre non possiamo più permettere che sia la stessa ENI a svolgere un certo ruolo che ha svolto per un certo momento di controllore e controllato rispetto ad alcuni dati ambientali, perché anche lì è vero che non siamo stati con le mani in mano, tant'è che addirittura siamo stati colpiti dalla Corte dei Conti per effetto degli incarichi che abbiamo dato ad Agrobios per fare esattamente quello che dicevi tu, caro Vincenzo Santochirico, le matrici o il controllo sulle matrici di acqua, terra e aria.
Su queste questioni, io credo che la scrittura intanto di qualsiasi tipo di documento, di accordo, debba poter partire da un dato imprescindibile: possiamo chiedere, Presidente, che l'accordo venga siglato attraverso un atto normativo, legislativo, che per lo meno riporti la Regione Basilicata, assente dal sistema geopolitico complessivo, al centro dell'attenzione una volta tanto che altra gente ha bisogno di noi.
Se lo Stato in questo momento ha bisogno di noi, noi dobbiamo utilizzare questo momento per ritornare centrali rispetto a un ragionamento nazionale, nel quale molte volte siamo bypassati. Immaginate che noi ci inseriamo nel piano per il sud solo per effetto di questa contrattazione del petrolio perché non c'era un'opera nel piano per il sud che vedeva interessata la Basilicata.
Così come molte volte il definanziamento più volte citato dei fondi FAS non ci ha permesso di andare avanti anche con quelle minime opere vitali sul sistema infrastrutturale. Ripeto, attraverso un atto normativo, se possibile, Presidente, perché un atto normativo rimane. Abbiamo fatto una legge in cui la Regione Basilicata deve dare qualcosa allo Stato perché deve mantenere il sistema dell'approvvigionamento energetico con una grossa percentuale sapendo che non potremmo raggiungere il 12, il 13% con il pieno regime.
Questo significa che logicamente di ritorno potremmo ottenere per lo meno una visibilità geopolitica nella quale andremo a scrivere esattamente quelle cose che sono riportate, o per lo meno devono essere sviluppate nel memorandum di intesa o nei patti che saranno stilati successivamente.
Nel momento in cui arriverà a dover essere ufficialmente siglato quest'accordo, avremo in questo Consiglio il ritorno per poter discutere esattamente anche le priorità che potremmo dare.
L'altro punto, ambiente e sviluppo, pensando nello sviluppo l'occupazione, vanno di pari passo. Quando parlo di ambiente e di parchi, caro collega Ruggiero, non voglio fare il notaio, io ho fatto la terza elementare, mi dispiace dover dire che poi alcune cose è come si leggono, io leggo i documenti ufficiali che si chiamano leggi, tu leggi qualche cosa che ha scritto il WWF, il quale credo che non possa essere infallibile.
Io ti chiedo scusa per averti interrotto, ma quella spocchia che utilizzate tu e molte volte l'Assessore all'Ambiente, io non l'ammetto, non fosse altro perché io ho partecipato ad alcune questioni.
La 426 modifica la legge 394 e il comma 5 dice che con decreto del Presidente della Repubblica, riportato nella 426, e su proposta del Ministero dell'Ambiente di intesa con le Regioni verranno istituiti i parchi della Murgia e della Val D'Agri Lagonegrese.
Tutto ciò è avvenuto, sostanzialmente, dopo più di undici anni dal '97, è avvenuto nel 2008 e dopo cinque anni che la Regione Basilicata il 22 dicembre 2002 perimetrava il parco della Val D'Agri, per cui siccome sono leggi e non documenti che qualcuno passa e dove l'errore umano pure ci può essere, io ti pregherei la prossima volta prima di attribuire qualifiche che non ho, e vorrei poterle avere, perché i consiglieri regionali stanno bene ma i notai stanno un pochettino meglio, di avere un minimo di precauzione.
Ritornando logicamente alle proposte, Presidente, sono d'accordo con il collega Napoli, anch'io concordo con qualcuno. 80 euro, 85 euro, 90 euro, quello che sia, è un segnale che voleva il cittadino della Basilicata sul costo della benzina e va utilizzato in questo momento, in maniera che possa produrre effetti economici migliori. La Nigeria e tutti quegli Stati sono stati citati dove l'ENI opera prendono per tre volte quello che prendiamo noi, ma va messa all'interno di questi accordi, Presidente, questa cartina che le faccio vedere, che lei conosce benissimo.
Che significa 125/126.000 barili di estrazione? Che andiamo a perforare tutta la Regione indipendentemente dalla localizzazione? Io questo vorrei capire. Intanto come prima cosa che venga scritto in maniera chiara, perché nell'ambito delle procedure che in questo momento vengono utilizzate, lei sa che ci sono i permessi di prospezione, ci sono i permessi di coltivazione e poi ci sono le autorizzazioni, la concessione di coltivazione, i permessi di ricerca, ecc.
Noi le royalties le prendiamo solo sull'ultima fase, mentre sulle prime due la legge dice che non vengono prese, ma quelli in quel momento prendono ugualmente petrolio, ma non pagano royalties. Addirittura i permessi, avendo una scadenza temporale, vengono rinnovati per otto, nove, dieci volte. Siamo d'accordo, Presidente, ma voglio dire, noi siamo scrivendo degli accordi nuovi, possiamo prevedere che nel momento in cui si prende petrolio sempre petrolio è e logicamente anche su quello si può pensare di mettere in campo delle royalties?
E considerato che la curva di Hubbert, come diceva il collega Navazio, sta per avvicinarsi e siccome il petrolio non sarà eterno, cerchiamo di trarre il massimo vantaggio, considerato che il danno ugualmente ce lo dobbiamo prendere, perché i danni ci sono.
La questione sanzionatoria. Presidente, lei lo sa che rispetto alle sanzioni che abbiamo nell'attuale accordo se anche l'ENI in questo momento dovesse prelevare milioni di euro pagherebbe solamente quindici, ventimila euro di sanzione?
Dobbiamo parametrare queste sanzioni a quello che è il reale danno. E parlando di reale danno non si dimentichi di inserire eventualmente la questione delle fideiussioni sugli eventuali danni prodotti, perché lei lo sapeva bene come funzionava il sistema precedente: quando si avevano questi permessi il richiedente e chi otteneva la concessione era l'ENI, poi l'ENI la passava a società a responsabilità limitata, dove il capitale sociale era così esiguo che se il danno era maggiore non potevano pagare più del capitale sociale della società. L'abbiamo visto fare molte volte perché quando queste grosse multisocietà pensano di poter essere i padroni del vapore e anche del territorio.
Il decreto legislativo 625: stamattina ci hanno fatto vedere che si è costituita una associazione di controllo, deve essere logicamente anche quello tenuto attenzionato, perché non è certamente ammissibile per effetto di quello che vi dicevo prima non capire realmente quanto petrolio viene estratto. E siccome noi dobbiamo legare al valore del petrolio estratto il valore economico che ci devono dare e che ci serve per poter mandare avanti tutte queste belle cose che sono state dette oggi in Consiglio logicamente capirete quanto sia importante anche quel tipo di controllo.
Non che vogliamo fare il Ghino di Tacco, come direbbe il Presidente del Consiglio Folino e così come è utilizzato in politica molte volte, ma credo che il nostro territorio è certamente un territorio sacro e chi viene su questo territorio deve poter mettere in campo risorse necessarie.
Altre due questioni, Presidente. Questa regione sta morendo per effetto del patto di stabilità, che logicamente mette nelle condizioni lo Stato di far subire alle nostre imprese un danno che potrebbe portarle alla chiusura. Nella contrattazione, Presidente, siccome c'è un dare e avere, non si può chiedere non la zona franca, come qualcuno ha detto, addirittura dalla commissione europea, ma perlomeno un'affrancazione rispetto al patto di stabilità? Magari non far rientrare le royalties nello stesso patto di stabilità per consentire quelle operazioni di ingegneria finanziaria che permetteranno la vita dei nostri imprenditori che stanno morendo? E non certamente per colpa della Regione, pur avendo i soldi, ma per colpa di vincoli che logicamente devono essere o che possono essere contrattati direttamente?
L'altra questione, Presidente: noi ci avviamo verso l'applicazione del federalismo. Più volte abbiamo detto che il federalismo è quel sistema che permette alle imprese, pagando le tasse, di mantenere un sistema su quella regione. Bene, Presidente, io prevederei, all'interno dei vari accordi, che le società che devono avere le autorizzazioni in questa regione devono instaurare la sede legale in questa regione, perché se lavorano e guadagnano in questa regione, in questa regione devono pagare le tasse.
Siccome le tasse si pagano sugli utili e gli unici utili in questo momento sul mercato sono quelli che vengono dalle società che producono energia, tra queste l'ENI, a questo punto credo che sia anche questo un utile elemento di ragionamento per poter mettere in campo una proposta.
Presidente, bisogna evitare logicamente che vengano perpetrate azioni come quelle che sono state pure fatte nell'accordo precedente, nel POV Val d'Agri, dove c'era una misura che certificava EMAS i comuni che facevano parte della legge 40.
La legge 40 va rivista. Addirittura qualcuno l'accusa di utilizzare i fondi delle royalties per le spese correnti, io dico che fa bene, se l'Italia deve essere unita, perché non credo che la regione Basilicata possa essere fatta per distretti, dove magari alcuni signorotti debbano comandare sul territorio su che bisogna fare e che cosa non bisogna fare.
Mi associo a chi ha detto che il sistema della governance va rivisto, i comuni vanno accompagnati, vanno aiutati, qualche volta potrebbe passare anche per il rais o per il negus di turno, Presidente, ma può darsi che faccia bene, perché qualcun altro vorrebbe fare il signorotto di paese o il bravo del paese per poter fare quello vuole anche al di fuori delle regole.
Quella certificazione EMAS, che è costata due milioni e mezzo a questa Regione Basilicata, non ha certificato nessun comune, ha lasciato in Basilicata solamente trecentomila euro a undici o tredici giovani che hanno lavorato per un certo periodo, il resto, Presidente, sono serviti per pagare i disavanzi di qualche società appartenente a un livello nazionale. E' un dato di fatto, logicamente quei soldi dovevano rimanere sul territorio, non possono essere utilizzati in quella maniera non utile.
Bisogna finanziare, questo sì, Presidente, perché manca, non l'ho sentito dire da nessuno, azioni del parco. Se il parco è la contromisura che è stata tirata fuori di compensazione sul territorio per farci subire il petrolio, logicamente
(Interruzione)
Ti chiedo scusa, Franco, non ho sentito il tuo intervento, logicamente non come l'ho sentito dire prima da qualcuno, che prima si mette la maglietta gialla dell'ENI, quando si parla di ENI, e poi si mette la maglietta verde del parco quando si parla di parco. Qualche soggetto che ho sentito stamattina, non del Consiglio Regionale, qualcuno citato in Consiglio Regionale, sono persone esterne a questo Consiglio.
Quindi, di conseguenza, su queste questioni vorrei che vengano inseriti anche finanziamenti di azioni del parco che servano come elemento di compensazione.
Su questo logicamente io, Presidente, le do intanto le indicazioni che lei ci ha chiesto, non vorrei essere messo nelle condizioni di votare un documento se non quello che predisporrà sulla scorta delle indicazioni che sono certo avrai raccolto, perché tu sei stato qui, a differenza di tanti altri Assessori, che pure ti dovrebbero dare una mano e che non ho visto molto frequentemente seduti sui tavoli della Giunta. Vorrei che si potesse pensare una cosa: quando avete avviato, io non c'ero, la stagione del petrolio nel 1997-98, ricordo una delle frasi dell'allora Presidente della Giunta, Dinardo, che diceva, portando la Madonnella nera addirittura in un incontro a Roma, che iniziava la stagione della speranza per il popolo di Basilicata.
Io vorrei che questa volta, anziché portare quella stagione della speranza, cominci a funzionare la stagione delle certezze di questo territorio.
Con queste indicazioni, Presidente, potrà fare un utile lavoro e sicuramente non le mancherà l'appoggio del Consiglio, del resto glielo hanno già confermato,.