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Intervento di De Filippo Vito del 13/07/2010

Signor Presidente, colleghi, il consigliere Navazio ha posto un problema molto importante e nella narrativa della interrogazione, mi consentirà, c'è solo una piccola imprecisione che io mi permetterò di chiarire nel corso della risposta, spero breve. Questo è un caso come quello precedente, che meriterebbe un'ampia discussione, ce ne sarà sicuramente l'occasione in una delle sedute prossime del Consiglio Regionale.

Noi abbiamo fatto in questi anni, come viene citato anche nell'interrogazione, un grande e positivo lavoro, l'accordo di programma del 1999 viene ancora oggi citato come esemplare nella dinamica dei rapporti istituzionali, non soltanto tra due Regioni ma, come è stato fatto notare anche nella brevità della descrizione dell'interrogazione, con la partecipazione fattiva, responsabile e coinvolgente totalmente anche del Governo, perché quell'accordo fu sottoscritto da due Regioni e dal Governo rappresentato dal Ministero dei Lavori Pubblici che ha sempre partecipato nel corso di questi anni al Comitato di Coordinamento della gestione della risorsa idrica, che è l'organismo provvisorio che sostituisce e ha sostituito l'autorità di governo che era prevista in quell'accordo, ma che di fatto ha svolto le funzioni dell'autorità di governo.

Devo dire, è rimasto un punto esemplare, perché proprio in questi ultimi giorni, per fare un esempio, la Regione Molise e la Regione Campania, che hanno una partita sulla gestione della risorsa idrica per dimensioni e anche per importanza, quasi simile a quella tra Basilicata e Campania, perché il trasferimento e la gestione della risorsa idrica tra Molise e Campania è rilevante quasi quanto quello che avviene annualmente tra Basilicata e Puglia, stanno proprio ripercorrendo e hanno chiesto un'assistenza istituzionale alla Regione Basilicata per provare a costruire e a stabilire lo stesso rapporto che positivamente abbiamo stabilito noi con la Puglia che è costruito sulla vicendevole responsabilità sia sugli investimenti, sia sulla gestione della risorsa, sia sui costi stessi della risorsa che sono annualmente definiti con la cosiddetta impostazione della tariffa all'ingrosso che costruisce un meccanismo sui costi ambientali della gestione delle risorse che in questi anni ha determinato anche rilevanti investimenti nel nostro territorio.

Non si tratta di una partita remunerativa nelle indicazioni e con le ragioni che mediamente vengono immesse anche nel dibattito istituzionale e politico della nostra Regione; l'acqua non ha prezzi, l'acqua non si può far pagare, notoriamente l'acqua è patrimonio, a parte del Padre Eterno, dell'umanità e deve essere utilizzata con molto rigore. L'impostazione e l'accordo di programma tra Puglia e Basilicata costruisce piuttosto un percorso dentro al quale la Regione Puglia è obbligata e, quindi, sulla bolletta del pugliese compare una tariffa che è quella che viene utilizzata dalla Regione Basilicata per gestire i costi della tutela, di come si può meglio preservare questa grande risorsa attraverso investimenti sui corsi d'acqua, sulle sorgenti, sulla tenuta delle dighe, eccetera eccetera.

Di tutto questo grande impianto che è andato abbondantemente avanti nel corso di questi anni con la societarizzazione degli Enti gestori, vedasi Acquedotto Pugliese e Acquedotto Lucano, e con meccanismi abbastanza positivi che sono stati immessi nella gestione della risorsa idrica attraverso il lavoro delle autorità di governo che hanno lavorato in questi anni, un punto di debolezza sostanziale, mi consentirete, è proprio quello che noi abbiamo conosciuto per ragioni e per responsabilità che io non voglio richiamare, ma che sono state sicuramente determinate da scelte politiche non sempre, io le considero tali, conformi negli orientamenti delle due regioni e del Governo nazionale.

Soprattutto nell'ultimo caso, quello della trasformazione dell'Ente irrigazione, questa differenza di valutazione e di tempistica è apparsa particolarmente complicata e noi speriamo, come vi dirò, che nei prossimi mesi si possa raggiungere ad un'intesa, ad un assetto che in qualche modo possa portare a compimento un processo di riorganizzazione dei sistemi irrigui del Mezzogiorno che sono particolarmente rilevanti in termini di incidenza sullo sviluppo nel settore dell'agricoltura, e non soltanto sul potabile, ma anche nell'agricoltura e nell'industria e che hanno conosciuto una storia abbastanza complicata nel nostro Paese.

Ebbene, Acqua Spa nacque in un tempo di rottura nella dinamica delle relazioni tra Regioni e Stato. La vecchia normativa che è stata ampiamente prorogata fino al 31 dicembre 2010, come veniva indicato, prevedeva una societarizzazione di tutti gli Enti irrigui, non solo degli Enti gestori, ma anche degli Enti irrigui che nel nostro Paese avevano conosciuto in qualche modo difficoltà in termini di conduzione e di bilancio particolarmente complicato.

L'Ente irrigazione si trovava esattamente in questa circostanza con una quantità enorme di debiti, derivanti da varie partite che riguardavano la gestione di quell'Ente, lavori pubblici, contenziosi, un rapporto non sempre adeguato con gli erogatori della risorsa idrica, per esempio nella relazione con i consorzi di bonifica, eccetera eccetera.

Rispetto a questa volontà del legislatore del tempo di procedere ad una societarizzazione che avrebbe in qualche modo consentito una più corretta per le responsabilità che essa determina in termini di gestione del bilancio, noi abbiamo perso molti anni, nel frattempo la iniziativa della Regione Basilicata che era quella di una società Acqua Spa è rimasta ferma al palo e noi in questi anni abbiamo riempito di contenuto la funzione di Acqua Spa attraverso la gestione e la realizzazione di un importante progetto che è quello della conturizzazione che è arrivata a compimento e che è un progetto molto importante perché mette in campo un sistema informatico, telematico di resocontazione molto puntuale della quantità di risorsa che viene trasferita agli utenti ed anche di una misurazione con una schedatura e una schematura assolutamente innovativa di come procedono i punti di erogazione sul territorio, ma di questo avremo modo di parlare.

Ebbene, il Governo attuale aveva fatto delle scelte e aveva dato delle indicazioni. Qui il punto di correzione della interrogazione.

Le due Regioni, proprio su mandato del precedente Ministro, avevano avviato un lavoro molto importante, con la partecipazione anche di tecnici del Ministero dell'Agricoltura che vorrei ricordare ancora oggi è il Ministero competente in termini di sorveglianza sull'Ente irrigazione.

Quel lavoro aveva prodotto un'intesa, che le due Regioni hanno sottoscritto, che prevedeva esattamente le cose che poi non si sono realizzate nella sostanza perché non c'è stata la volontà fino a quel punto del Governo nazionale, cioè le due Regioni pur avendo sottoscritto un'intesa che prevedeva anche la partecipazione del Ministero o del Governo nazionale in una delle sue articolazione alla nuova società, avevano deciso di utilizzare non una nuova società, ma di utilizzare esattamente Acqua Spa, come contenitore da poter riempire in termini di contenuto e avevano sottoscritto un'intesa, con la quale intesa la Regione Puglia era pronta ad acquisire il 40% delle azioni di Acqua Spa, sì da rendere quella società una società delle due Regioni, pur prevedendo quell'intesa una possibile, auspicabile, ma secondo me difficilmente confermabile, vi dirò quello che vorrà fare il Ministro attuale, anche una partecipazione dello stesso Ministero dell'Agricoltura o di uno dei Ministeri, il Ministero dell'Economia, che poteva in qualche modo essere adeguato all'acquisizione di una quota societaria che le due Regioni si sono rese disponibili a mettere in campo.

Dopo la sottoscrizione di quell'intesa il Governo nazionale ha inteso assumere un'altra decisione: ha prorogato il commissariamento, per la verità, mi consentirete con una battuta, ha ampliato il commissariamento, che attualmente è gestito da un commissario e da ben tre sub-commissari, com'è noto, e ha mantenuto una relazione abbastanza complicata con le due Regioni.

L'unica novità che è intervenuta in questo tempo, con la quale noi ci stiamo misurando, è l'applicazione di una specifica parte della normativa che era quella di far pagare ai Consorzi di Bonifica della Puglia e della Basilicata l'acqua che fino al 2009 con una relazione Regioni-Stato, i Consorzi di bonifica di Puglia e Basilicata non hanno mai pagato all'Ente irrigazione.

L'Ente Irrigazione, invece, ha mandato la bolletta ai Consorzi di Bonifica perché, pur in presenza di un non ancora definito progetto industriale e pure in presenza di un profilo di riorganizzazione di questo Ente ancora non preciso, sapendo quali sono i costi dell'Ente irrigazione che assommano solo in termini di gestione e di costo del personale a circa 14,5 milioni di euro all'anno, provava pur con un Ente pubblico, com'è oggi l'Ente irrigazione a trovare un equilibrio di bilancio solo con una secca, e noi consideriamo impropria relazione con i Consorzi di Bonifica, sì da poter giungere ad un impossibile equilibrio di bilancio.

Ovviamente è tutta aperta una lunga vicenda di indebitamenti che il precedente Commissario con una due diligence aveva fatto sì di avere una mappatura e una ricognizione che si aggirava intorno ai 200 milioni di euro, il debito dell'Ente irrigazione, ma che si poteva prevedere anche con un'azione di relazione con i creditori di poter chiudere la partita con 70-75 milioni di euro, tant'è che in presenza di questa ricognizione, il precedente Ministro aveva già appostato ed è ancora presente una risorsa finanziaria pari a 25 milioni di euro nel bilancio dello Stato e che poteva essere utile ad avviare questa azione di risoluzione del debito, perché su questo punto le due Regioni sono state molto ferme ed io penso ferme anche nel futuro prossimo che vi dirò da qui a trenta secondi, nell'ultimo minuto della mia risposta.

Noi abbiamo sempre detto che siamo in condizione di mettere in piedi un sistema che sia sostenibile in termini di gestione del grande accumulo e del grande trasferimento della risorsa idrica con una società partecipata delle due Regioni e se volesse anche dallo Stato, ma non ci vogliamo caricare per nemmeno un centesimo di una lunga storia di indebitamento, perché è notorio che questa storia è stata in qualche modo mal gestita soprattutto dallo Stato, perché l'Ente irrigazione era sotto la diretta sorveglianza del Ministero dell'Agricoltura e noi non ci sentiamo in nessuna condizione di responsabilità di poterci assumere nemmeno un centesimo di questo debito.

Ovviamente, su questa materia si è aperta anche una discussione che non credo si sia ancora del tutto chiarita.

Dopo tutta questa storia di difficoltà, vorrei dire al consigliere Navazio che finalmente c'è una spinta proprio in questi giorni, io l'ho riferita anche in un precedente Consiglio, ad una lettera del Ministro attuale dell'Agricoltura da noi sollecitato, noi abbiamo risposto prontamente , le due Regioni, ed abbiamo raccontato nella risposta, che io posso consegnare al consigliere Navazio ed al Consiglio, abbiamo raccontato la storia che io sinteticamente vi ho fatto, diciamo l'intesa del 2008 tra le due Regioni, la volontà di procedere su questo versante in termini istituzionali e rispetto ad una lettera che il Ministro aveva fatto e che non presentava con precisione tutte le informazioni, siamo stati noi a dire al Ministro "Quando vi muovete", perché c'erano parti di quella lettera che facevano apparire "Quando vi muovete voi, Regione", invece era lui, Ministero, che aveva in questo periodo rallentato un percorso che noi avevamo ampiamente condiviso.

Noi sappiamo che il Ministro attuale è molto sensibile a questa materia e potremmo ricevere ad horas una convocazione, nella quale convocazione noi riprenderemo l'intesa che abbiamo sottoscritto nel 2008, ovviamente senza nessuna rigidità, con una possibile interlocuzione. Io penso di poter riferire approfittando di questa occasione, che una volta che avremo gli elementi dal Ministro su come intende procedere il Governo su questa materia, questa è materia tipica che il Consiglio Regionale, mi consentirò di coinvolgerlo con una mia relazione in Consiglio e con un dibattito che io spero possa accogliere in maniera molto ampia, maggioranza e minoranza.

Io vorrei dire al Consiglio, approfittando dell'interrogazione del consigliere Navazio, vediamo come va l'incontro, la storia è abbastanza nota. Dopo che abbiamo raccolto le indicazioni nazionali, io vengo in Consiglio, facciamo un dibattito più dettagliato su questa materia per vedere se veramente quella scadenza, come sempre dalla lettera del Ministro Galante, ormai del 31.12.2010 si voglia rispettare totalmente a beneficio di una lunga iniziativa che noi abbiamo intrapreso e sulla quale ci sono le idee abbastanza chiare.

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