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Intervento di Scaglione Luigi Carmine del 28/02/2012

Presidente, io intervengo per dare conto di una posizione che di fatto ho già rappresentato in sede dei lavori della Commissione Fenice e che ieri sera, in sede di Conferenza dei Capigruppo mi sembrava fosse ben chiara e ben definita. Vedo dal dibattito che si è aperto intorno alla vicenda che invece ci sono molti aspetti, anzi credo che se ne siano aggiunti di altri, anche abbastanza delicati, che impongono probabilmente una riflessione attenta intorno alla proposta che ci arriva di prorogare i lavori della Commissione.

E proprio partendo dall'ultima dichiarazione del collega Mazzeo, ma riprendendo le valutazioni fatte dal collega Straziuso, in uno con le denunce del collega Mollica, credo che ci sia bisogno anche di dare un ordine operativo ai lavori della Commissione per evitare che il Presidente Pagliuca, che la rappresenta, atteso che in capo a Nicola Pagliuca c'è una responsabilità di un intero Consiglio Regionale e non certo soltanto quella sua personale, ed è giusto che venga ribadito questo concetto, perché il Presidente rappresenta l'organismo ma non è di fatto il responsabile complessivamente da solo di quello che accade o non accade nella Commissione, ci lascia interpretare però il senso di disagio che nelle Commissioni di inchiesta più volte si è evidenziato, ormai da sette anni qui in Consiglio qualche esperienza del genere l'abbiamo fatta, tale da evitare che questo tipo di attività rischi di non produrre nulla e di dare all'esterno l'impressione, come diceva Mazzeo, di organismi che vengono identificati solo per dare una risposta per certi versi emotiva e non una risposta di sostanza al mandato che il Consiglio, che l'assemblea regionale attribuisce.

Qui ribadisco il concetto che ho detto ieri, ma che già all'epoca della costituzione della Commissione mi era parso evidente, il giorno dopo la costituzione, e cioè che di fronte ad una scelta ben netta e precisa del Consiglio Regionale di comprendere che cosa era accaduto, la Giunta Regionale, il governo regionale, di fatto in una sorta di contrapposizione netta alle scelte che il Consiglio si avviava a fare, ha messo in piedi, con l'autorevolezza e con gli strumenti e con le modalità che ha a disposizione e che sono di gran lunga superiori a quelli di noi modesti Consiglieri, un tavolo tecnico che con tutto l'armamentario a disposizione ha cominciato a lavorare, partendo dalla valutazione di quello che era accaduto sino ad allora per capire che cosa bisogna fare nel futuro.

E' questa dicotomia che a me non piace, è questo scontro tra valutazioni di sostanza, che intorno alla questione Fenice, così come i cittadini, le assemblee comunali, i movimenti di base hanno posto in essere, non piace per evitare di essere individuato come responsabile della negazione di una verità che i cittadini attendono da molti anni.

Mi verrebbe da fare un suggerimento al Presidente Pagliuca e a chi guida la Commissione, seguendo anche sempre la battuta che diceva Mazzeo prima, perché se le carte non riesce ad averle, gli basterà prendere contatto con qualche collega giornalista che è molto addentro nel palazzo di giustizia o alle cose che spesso vengono pubblicate impropriamente sui giornali, farsi dare i verbali che qualcuno sotto banco passa e probabilmente in quelle carte, come posso immaginare accade normalmente, può darsi che troverà anche i dati che non riesce ad avere ufficialmente e che dimostrano nella sostanza quanto ci sia davvero di critico nell'azione che noi mettiamo in campo.

E se in questa dimensione, allora, tra atti pubblici ed atti privati noi dobbiamo ricorrere anche a questi escamotage, probabilmente io mi interrogo sul senso che ha di prorogare i lavori di una Commissione, rifuggendo dalle vicende e anche dalle polemiche che possono interessare le minoranze, ma dando atto che c'era una sostanza di verità anche nel coinvolgimento complessivo di altri pezzi del Consiglio Regionale, ai quali non si è dato seguito.

E' in questa direzione che allora io accedo solo al formale invito che ci arriva ad evitare di apparire come quelli che non vogliono invece una verità o che vogliono occultare una verità o che non vogliono lavorare in questa direzione e la proroga ai lavori della Commissione avrà il mio voto positivo se è in determinati tempi brevi e non certo in tempi lunghi, gli otto mesi li vedo davvero troppo eccessivamente lanciati nel tempo in una prospettiva che non ci aiuta a dare le risposte che i cittadini ci richiedono.

E' in questa dimensione che dobbiamo, credo, provocare un confronto, fermo restando le valutazioni che dicevo prima, di un rapporto che continua ad essere conflittuale rispetto alle scelte e alle questioni che il governo regionale ha messo in campo e che non possono passare come elemento di verità assoluta e quelle che invece la Commissione e il Consiglio mette in campo come una verità presunta. Io, proprio per salvaguardare e per salvare la dignità del Consiglio Regionale, dei Consiglieri Regionali, del Presidente della Commissione, ritengo che su questo vada fatta ampia chiarezza fino in fondo.

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