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Intervento di Autilio Antonio del 13/07/2010
Presidente, grazie. Non posso non intervenire su questo tema che mi ha visto interessato direttamente nella precedente legislatura in quanto Assessore con la delega al ramo, perché la mozione sicuramente si presta ad una interpretazione che può essere facilmente accettata e condivisa da tutti soprattutto se si segue l'umore, se si segue la voglia di non voler in qualche modo rovinare quello che si è costruito per tanti anni.
Ma stando con i piedi per terra, perché penso noi non possiamo essere avulsi da questo modo di agire e di pensare, dobbiamo tenere presente che oggi c'è un passo ormai già avviato da parte della riforma Gelmini che ha avuto solo un incidente di percorso, che è quello che ha segnalato il collega Viti, poc'anzi, l'ordinanza del TAR del Lazio del 25 giugno del 2010, la n. 1023, che ha sospeso cautelativamente le circolari ministeriali con le quali appunto il Ministro avviava un discorso di riforma delle scuole superiori indicando la dotazione organica degli insegnanti e tutto quello che ben conosciamo.
Questa ordinanza, però, è una ordinanza che non è entrata nel merito, il TAR ha stigmatizzato il comportamento del Ministro Gelmini che non si è nemmeno costituito in giudizio, cioè il Governo non si è costituito in giudizio e il TAR Lazio, in pratica, ha chiesto con l'ordinanza che venisse acquisita la documentazione, oppure un'adeguata relazione da parte del Ministro perché rispondesse adeguatamente a quelli che erano i motivi di opposizione presentati dai ricorrenti ed è stata rinviata al 19 luglio per poter acquisire questa documentazione.
Non sappiamo se il Ministro Gelmini si costituirà in giudizio e se fornirà queste argomentazioni. Io penso che lo farà, se non lo dovesse fare probabilmente posso immaginare che il TAR accoglierà la sospensiva, la confermerà e quindi bloccherà l'avvio della riforma per quest'anno. Io penso, però, che sia troppa ghiotta l'occasione per il Governo non costituirsi ed è facile immaginare che questo avverrà e ciò comporterà che qualsiasi decisione che noi in questo momento prendiamo è sub iudice, nel senso che dipende poi da quello che succederà all'udienza del 19 luglio.
Ma il problema nodale che noi ci dobbiamo porre in questo momento qual è? Non sono sicuramente tutte le argomentazioni assolutamente importanti e di merito che sono state diffuse e i ragionamenti fatti dai colleghi precedenti.
Noi dobbiamo capire che la nostra voce, pur essendo una voce autorevole, nel panorama nazionale diventa una piccola voce che se non dovesse essere poi supportata dalle altre Regioni diventa veramente una goccia nel lago che non può essere presa granché in considerazione e poiché questi argomenti sono stati già oggetto di discussione una miriade di volte, direttamente con il Ministro, direttamente sui tavoli di concertazione a livello nazionale, io sono convinto che quelli non sono gli argomenti giusti per poter portare avanti il discorso serio.
Il vero argomento sul quale noi ci dovremmo invece imporre e dovremmo prendere un ruolo come Regione e dovrebbero prendere questo ruolo tutte le Regioni, è la violazione del DPR 81 del 2009 nel quale DPR era scritto espressamente che le Regioni dovevano essere sentite obbligatoriamente, in sede di Conferenza unificata Stato-Regioni, prima della determinazione a livello regionale delle dotazioni organiche.
Questo passaggio che era assolutamente pregiudiziale sulla dotazione organica che il Ministero oggi fa Regione per Regione era assolutamente un passaggio importante, perché che cosa succederà di qui a poco? Succederà che quando alla Regione Basilicata sarà assegnata una dotazione organica di mille insegnati, personale e ATA, saremo poi noi che avremo l'autonomia decisionale di dover stabilire dove andarli ad allocare queste mille persone, e lì subentra il concetto del dimensionamento scolastico che è subordinato a questo. Però quella dotazione organica, quella dotazione numerica nasce da una decisione governativa senza la consultazione preventiva delle Regioni ed è questo il vulnus del provvedimento e delle circolari del ministro Gelmini, sul quale vulnus la Regione dovrebbe prendere, secondo il mio parere, una posizione anche giudiziaria, perché dovrebbe impugnare questi provvedimenti sostenendo appunto che questi provvedimenti sono illegittimi perché non vi è stata un'acquisizione del parere da parte delle Regioni nella Conferenza Stato-Regioni.
Sono fatti che sicuramente il Presidente conosce perché segue direttamente tutti i problemi della scuola a livello di Conferenza delle Regioni e, quindi, è una problematica che io metterei in evidenza perché per quanto noi possiamo immaginare un provvedimento, una mozione, un impegno del Governo a sostenere la tesi di una piccola Regione come la nostra che ha bisogno di uno sguardo molto più attento e più articolato, essendo diffusa su 130 Comuni e quindi con esigenze che tutti noi sappiamo che sono da ultime nella scuola, ma che sono le esigenze che noi troviamo nella Sanità, nei trasporti, che troviamo ovunque e come dice sempre il Presidente De Filippo e come è la storia che noi stiamo cercando di segnare, anche per la scuola poi dovremo immaginare qualcosa di diverso da quello che probabilmente faranno nelle altre Regioni e un progetto Basilicata che si possa tagliare perbene per questa scuola.
Ma questo è un problema che attiene ad una seconda fase nella quale noi dovremmo affrontare due aspetti importanti: il primo è quello della legge regionale, su cui già stavamo lavorando, ma so che la collega Mastrosimone già sta continuando a ragionare, che è un passo importante, perché con la legge regionale noi andremmo a stabilire tutto quello che la Regione farà nell'ambito della distribuzione di quelle unità organiche e soprattutto degli indirizzi che la Regione deve dare a tutti gli Istituti tecnici superiori, insomma a tutte le scuole superiori. Questo aspetto della legge regionale poi si deve confrontare con la programmazione scolastica nella quale non si può prendere alcuna decisione se non vi è una concertazione generale, collettiva, non solo delle forze sindacali, ma delle forze datoriali, delle cittadinanze, della scuola proprio in quanto tale, cioè di tutti quelli che sono interessati, sapendo bene che il ruolo che avrà soprattutto la scuola superiore è un ruolo diverso rispetto al passato, perché la scuola superiore dovrà guardare con attenzione al sistema produttivo e il sistema produttivo locale dovrà guardare con attenzione alla scuola, per cui ci vuole una simbiosi.
Bisogna lavorare su questo campo, su questo terreno, però è chiaro che questo lavoro non può essere frutto di un intervento emergenziale o episodico, ma va concertato e bene fa la collega Mastrosimone a continuare su questa strada, perché le concertazioni le abbiamo fatte con il primo dimensionamento, le abbiamo fatte con il secondo dimensionamento e io voglio ricordare il vero vulnus sui dimensionamenti, non sono state le concertazioni, ma è stata la cultura poco predisposta da parte di tanti colleghi e consiglieri che avrebbero dovuto capire di mettere da parte un po' le ragioni di campanile. Perché se salviamo una scuola oggi in un piccolo Comune dove si ritiene essenziale, senza sapere che c'è possibilità di poterla se mai mutuare con un Comune vicino e quindi scambiarsi la scuola elementare con la scuola media e viceversa, quindi se non si guarda oltre il confine del proprio campanile, noi ci impatteremo, nel senso che ci romperemo la testa nuovamente con il prossimo dimensionamento scolastico, su cui sta lavorando l'assessore Mastrosimone, che ci dovrà vedere impegnati entro la fine dell'anno, che sarà, secondo me, anche un po' più agevole rispetto ai precedenti perché sarà un dimensionamento che sarà il frutto della dotazione organica che il Governo ci imporrà, se non dovessero essere sospese definitivamente queste circolari con il provvedimento che il TAR ci auguriamo possa mettere in campo.
Quindi in buona sostanza, io direi che quella mozione può essere condivisa, però deve essere più specificata nel senso che la Regione Basilicata deve prendere atto di questa situazione, prendere atto che ancora ad oggi non c'è stato nessun passaggio serio nella Conferenza Stato-Regioni per l'audizione obbligatoria e preventiva da parte delle Regioni per quanto riguarda la dotazione organica ed eventualmente immaginare anche di fare un ricorso o di intervenire ad adiuvandum del ricorso che è stato fatto da parte di questi cittadini e di questi insegnanti e nel ricorso che attualmente è pendente.
In questo senso io direi che potrebbe essere emendata la mozione e nello stesso tempo mi permetterei di dire che il tema è talmente importante, per cui sono sicuramente compiaciuto dell'attività che ha avviato l'assessore Mastrosimone, ma penso che tutti noi dovremmo rimboccarci le maniche su questo tema, perché è di tale e assoluta importanza e di qui a poco saremo chiamati tutti ad assumere le proprie responsabilità su quello che sarà il futuro della scuola della Basilicata e, consentitemi, io penso proprio il futuro della Basilicata perché è dalla scuola che riusciamo a costruire, è la scuola che andrà a braccetto con il sistema produttivo, quindi io penso che sarà il futuro della nostra Regione.