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Intervento di Mollica Francesco del 29/06/2010
Intanto, chiamato in causa, dico che anche per me il Presidente del Consiglio dovrebbe essere l'alto scudo istituzionale, fermo restando che questo è sempre alla prova dei fatti, perché il dire è una cosa, il comportarsi è esattamente un'altra.
Credo, Presidente io personalmente, il consigliere Falotico e il consigliere Navazio oggi abbiamo attirato l'attenzione dell'intero Consiglio regionale su una questione. Se mi permetti, collega Viti, intanto credo che per la tua alta conoscenza su alcune materie, per la tua passata attività politica tu non abbia bisogno di approfondimenti, saresti pronto a discutere in questo momento insieme con me e tanti altri colleghi che sono stati riconfermati. Potrebbe essere valida la motivazione addotta da chi per la prima volta si affaccia al Consiglio regionale, non certamente da chi questi atti li ha visti già passare qualche volta, li ha rimandati in Commissione e se n'è fregato altamente, nonostante vi fosse stata una serie di persone, vedo che anche autorevoli consiglieri erano in mezzo a quella schiera di persone, che si sono dovute rivolgere ad una iniziativa, ad uno strumento previsto dallo statuto di questa Regione, firmando una proposta di legge di iniziativa popolare.
Vedo che, logicamente, corrono ai ripari se effettivamente votano no per alcune proposte di iniziativa popolare, però se c'è la propria firma allora corrono a votare sì.
Logicamente, per stemperare anche le questioni, mi auguro che le parole del consigliere Autilio che si è affrettato a mettere una pezza rispetto ad un'inefficienza ed inettitudine di tutti quanti, compreso me che ero già nell'altra legislatura qui presente, possa essere colmata con la vera intenzione di discutere, non dico di approvare, perché potrei anche non condividere quello che viene scritto sulle proposte che sono state presentate, ma per lo meno di essere chiari nei confronti della comunità che ci ha chiesto, attraverso gli strumenti democratici più alti. E qui vengo Vincenzo a quello che è lo statuto che non abbiamo scritto noi qui presenti, può darsi che tu l'abbia fatto, abbia contribuito alla scrittura di quello statuto, devo dire che se esiste una procedura democratica che per lo meno venga rispettata democraticamente con quello che è un obbligo da parte di noi Consiglieri.
Non volevo essere l'ultimo a parlare e non mi permetterò più. Non volevo togliere la parola finale a chi la merita, perché anche questa è democrazia e siccome della democrazia, Presidente, bisogna farne una regola. La inviterei per questo ad interpretazioni regolamentari da parte sua, noi siamo d'accordo, io le dico sì. Per le interpretazioni politiche però che sono nel suo DNA faccia come l'assessore Collazzo: lasci la Presidenza passi nei banchi del Consiglio, prenda la parola ed esprima la sua interpretazione politica.
Noi l'accetteremo in quel caso, non certamente da Presidente del Consiglio.