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Intervento di Mollica Francesco del 03/11/2010

Grazie, Presidente. Stavo pensando prima, chi l'avrebbe detto che sarei dovuto ritornare su questi banchi in veste politica diversa a fare il Verde? Siccome c'è un detto che dice che solo i cretini non cambiano idea, poteva anche essere che avessi cambiato idea da quando svolgevo quel ruolo fino adesso.

Devo dire che in questo caso mi possono chiamare tranquillamente cretino, perché dal 2001, data dalla quale mi sto occupando di questa questione, non ho cambiato idea. A quella Centrale ero contrario, avendo manifestato con molti dei cittadini che sono alle mie spalle e continuo ad esserlo anche oggi.

Vi prego, dice giusto il Presidente del Consiglio, c'è un Regolamento e vorrei fare un ragionamento rispetto a questa questione. Già dal 2001 il percorso è stato lungo e abbiamo visto a fasi alterne soggetti sposare questa idea e soggetti che invece erano di un'altra idea, così come abbiamo visto, ed è quello che vorrei rimarcare in questa seduta, l'assenza per un periodo di sette anni nei momenti topici in cui si decideva qualche cosa o qualche passo avanti rispetto alle autorizzazioni di quella Centrale un'assenza ed un silenzio assordante da parte di chi in questo momento apprendiamo con piacere è contrario alla Centrale.

Qualcuno direbbe che è troppo tardi, perché molto si poteva fare anche prima, quando c'era stata una prima autorizzazione Via, quando c'è stata un'autorizzazione da parte del Parco, quando c'è stata un'autorizzazione positiva della valutazione di incidenza che non vedo più scritta rispetto all'altro argomento per il quale ho chiesto di mantenere ancora l'ordine del giorno.

Devo però dire che questa Regione nel frattempo dal 2001 ha tirato fuori gli attributi solo su una questione dove l'intero popolo di Basilicata si è ritrovato sulla questione delle scorie nucleari nel 2003, anche a Rapolla, anche se si dovessero andare a riguardare, Presidente, i filmati si capirà esattamente che molti partiti nascondevano i propri simboli e solo i due partiti, i Verdi e Rifondazione, erano lì presenti a manifestare.

Per il resto su questo territorio ENEL, FIAT, con la Fenice, ENI con i pozzi di petrolio all'interno dei parchi hanno fatto i padroni, cioè siamo stati colonizzati da questi soggetti. Il 2.11.2002 parte una prima richiesta di autorizzazione e noi parliamo solo in maniera seria esattamente dopo otto anni, il 3 novembre 2010. Qualcuno si è chiesto: ma in questi otto anni che cosa è stato fatto? Non è stato fatto niente? Io inviterei intanto i soggetti, tutti, ad andare a rivedere il perché il sottoscritto primo firmatario, insieme ad altri consiglieri regionali ha presentato in questo Consiglio contro la Centrale del Mercure mozioni e interrogazioni.

Non è che si può dire che non si sapeva niente in quel momento. E che cosa realmente si è fatto? Del resto poi la Regione attraverso quello che è stato detto anche oggi in una riunione ha dato una valutazione di incidenza positiva. Si dice: "E' un fatto tecnico e burocratico dove la politica non c'entra niente". In questo frattempo si sono tenute riunioni, io vedo oggi un comunicato di chi ci ha dettato la battuta, il Presidente della Giunta Regionale. Prima della discussione ci ha detto come la pensa, ci ha lasciato il suo messaggio, però nell'ambito della riunione ha anche previsto, e ci ha fatto qualche velata minaccia rispetto ad alcuni comportamenti, un comunicato immediato da parte del Vicepresidente della Provincia. Devo dire che la Provincia è stata l'unica ad essere stata contraria dal primo momento a quella Centrale. La Provincia, rappresentata sempre dallo stesso partito e da un Assessore che si chiama Giancarlo D'Angelo che ha fatto ferro e fuoco nelle riunioni a Cosenza e non c'erano lì altri soggetti politici contrari a questa Centrale.

Oggi addirittura abbiamo acquisito che sono tutti contrari. E perché prima non si sono mossi? Addirittura qualcuno è venuto oggi in questa riunione a prenderci quasi in giro, ci ha preso per ignoranti, ci voleva spiegare che cos'era qualcosa che noi conosciamo certamente meglio di lui, dovendo cimentarci tutti i giorni su queste questioni. Addirittura pure Don Pierino ci ricorda che c'è la questione Acinello, dimenticando logicamente che proprio su quella materia chi vi sta parlando, insieme a tutto il Consiglio Regionale, ha tirato fuori alla fine di un'indagine conoscitiva sui possibili effetti derivanti dall'insediamento di una Centrale termoelettrica alimentata a biomasse un parere negativo che è agli atti di questo Consiglio ed è un atto ufficiale. Già lì dicevamo che non dovevamo fare Centrali di questa portata.

Allo stato attuale che cosa si può fare? Non avendo messo in piedi prima una serie di azioni, ci limitiamo a dover mettere in campo solo quell'ordine del giorno? Basta impugnare quell'ultimo atto per un fatto di questione temporale, per una questione labile perché l'atto è stato firmato in una data antecedente e nel frattempo sono entrate in vigore le linee guida e poi successivamente c'è stata la pubblicazione sul BUR? E' vero che le leggi valgono dal giorno della pubblicazione sul BUR, però è anche vero che è una questione labile.

Credo che sull'ordine del giorno, oltre a tutte le impugnative negli organi giurisdizionali, intanto qualcuno dovrebbe dire come facciamo a rimangiarci una valutazione di incidenza perché la Calabria ci potrebbe pure dire: "Scusate, avete fatto una valutazione di incidenza, siete favorevoli e alla fine ci venite a dire che dobbiamo ritirare questo atto". Noi per questioni sociali, per un fatto di giustizia dovremmo dire: voi non vi potete permettere di mettere a tre metri dal nostro confine un mostro del genere perché l'impatto ce lo prendiamo tutti noi e in una zona dove abbiamo investito sull'ambiente e quindi sul parco!", dovendo far capire dopo trent'anni che cos'era un parco, con tutti i problemi e i vincoli che portava.

Tra le altre cose vincoli solo per i cittadini, perché questi grandi potentati potevano fare di tutto anche se effettivamente pur essendo in zona 2, nell'ambito del Parco con la legge 394 che detta una serie di norme di salvaguardia, potevano fare solo la manutenzione di quella Centrale e non la messa in produzione.

Allora queste autorizzazioni come sono state date? Ci vorrebbe, Presidente, e concludo e vi chiedo scusa per aver preso qualche minuto in più, ma sentivo veramente questo problema sulla mia pelle, lo sto vivendo da un po' di anni, una presa di coscienza politica, complessiva di tutti quanti, non si vuole rompere l'asse dell'unanimità rispetto ad un ordine del giorno. Tutti, opposizione e maggioranza, possono tranquillamente tutelare quelle comunità rispetto a ciò che stanno chiedendo e rispetto a quello che invece anche giustamente potrebbe chiedere una grossa società come l'ENEL. La politica deve mettere in campo qualche altra cosa, una pressione sull'ENEL, perché è vero che l'ENEL viene a fare la padrona, ma è anche vero che l'ENEL, Assessore alle infrastrutture, mi riferisco a lei, ha bisogno molte volte della Regione Basilicata per avere l'autorizzazione dell'attraversamento delle reti, per avere una serie di autorizzazioni necessarie. Allora la diplomazia a che serve? La politica a che serve? Se la politica non può niente contro le norme tecniche ed è contro le norme giurisdizionali, quelle giuridiche, la politica deve scendere in campo per convincere l'ENEL a ridimensionare o a togliere quella struttura perché effettivamente questo territorio non ne ha bisogno.

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