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Intervento di ROBORTELLA Vincenzo del 04/12/2014

Grazie, Presidente.

Colleghi Consiglieri, Assessori, presidente Pittella, quella di oggi è un'ulteriore tappa di una pagina politica che fin dall'inizio ha preteso a sé stessa di porsi con atteggiamento onesto, rispettoso, leali nei confronti dei nostri concittadini.

Il tratto che deve contraddistinguerci, lo dicemmo già in campagna elettorale, all'insediamento, deve essere quello di un Consiglio regionale in grado di assicurare puntualmente la corrispondenza radicata con la realtà, provando sempre a leggere, a cogliere le questioni che riguardano la vita quotidiana dei cittadini.

Voglio partire da qui.

La nostra preoccupazione oggi deve essere quella di non lasciare che la realtà sia solo lì fuori, che la realtà della piazza, degli studenti, la voce del popolo sia a noi sconosciuta.

Non dobbiamo mai dimenticare che abbiamo l'obbligo di ascoltare, rispettare e di cogliere le istanze dei nostri concittadini, perché infondo è questo il senso profondo del nostro compito e lo spazio reale della democrazia.

È alla Basilicata che dobbiamo risposte, alla drammaticità della congiuntura economica che sfocia sempre più in una crisi della coesione e della giustizia sociale, alle imprese, alle famiglie, ai giovani scossi dall'inquietudine profonda verso un futuro oscuro che c'è dall'altra parte, dalla percezione di una politica che non è capace di cogliere le preoccupazioni della società, che non è in grado di rappresentare adeguatamente le istanze di un territorio.

Questa di oggi, è l'ennesima discussione profonda, vera, pronta ad esaminare e porre l'attenzione ai tanti problemi che una tematica, quale quella che stiamo affrontando pone in campo.

Io proverò in alcuni minuti a dire con franchezza come la penso sulle questioni aperte e soprattutto rilanciando la sfida che ci aspetta nelle prossime settimane.

Abbiamo fatto un pezzo di strada importante.

Il lavoro portato avanti da lei, Presidente, dai nostri Parlamentari a Roma nelle Commissioni ed in Aula è egregio.

Abbiamo tutti seguito con slancio e spasmo il lavoro parlamentare, prima in Commissione Ambiente e poi in quella al Bilancio.

Il forte impegno, la dedizione, la responsabilità di ognuno, ha permesso di portare a casa risultati insperati con la prima bozza dello Sblocca Italia.

Una vittoria, consentitemi il valore aggiunto, per una regione piccola come la nostra, che rappresenta solo un centesimo della popolazione italiana, come ricordava qualche giorno fa l'onorevole Speranza, eppure, una regione fiera delle proprie posizioni che ha saputo partire proprio dal riconoscimento della propria identità di Regione piccola in termini geografici e demografici, ma grandi in intelligenza, caparbietà e lavoro unitario.

Una forza che ci ha permesso una trattativa proficua con lo Stato, perché se è vero che la Basilicata apporta un contributo considerevole in tema di fonte energetica per il paese, non possiamo non pretendere che tale contributo sia controbilanciato da un pari riconoscimento che deve tradursi per tutto il territorio in sviluppo, occupazione e tutela della salute e del territorio.

Il confronto duro con lo Stato ha fatto sì che si riversi sul territorio lucano una buona parte del gettito ottenuto dal greggio estratto in Basilicata.

A partire da oggi, abbiamo la possibilità di utilizzare i 70 milioni di euro annui, destinati alla card carburante per attivare una social card a sostegno delle fasce disagiate. Uno strumento messo a disposizione delle famiglie in condizioni economiche e lavorative di estremo disagio, in particolare con minori, finalizzato al superamento della condizione della povertà ed esclusione sociale, mediante azioni volte, tra l'altro, a migliorare le possibilità di reimpiego per gli adulti e favorire la formazione personale e scolastica dei bambini e dei ragazzi.

Sarebbe auspicabile e doveroso, Presidente, attivare quanto prima ogni azione a pratica, affinché tale strumento sia posto in essere, al fine di garantire qualità della vita, pari opportunità, non discriminazione e diritti di cittadinanza a tutti coloro che oggi vivono in condizione di disagio individuale e familiare, derivanti da inadeguatezza di reddito, difficoltà sociali e condizioni di non autonomia.

Un plauso, a tal proposito, voglio fare per il reddito minimo di inserimento sottoscritto in questi giorni con le parti sindacali.

Penso alla quota significativa di royalties fuori dal patto di stabilità.

Fino a qualche mese fa, in piena crisi economica, eravamo nella situazione paradosso di avere soldi in cassa e non poter pagare le amministrazioni locali, e soprattutto le nostre imprese fortemente segnate già dalla congiuntura economica.

Con la modifica apportata, sono stati stimati circa 50 milioni di euro per il 2014 spendibili immediatamente.

Abbiamo ottenuto l'impegno del Governo a mantenere il limite delle estrazioni a 150 mila barili/giorno e la rivisitazione del rapporto Regione-Governo con l'introduzione di un atto di pianificazione preliminare di intesa, per eventuali nuove utilizzazioni; 154 mila barili/giorno dicevo, e qui mi rivolto a chi, in questi mesi, ha cavalcato la nave della mal informazione parlando di nuove estrazioni, in alcuni casi addirittura di raddoppio.

Tutto ciò di cui si è discusso in questi giorni, ciò che è stato riferito alla popolazione, alla stampa, sono delle bugie assolute ed insopportabili.

Oltre agli accordi sottoscritti nel '98 non ci sarà nessun altro pozzo, questa è la realtà.

Anzi, è giusto ricordare che ad oggi, in Basilicata non sono stati ultimati nemmeno tutti i pozzi degli accordi del '98 e lo ribadisco ancora, non ce ne saranno altri pozzi autorizzati.

Rilevante è la riconferma di un fondo per lo sviluppo economico ed infrastrutturale, alimentato dal 30% versato dalle compagnie petrolifere sui proventi delle nuove estrazioni che rimarranno in Basilicata, un fondo destinato alla realizzazione di interventi e di sviluppo dell'occupazione, di crescita industriale e per il miglioramento ambientale nelle aree interessate.

Tanto è stato fatto, eppure dobbiamo con responsabilità di pensiero, riconoscere che c'è ancora una parte significativa da percorrere, si tratta di risultati che suggeriscono un ripensamento della destinazione dei fondi aggiuntivi generati dall'estrazione di petrolio rispetto alle scelte effettuate fino ad oggi.

Se i soldi derivanti dal petrolio in questi anni, sono serviti a compensare i tagli dei fondi ed i trasferimento dello Stato, ancora più importante deve essere la centralità di utilizzo di tali risorse per uno sviluppo e la crescita della regione.

Le risorse in gioco sono tante. Ma chiediamo di più, Presidente, chiediamo una politica di sostegno agli investimenti, intesi in senso lato: in primis investimenti infrastrutturali, precondizione allo sviluppo ed investimenti tesi all'accrescimento della produttività, un trasferimento territoriale di know out.

Se la Basilicata ha una funzione cruciale per il contesto paese, allora che si mettano in campo reali politiche di sviluppo per la regione, che significa rimozione dei vincoli strutturali dello sviluppo.

Chiediamo, Presidente, una chiarezza di azioni e di attenzioni, per far sì che i nostri cittadini siano rassicurati in materia di monitoraggio e difesa dell'ambiente e della salute.

Sul tema della tutela, della difesa del territorio, della salvaguardia della salute non si possono accettare mediazioni di alcun tipo.

Bene, Presidente, rapportiamo degli strumenti di controllo e di monitoraggio per la valutazione ambientale. Non dobbiamo mai distogliere l'occhio dall'obbligo di difesa della salute e del territorio che tutti noi abbiamo nei confronti della nostra terra. Non dobbiamo mai pensare che ciò che abbiamo fatto e stiamo facendo possa bastare.

Non posso che accogliere con entusiasmo l'avvio di uno studio teso nello specifico, come riferimento dei dati di indagine, epidemiologico, in riferimento ai siti di estrazione petrolifera.

Dobbiamo promuovere l'innovazione e la massima efficienza per garantire condizioni di sicurezza e salute ai cittadini, preservare la qualità dell'ambiente, attivare strumenti di avanguardia per quanto concerne il contrasto e la riduzione del rischio idrogeologico.

Premo, Presidente, affinché i lavori in Commissione vadano avviati velocemente e siano sempre più celeri per la riforma dell'ARPAB, perché dobbiamo dare segnali chiari ed operare al meglio, al fine di rilanciare la funzione dell'ARPAB e della sua missione a tutela dell'ambiente e della salute.

Riformare l'ARPAB vuol dire rafforzare quel sistema funzionale di innovazione e di competenza in tema di monitoraggio ambientale.

Uno sviluppo, un progresso che non può scaturire da processi esogeni, tralasciando il contesto locale. La riposta è negativa in questo caso. Lo sviluppo non può esulare dalla relazione con il contesto locale, dalla relazione con le istituzioni locali, dal confronto con le rappresentanze politiche e, ancora più importante, da quelle civili.

Tale relazione è ancora più vitale in particolare sulle tematiche ambientali e sulle scelte strategiche che riguardano lo sviluppo del territorio.

In una fase in cui la politica sembra distante dagli spazi di confronto con la cittadinanza rafforzare la centralità statale a danno dei poteri locali significa ridurre ulteriormente la possibilità per la classe dirigente di farsi portavoce delle istanze dei territori, di comprendere le vocazioni di un contesto, le esigenze della popolazione.

Un dialogo tra Stato e Regione non solo reso necessario, ma doveroso, secondo la nostra Costituzione. Su questo dobbiamo batterci, affinché il confronto serio che il governo porti alla riscrittura dell'articolo 38, in coerenza con quanto indicato nelle norme costituzionali vigenti. Su questo non molliamo, Presidente, perché è impensabile immaginare che una variante urbanistica possa essere eseguita attraverso il rilascio di una autorizzazione, non si può stravolgere dall'alto il progetto, il lavoro di un amministratore locale, senza ascoltarne ragioni, volontà, intenti, che stanno alla base della sua pianificazione.

L'argomento trattato, dicevo anche in apertura, è di grande importanza e, devo dirlo, non trovo corretto e dignitoso, per il ruolo che qui tutti abbiamo, le strumentalizzazioni che sono state fatte in questi mesi.

E' demagogico utilizzare gli strumenti della menzogna, della disinformazione costruita per finalità altre che danneggiano la responsabilità politico istituzionale e bene non fanno alla nostra terra.

Voglio lanciare un appello ai ragazzi che, manifestando, hanno manifestato con la loro presenza qui anche oggi un forte legame a questa terra. Impugnare l'articolo 38 tout court, a prescindere da ogni altra idea non è una scelta, non è una strada perseguibile per tagliare un traguardo, sarebbe, come bene ha detto, Presidente, bocciare un ragazzo senza mai averlo interrogato. Abbiamo invece, ancora di più, bisogno di un confronto serio, di richieste concrete e tangibili, di risultati che apportano benefici alla nostra regione.

Chiudo facendo un piccolo esempio che mi riporta di nuovo agli anni in cui anche io frequentavo la scuola.

Oggi non stiamo promuovendo il governo centrale, non gli stiamo dando la piena sufficienza, aspettiamo l'esame dell'articolo 38 e decidiamo con saggezza se promuoverlo o bocciarlo.