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Intervento di De Filippo Vito del 08/06/2010

Signor Presidente e colleghi consiglieri.

Io mi dichiaro immediatamente molto soddisfatto del dibattito ed, al di là della dizione quasi usuale che si usa utilizzare all'inizio dell'intervento, proverò a darvi anche le ragioni e gli elementi di questa mia soddisfazione e credetemi, con molta diligenza io terrò questo resoconto del Consiglio di oggi come un punto di riferimento e di consultazione anche nell'attività e nel lavoro che noi dovremo sviluppare nei prossimi giorni.

Ci sono state troppe parole importanti, troppe riflessioni importanti che io reputo assolutamente fondamentali per l'attività del governo ed io spero anche per l'attività di questo Consiglio.

Io ho parlato nella relazione con molta sincerità e penso anche con molta responsabilità. Voi mi avete risposto con molta sincerità ed anche con molta responsabilità.

Io non so quante prove dovrò dare nei prossimi mesi e nei prossimi anni, ma vorrei misurare il senso di questo secondo mandato con alcune parole, quelle della linearità e del coraggio e , fin dove mi sarà umanamente possibile per ragioni anche in qualche modo insite nella seconda possibilità che mi è stata data, vorrei misurare questa mia attività senza tatticismi, senza mosse fatte sulla tavola della politica che producono di fatto vittorie contingenti, ma non sedimentano risultati permanente e definitivi per la politica e per la comunità.

Oggi, prima di avviare la discussione in questo Consiglio, mi sono fatto un giro nella rete, come capita a tanti curiosi, anche a me, e ho potuto consultare le relazioni programmatiche di quasi tutti i Presidenti di Regione all'avvio di questa legislatura.

C'è un senso comune, ci sono parole ritornanti che mi hanno positivamente sorpreso, che sono sobrietà e rigore, un po' tutti, centro destra e centro sinistra.

C'è un linguaggio comune e c'è un senso, io penso nel nostro paese, che io ho colto in una delle circostanze istituzionali che ho vissuto in questi giorni, alla festa dei Carabinieri. Non so se c'erano alcuni di voi, io frequento quella festa da molti anni, da quando ho incombenze istituzionali; mai come quest'anno tanti gonfaloni, tanti sindaci, tante amministrazioni, tanti rappresentanti di varie amministrazioni dello Stato e tanti rappresentanti istituzionali, come se ci fosse in questo momento un timore così grande di tenuta, non solo dell'unità, ma della saldezza e della forza di un paese che ha avuto ed ha, io spero, ancora molto prestigio a livello internazionale. Come se ci fosse un timore incombente che, non so se è determinato da elementi diciamo proprio della dinamica difficili in termini economici, fa reagire la comunità, io credo anche positivamente ed il dibattito di questa sera dà in qualche modo il senso di un appello che io voglio confermare con alcuni spunti ed elementi che io vorrei riferirvi, che secondo me è adeguato alla circostanza ed alle difficoltà che noi dovremo vivere nei prossimi anni.

Se avete notato c'è una sola grande diversità, che ovviamente non dobbiamo approfondire questa sera, maggioranze e minoranze, io spero che ci sarà il tempo dell'approfondimento, che è quella delle cause che hanno determinato anche la condizione di questa Regione. C'è una diversità di tipo eziologico, la Basilicata si trova in queste condizioni.

Io ho una mia convinzione: la lunghezza del divario tra nord e sud nel nostro paese, così strutturata, così lunga che ormai segna primati mondiali e quello che dicono gli economisti più esperti è la coincidenza del cosiddetto indice di Pirsan, cioè della dinamica macro economica rispetto alla nostra economia regionale, che mai come in nessuna regione italiana, ci dicono gli esperti, è così coincidente, quando c'è uno starnuto economico a livello nazionale, la Basilicata è una di quelle regioni che immediatamente lo riceve ed ha gli effetti più negativi, per la sua dimensione demografica, la sua collocazione nel contesto anche geografico è dimensionale che si trova a vivere, l'interdipendenza dei sistemi produttivi. Veniva citato il dato positivo dell'auto motive che segnala performance positive per la nostra Regione che ci appartiene ovviamente per i termini occupazionali che FIAT ed Indotto rappresentano in questa Basilicata. Ma per non farla lunga, la mia convinzione in questo senso è diversa da molte altre valutazioni che sono state fatte questa sera: la lunghezza di questo divario e la coincidenza dei fenomeni macro economici con quelli della nostra economia in maniera così stringente e così matematicamente dimostrabili, mi fanno pensare molto sommessamente che nella nostra economia incide molto il contesto nel quale noi ci troviamo.

Se è vero che incide il contesto sarebbe, in un'altra circostanza, molto utile verificare dove le politiche regionali hanno inciso di più, perché hanno strutturalmente questa forza e questa potenza ed oggettivamente sanità, turismo, sono i due campi. Soprattutto la Sanità è il campo dentro al quale storicamente si è già in qualche modo realizzato da molto tempo una sorta di federalismo fiscale, perché è uno di quei comparti della vita pubblica, quasi unico fino ad oggi, perché al di là del federalismo demaniale e di tutti gli altri effetti che noi dovremo saper realizzare, noi speriamo nei prossimi anni, nella Sanità si è realizzata da tempo una responsabilità a tutto tondo delle Regioni.

Se voi notate, nonostante le difficoltà che io non negherò anche in questo intervento conclusivo, nonostante tanti limiti, è sicuramente oggettivamente vero che la sanità della Basilicata è molto diversa da quella della Calabria, da quella della Puglia, da quella campana, da quella del Molise, da quella dell'Abruzzo, per oggettive condizioni di tenuta finanziaria e anche Banca d'Italia, se voi la leggete con attenzione, il rapporto che è stato presentato da qualche giorno dà due parametri, consigliere Ruggiero, ovviamente con tutte le ombre che tu ti appresti e ci consigli di dissolvere nel corso del nostro cammino, ci sono due parametri che anche Banca d'Italia nota come punti di differenza, che è proprio l'indice di ospedalizzazione che è sicuramente 196 a 187 rispetto a quello nazionale, ma è sicuramente il più basso nel Mezzogiorno, perché tutte le regioni del Mezzogiorno hanno un indice di ospedalizzazione di 210, 220, 230. La stessa cosa dicasi sulla spesa farmaceutica, che sono state, diciamo, le due tigri che hanno in genere determinato gli sconfinamenti di bilancio dei sistemi sanitari regionali e che hanno portato i vari commissariamenti, la Calabria, la Campania, l'Abruzzo, il Molise, la Sicilia e, con un affiancamento, un tutoraggio che è la fase preliminare al commissariamento, anche la regione Puglia.

Sarà pure un caso che il settore della sanità come settore nel quale le police regionali hanno determinato più forza e più incidenza nella storia degli ultimi dieci, quindici anni, hanno un punto di distinzione rispetto alle altre sanità del Mezzogiorno.

Nei tanti interventi che mi hanno preceduto ci sono state alcune domande e solo alcune, mi consentirete, con brevissima sintesi, le vorrei affrontare.

Già dall'intervento di Mattia, devo dire, c'è stata un'apertura che io considero, al di là del tono noto del consigliere Mattia un po' aulico, per utilizzare una parola che mi consiglia il Presidente del Consiglio, ma sicuramente aver valutato positivamente alcuni strumenti che noi proponiamo, come il pacchetto sull'energia, il reddito ponte, il lavoro, dice Mattia, sulle infrastrutture, ci tornerò alla fine, sulle infrastrutture abbiamo fatto non tutto quello che c'era da fare negli anni precedenti, io vorrei dimostrarvi nei prossimi Consigli nel lavoro che dobbiamo sapere costruire insieme, maggioranza e minoranza, su uno dei temi simbolo, diciamo, di questa regione, che è proprio il tema delle infrastrutture, quante verità e quanti elementi nella dinamica della nostra discussione noi dovremmo sapere in qualche modo mettere a punto a favore della Basilicata.

Pittella fa, con la sua esperienza, un intervento molto ben articolato ed è uno dei punti, diciamo, sui quali noi ci dovremo misurare, una delle domande che è ritornata in più interventi, ma il consigliere Pittella l'ha fatta in maniera molto circoscritta e puntuale.

Ci sono molte proposte nella relazione del Presidente della Regione, come le finanziamo queste proposte, dice Pittella, in un tempo nel quale il profilo finanziario, per ragioni che io stesso ho comunicato al Consiglio, non è un profilo finanziario favorevole e, diciamo, aperto a tutte le possibilità e a tutte le divagazioni.

Uno dei punti sui quali questo Consiglio, consigliere Pittella, si dovrà misurare è proprio quello di una riforma anche del nostro bilancio, le UPB del nostro bilancio sono storicamente, in maniera anche consolidata, presidiate, diciamo così, da interessi che sono di tipo istituzionale, da interessi che sono di tipo politico, da interessi che sono di lobby anche trasparente, mettiamola così, il bilancio e la storia e la sedimentazione del nostro bilancio si è costruito anche attraverso queste dinamiche. Noi dovremo avere nei prossimi mesi, ovviamente su proposta che dovrà fare responsabilmente il governo, la capacità di mettere a regime in maniera più forte e di capire quali sono le necessità vere nei prossimi anni, perché io penso che nel nostro bilancio si può scavare molto, e attraverso una riforma del nostro bilancio, una rivisitazione alla luce anche delle vicende, delle difficoltà e delle crisi che noi stiamo registrando anche dai nostri programmi comunitari, una speriamo possibilità di rinegoziazione anche degli accordi con un utilizzo più utile e più opportuno anche e più consistente di royalty di risorse che possono derivare da quegli accordi, ovviamente sono attività di responsabilità istituzionale che Mazzeo ci indicava come prospettiva per il futuro e per le prossime generazioni, che è quella dell'ambiente, sicuramente la tutela della salute, certo diciamo l'utilizza erga omnes delle royalty in questa regione non è molto agevolato se c'è un dibattito del tipo, mi consentirete, "Nel Vulture non si estrae, nella Val d'Agri si estrae". Questo, diciamo, determina una dinamica istituzionale un po' complicata, lo dico con consapevolezza, perché se c'è una parte del territorio che si carica oggettivamente di più di questa perdita anche di chance, perché non c'è dubbio che si perdono alcune chance nel territorio, noi dovremo saper costruire con misura, come abbiamo fatto in questi anni, perché io vorrei dire, in questi anni sicuramente l'utilizzo delle royalty petrolifere, per la prima volta nella storia della regione Basilicata, negli ultimi cinque anni, è stato fatto a scala regionale, per l'Università, è stato fatto per la commentata, discussa ed anche per alcune parti criticata, manovra sullo sconto gas, anche quella è stata una manovra che è quella che ha consentito a molti nuclei familiari l'abbattimento del costo del gas, è stato fatto con le royalty del petrolio.

Il consigliere Vita mi fa un'altra domanda, che è una domanda, a parte diciamo il buon giudizio che dà sul pacchetto lavoro, fa una domanda che è oggettivamente implicita nella relazione. Io sono stato, con accortezza, diciamo, misurato su alcune partite, come mi sembra di capire è misurato il Consiglio Regionale sulla partita dello statuto.

Mi spiego: io sento negli interventi di tutti e, se mi consentirà, anche nell'intervento del Presidente del Consiglio, all'esordio della sua attività, una grande attenzione, ma anche una grande cautela su questi argomenti, perché sono quei terreni scivolosi, come sono le riforme nel nostro paese ampiamente annunciate che si sono poi tradotte in disillusioni ed in operazioni sicuramente minori che non hanno adeguatamente portato a compimento annunci e proponimenti che erano stati in maniera abbastanza aulica.

Io penso che come dice Banca d'Italia nel rapporto che ha messo a disposizione delle regioni del Mezzogiorno, io continuo a pensare facendo una battuta che l'unica banca del sud in questo periodo è stata veramente Banca d'Italia, perché ha fatto… io vi consiglio, ormai è fruibile, di consultare questo voluminoso dossier che, giusto per dare un consiglio a voi che vedo tutti con libri, è stato pure riassunto dagli autori in una edizione in questi giorni, che l'editore Laterza ha voluto mettere a disposizione in maniera più divulgativa, come dice Banca d'Italia uno degli asset fondamentali nella vita e nella dinamica dello sviluppo delle regioni del Mezzogiorno sono sicuramente le pubbliche amministrazioni, ovviamente quelle statali, quelle regionali quelle locali, che hanno bisogno di essere innervate ed organizzate in maniera più efficace ai fini di una dinamica di sviluppo che è sempre più complicata rispetto al passato e che ha bisogno di una agilità della pubblica amministrazione, assolutamente nuova e in una regione come la nostra, che ha mediamente avuto punti di distinzione, diciamo la verità anche in questo caso, con la storia, le tradizioni, le pubbliche amministrazioni del Mezzogiorno, io penso che questo ulteriore sforzo bisogna farlo. Ed è uno sforzo che deve fare il Consiglio perché noi, non so se già in coincidenza dell'assestamento di bilancio, possiamo proporvi due operazioni e ne discuteremo nelle sedi politiche opportune, ovviamente prima all'interno della maggioranza, una delega al governo che riorganizza, sulla falsa riga, diciamo… come avete notato, nella storia della pubblica amministrazione del nostro paese, in genere, si è sempre utilizzato lo strumento della delega, perché è lo strumento più agevole per riperimetrare in maniera più dettagliata ed articolata la pubblica amministrazione in una dimensione nuova.

Ed essendoci qui impegni e proponimenti di riarticolare anche non soltanto la pubblica amministrazione in generale con sanzioni e con strumenti di valutazione anche più rigorosi e più stringenti, ma della stessa articolazione dei dipartimenti noi possiamo fare molte operazioni, possiamo procedere per atti amministrativi, possiamo procedere con una delega del Consiglio, sicuramente questo obiettivo è nelle intenzioni del Governo regionale.

Il consigliere Benevento fa due rilievi nella mia relazione, che sono oltre modo puntuali, io voglio rispondere anche a questi elementi più puntuali. Fa due rilievi che riguardano questioni importanti del nostro territorio, che non erano presenti oggettivamente nella relazione, consigliere Benedetto, ma io non mi sono voluto incaricare di un dettaglio puntuale, che io spero potrà far parte di sessioni specifiche che riguarderanno i vari settori, la formazione, l'agricoltura. Come sanno bene gli Assessori, noi stiamo procedendo, in questa prima fase, ad incontri e a dossier bilaterali, Presidente-Dipartimenti, che mettono a punto le storie che ricaviamo dalla precedente legislatura, sulle quali ovviamente si applica anche un problema di valutazione di tipo politico perché sono storie anche di scelte, di decisioni che abbiamo assunto noi, l'aggiornamento che possiamo fare di queste storie, la congruenza anche rispetto agli obiettivi del programma, che avendo io annunciato più volte essere un programma elaborato in maniera molto condivisa dal centrosinistra, le parti che ho descritto dentro la mia relazione, che vanno per responsabilità dipartimentale, noi stiamo affidando ai singoli Dipartimenti la elaborazione di atti concreti, dal pacchetto lavoro alla gestione dei nuovi bandi per le imprese, alla questione trasporti e altre vicende che sono dentro al nostro programma, noi vorremmo, diciamo, proporvi immediatamente nel giro di poche settimane, alcuni dei provvedimenti importanti che quel programma prevedeva e che devono essere già immediatamente discussi e valutati da questo Consiglio.

Il Consigliere Benedetto fa due domande: l'aeroporto di Pisticci. Ha ragione, noi abbiamo fatto un investimento, c'è una discussione da fare su questo tema di uno scalo aeroportuale, una gestione programmata dei voli, una possibilità, diciamo, di mettere a disposizione anche questo ulteriore strumento di mobilità per la nostra economia, io penso che dopo aver fatto quell'investimento, ha ragione lui, noi dobbiamo portare ad estreme conseguenze quella decisione, dobbiamo assumere alla fine una scelta su come portare avanti. Noi abbiamo molte idee, ma mi consentirà il consigliere Benedetto di non riferirle in questa circostanza.

Il consigliere Benedetto cita anche un'altra emergenza, il metapontino, che è quella relativa alla Ferrandina- Matera. E' un fatto sicuramente molto serio, era un contratto di programma di cento milioni di euro, ne sono stati consumati soltanto quindici, c'è una prima partita che potrà far parte anche della discussione, come si dice, bipartisan. Sono soldi ancora nostri quegli ottantacinque milioni di euro che non sono stati spesi? Io penso che possiamo reclamare a cassa anche su questo versante.

Il consigliere Rosa mi chiede se il mio intendimento è una sorta di alzata della bandiera bianca, una tregua che chiedo alla minoranza in questo appello che sto facendo, io penso di no e lo spiegherò alla fine del mio intervento.

Mi fa molto piacere che viene considerato variamente importante lo strumento del quoziente Basilicata come un nuovo parametro per le politiche sociali nel nostro territorio.

Il consigliere Ruggiero, ci ritornerò, si applica molto sulla sanità; il consigliere Straziuso riepiloga con molto orgoglio alcune questioni che sono state affrontate e risolte nella scorsa legislatura; il consigliere Venezia mi chiede di giocare a carte scoperte e io proverò a farlo nei prossimi anni; il consigliere Romaniello apprezza lo sforzo e propone il tema del precariato e ci mette immediatamente di fronte ad una questione che è quella relativa all'acqua pubblica, sulla quale ovviamente dirò per un minuto qualcosa.

Come sa bene il consigliere Pagliuca, è in corso di pubblicazione un regolamento nazionale che è derivante da due successive leggi statali del 2008 e del 2009, anche questi sono argomenti che dobbiamo approfondire, un minimo di accenno.

Questo regolamento sulla parte relativa alla gestione dei servizi idrici, mi consentirete, è il frutto di una discussione in Parlamento che alla fine ha prodotto un articolato abbastanza ambiguo, perché le forse di governo, come anche questa sera le forze di opposizione in questa Regione, le forze di governo a Roma, continuano a ripetere la frase: "L'acqua è un bene pubblico"; noi pensiamo che dovendo la gestione della risorsa idrica lavorare su due temi fondamentali, che sono quelli della scarsità della risorsa e della equità anche della gestione di questa risorsa, questi due temi vanno applicati nella gestione di questa risorsa con una quasi impossibilità di gestione di tipo privatistica. La gestione pubblica deve essere una gestione, quella sì, industriale, quindi la grande differenza, come è successo per esempio a Latina per la dinamica che voi conoscete su questa materia, la grande differenza è quella di considerare questa gestione pubblica, che ovviamente essendo pubblica, non necessariamente non deve essere soggetta ad una valutazione di efficienza e di efficacia e quindi ad una gestione industriale di questa risorsa.

Il campo che viene aperto con il regolamento che sarà pubblicato in questi giorni, sul quale regolamento si sono espressi anche unitariamente negativamente le Regioni, il campo che viene in qualche modo aperto con il regolamento è un campo che prevede anche possibilità diverse rispetto alla gestione industriale pubblica della risorsa idrica.

Io vorrei dirvi molte altre cose, però mi rendo conto che devo essere sintetico. Io considero che ci sono almeno quattro campi sui quali noi possiamo lavorare in questo Consiglio, perché ha ragione il consigliere Pagliuca, che è stato opportunamente ripreso anche nel brevissimo intervento del Presidente del Consiglio, quali sono i luoghi del confronto? I luoghi del confronto non possono che essere quelli della politica e delle istituzioni, ovviamente il Consiglio Regionale ha di per sé un significato assolutamente forte in questa dinamica. Se noi sapremo vivere e costruire le nostre attività nell'ordine, nel rigore e nella serietà, per esempio, di questa seduta, io penso che il luogo del Consiglio Regionale sarà un luogo opportuno per il confronto su alcune grande questioni. Io penso che ci sono elementi fondamentali che possono costruire, mi consentirete, convergenze lucane, mettiamola così.

Io penso che la crisi pretende molti sforzi, pretende molte scomposizioni, in termini anche di convincimenti e di strategie, bisogna anche uscire fuori dallo scontato, in una dinamica che pure ogni tanto appare nella nostra discussione, ci sono elementi anche di tipo assiomatico nella nostra valutazione.

Io sento ancora gli interventi di molti colleghi, i giovani in questa regione se ne vanno, per esempio, misurarci con questo tipo di problema sarà una grande difficoltà e dopo esserci accomodati sulla facile sedia della critica, affrontare una dinamica che è quella di 3.500 laureati all'anno nella nostra regione, voi vi renderete conto, sarà una dinamica abbastanza difficile e complessa.

Al di là di questo spunto, ci sono elementi per convergenze lucane. Quali sono questi elementi? Io penso che il petrolio e l'acqua sono un campo di discussione assolutamente fondamentale per l'attività di questo Consiglio. Io penso che il campo dell'Università e della scuola sia un campo che noi potremo affrontare oggettivamente in maniera responsabile in questo Consiglio, sapendo che ci sono già stati passaggi importanti sull'Università.

Io raccolgo questo invito che mi viene da molti Consiglieri su come vengono utilizzati i fondi dell'Università. Chi conosce la normativa sa bene che noi abbiamo dovuto lavorare su un crinale abbastanza complicato in termini anche costituzionali.

L'Università è competenza dello Stato, ed essendo competenza dello Stato, l'incursione legislativa e normativa delle Regioni non è sempre possibile e per molti aspetti non è proprio giuridicamente sopportabile. Noi abbiamo dovuto costruire una normativa che mette in campo un accordo di programma tra Università e Regione, lo voglio dire al consigliere Rosa che ha fatto riferimento a questo tema delle risorse e forse anche il consigliere Venezia, abbiamo dovuto mettere in campo una procedura delicata, diciamo così, di nostra possibilità di intervento a favore dell'Università, che mantiene preservata la autonomia della Università, sulla quale noi non abbiamo molte possibilità di fare incursioni rispetto all'articolazione della gamma formativa. Ovviamente possiamo dare indicazioni strategiche, consigliare attività, auspicare rapporti sempre più consistenti con i sistemi produttivi e con quelli della pubblica amministrazione, possiamo fare molto, ma c'è un'autonomia nella nostra legislazione che deve essere in qualche modo preservata.

Noi, nei mesi precedenti, prima dell'annuncio nel mio programma del raddoppio dell'investimento a favore dell'Università abbiamo fatto un'operazione ancora più trasparente, che dovremo saper sostenere, e anche in questo caso io spero nel dibattito e nella discussione in Consiglio Regionale, quella di coinvolgere il Ministero dell'Università.

Noi stiamo lavorando su una possibilità anche di contribuire ulteriormente a sostenere la nostra Università ad un tavolo che è costituito dal Ministero, dalla Università e dalla Regione Basilicata, il quale Ministero dovrà costruire un impianto di opportunità e di deroghe rispetto a normative che oggi si sono già realizzate e si stanno realizzando in Parlamento a favore, e noi consideriamo contro certe Università, come quelle di piccole dimensioni del Mezzogiorno, e il Ministero ci deve dare il terreno istituzionale normativo regolamentare e legislativo per consentire che il nostro intervento possa rafforzare, consolidare e rilanciare la nostra Università.

Quindi, i soldi alla nostra Università non li potremo che dare all'interno di questo contesto più generale, che mi sembra il contesto più adeguato.

La stessa cosa dicasi per la scuola. Noi nei mesi precedenti abbiamo fatto anche operazione di accelerazione, quella di tentare di sostituire… una partita delicata come quella del precariato, ad una funzione che responsabilmente è dello Stato.

I precari della scuola sono dipendenti del Ministero della Pubblica Istruzione e questo semplice legame, di tipo contrattuale, ha determinato difficoltà straordinarie nella pur generosa volontà della nostra Regione che ha messo in campo risorse pari a dieci milioni di euro all'anno sul fondo sociale europeo e che hanno determinato effetti ragionevolmente non del tutto soddisfacenti, per la dinamica delle relazioni tra Regioni e appendici rappresentative in termini amministrativi del Ministero della Pubblica Istruzione e per una non semplice duttilità dello stesso utilizzo del fondo sociale europeo sul fronte del finanziamento alle scuole di questa Regione.

Ha ragione il consigliere Autilio, nei prossimi mesi noi ci troveremo non solo con il tema del precariato, ma con la definitiva riarticolazione dimensionale della scuola in questa regione, che insieme ai trasporti - sulla sanità ci siamo un po' allenati alla gestione federalista- è quel campo che può far saltare la coesione sociale perché la presenza di scuole elementari, di scuole medie, anche nei nostri piccoli comuni, è una frontiere di una delicatezza straordinaria in termini di tenuta, in termini di possibilità.

E' necessario un lavoro responsabile e competente di questo Consiglio, al netto di dinamiche di rappresentanze anche locali, che sono oggettivamente non del tutto eliminabili nella nostra discussione, ed è necessaria una opportuna relazione con il governo nazionale, perché ci sono spazi e varchi di deroghe che sono possibili ed agibili solo se c'è una dimensione di relazione che noi ovviamente proveremo.

Capite bene che su scuole e su Università noi riusciamo a sintonizzare le frequenze, almeno nella difesa del nostro Ateneo, e almeno nella difesa di un assetto della articolazione dell'offerta scolastica in questa regione che sia adeguata alla dimensione di spalmatura demografica che noi conosciamo essere fra le più complicate nel nostro paese, insieme ad altre due, tre regioni italiane, vi renderete conto che il nostro lavoro non sarà produttivo soltanto per il governo, ma si tratterà di costruire una articolazione della scuola e della nostra Università per le future generazioni in questa regione, che io penso sia il campo degli interessi assolutamente condivisibili della maggioranza e della minoranza.

Quindi, petrolio e acqua. Sull'acqua, ha ragione il consigliere Pagliuca, però anche lì dobbiamo fare una valutazione anche sulla storia. Le due Regioni, Puglia e Basilicata, avevano sottoscritto addirittura un protocollo, nel quale la Regione Puglia si era resa disponibile ad entrare con la quota di minoranza, pari al 40%, in una società che già esisteva in Basilicata e che era Acqua spa, che doveva sostituire l'ente irrigazione come una società del grande accumulo e della grande adduzione nelle mani sostanzialmente delle Regioni.

Si era aperto un dibattito se doveva essere presente lo Stato dentro questa società; noi sottoscrivemmo un accordo nel quale era anche previsto tutto ciò, di fatto, mi consentirà il consigliere Pagliuca, il governo nazionale ha scelto un'altra strada, che è quella del mantenimento di un Commissario e di tre sub Commissari, che io capisco in termini politici può essere anche una cosa utile ed importante.

In questi giorni il Ministro Galante mi scrive, come se fosse responsabilità delle Regioni, mi chiede un incontro perché, come sapete, tra i tanti punti che sono stati indicati nella manovra finanziaria del governo ci sono gravi e grandi difficoltà per molti enti, l'Ente Irrigazione ha avuto un contributo straordinario per ripianare una debitoria pari a 24 milioni di euro ed un contributo per la gestione pari a 5.600.000.

Il Ministro dell'Agricoltura, che sovrintende alla vigilanza dell'Ente Irrigazione, annuncia che da qui a qualche mese, da qui al 31 dicembre del 2010, non ci saranno più possibilità di repliche, diciamo, di finanziamento, quindi chiama noi per dire: "Su questo tema dell'acqua come si deve procedere?". Il governo verrà con una sua proposta, ovviamente verrà con una proposta che possiamo ampiamente preparare in un'articolazione istituzionale, ci sono elementi e spunti nel nostro dibattito sul tema dell'acqua che mi sembrano molto facilmente condivisibili.

Abbiamo la volontà a costruire una operazione a favore della Basilicata. Qual è il luogo? Il Consiglio. Siamo ovviamente pronti.

La stessa cosa sul petrolio. Nel febbraio del 2009, io vorrei invitarvi a rileggere quella relazione, io arrivai in Consiglio con una relazione molto responsabile sull'argomento, che provava a costruire una nuova storia di relazioni con le compagnie, non basata più sulla finanziarizzazione rapporto Royalties al 5, al 6, al 10, ma piuttosto chiedendo a questi grandi Eni, Total, Shell ed Esso di agire sul nostro territorio esattamente come driver di possibilità di sviluppo vero, portando qui, dislocando aziende della loro rete, innestando rapporti più fruttuosi con il nostro sistema produttivo, cioè provammo a costruire una proposta.

Io oggettivamente da quella data, saranno state le due campagne elettorali di successione, quelle provinciali e quelle regionali, non sono riuscito a convocare, ad incontrare i parlamentari della Regione Basilicata di centrodestra e di centrosinistra, ma noi possiamo oggettivamente ripartire su questo argomento perché Il petrolio e l'acqua penso che siano terreni sui quali possiamo sviluppare la nostra discussione.

La stessa vale per le infrastrutture. Io ci tengo molto affinché il Consiglio conosca a fondo le nostre scelte, la decisione che avevamo fatto nei FAS, nel nostro programma operativo sulle questioni infrastrutturali, perché si renderà conto immediatamente che questo è un tema di scala nazionale perché l'accessibilità di questa regione è penalizzata soprattutto perché non è collegata alle grandi reti nazionali autostradali o ferroviari o portuali o aeroportuali, perché la scala del rapporto relazionale, dei territori con le strade di livello comunale e di livello provinciale continua a riferire lo stesso dato che Istat riferisce in più circostanze. La Basilicata non è diversa dal Veneto; per chi conosce l'Italia e si muove sulle strade provinciali del Veneto, della Lombardia o del Piemonte queste non sono diverse dalle nostre. A noi mancano le grandi relazioni nazionali delle quali abbiamo provato ad occuparci in questi anni, mi consentiranno i consiglieri del PD, in tutti i modi, responsabilmente, con quote di sponde consistenti in termini finanziari.

La verità è che questo è un paese che scopriremo insieme che non se la passa bene in termini di risorse finanziarie dopo aver fatto delle scelte, che ovviamente io non voglio commentare in questa circostanza, come quella del ponte sullo stretto e sapendo che l'ANAS regionale con tutti gli sforzi che potrà fare, in questo momento nella nostra regione non ha una lira per fare manutenzione.

E' lì che possiamo creare insieme operazioni di relazioni più forti, voi con la vostra autorevole relazione con il Governo nazionale e noi con la nostra possibilità rigorosa di presentarci lì non solo con la richiesta di finanziamento delle grandi infrastrutture, ma anche con una consistente possibilità progettuale di coofinanziamento di queste infrastrutture.

E' abbastanza noto che tutte le infrastrutture che sono nella cosiddetta legge obiettivo sono finanziati i progetti, la Potenza-Bari, la Salerno-Potenza-Bari, la Murgia-Pollino, la Lauria-Candela, non parliamo dei tratti ferroviari, della Matera-Altamura, dell'adeguamento della Potenza-Foggia, dell'adeguamento di tratti consistenti della Battipaglia-Metaponto, insomma c'è materia per discutere. Io verrò qui sommessamente a dirvi anche in maniera consistente come noi negli anni precedenti abbiamo provato a fare queste operazioni.

C'è un altro campo rilevante - e non considerate troppo lungo il mio intervento - che è quello dei sistemi produttivi: abbiamo fatto l'esempio della Ferrandina dove avanziamo 85 milioni di euro rispetto ad un contratto di programma che era stato finanziato a favore della Basilicata. L'assessore Restaino ha avviato le prime relazioni con il Ministero dello Sviluppo Economico su partite importanti che vanno ad incidere, io penso, positivamente sui sistemi produttivi al di là degli sforzi che noi stiamo facendo dei bandi, oggi il Governo regionale ha approvato le due graduatorie delle manifestazioni di interesse per i bandi di Matera-Val Basento e della Val D'Agri. C'è una significativa attività di interessi di medie e grandi aziende a fare nuovi investimenti in Basilicata. Abbiamo approvato manifestazioni di interesse di aziende che hanno presentato, almeno alla valutazione dei nostri tecnici, progetti sostenibili, cantierabili e possibili che determinano incrementi occupazionali consistenti.

Noi dovremo fare questo lavoro nei prossimi anni ancora con le politiche regionali. Ci sono partite importanti da FIAT all'area del salotto che sono in una dinamica istituzionale regionale nazionale che hanno bisogno della cura, dell'affiancamento e del tutoraggio di un lavoro che possiamo fare più ampiamente in questo Consiglio.

Io non vi vorrei scoraggiare molto sul perché faccio questo tipo di relazioni. Noi è vero stiamo resistendo sulla Sanità perché c'è quella piccola quota di indebitamento che abbiamo avuto la possibilità di poter ripianare con soldi nostri. Innanzi tutto noi siamo l'unica regione del sud che ha adempiuto punto per punto alle osservazioni molto rigorose che fa il cosiddetto tavolo Massicci. Ci sono sette-otto punti che vengono valutati al tavolo Massicci che è un tavolo dell'economia del Ministero della Sanità che verifica i bilanci delle Regioni: l'utilizzo dell'osservatorio prezzi, le convenzioni con Consip, la qualità del debito, sono tanti elementi come sa l'assessore Martorano, e ci hanno promossi.

Noi siamo, però, in un livello di difficoltà, ed è utile che il Consiglio ne abbia consapevolezza, perché il 2010 è stato il primo anno nella storia del nostro paese nel quale il fondo per la Sanità della Regione Basilicata è addirittura decresciuto di 4 milioni di euro, perché la dinamica finanziaria più generale del nostro paese ha determinato per la prima volta una riduzione di risorse.

Noi stiamo parlando delle cose che dovremo fare, consigliere Pagliuca, senza plateali contestazioni, perché se voi avete i vostri informatori anche a livello istituzionale, a parte per la nuova funzione dell'Ufficio di Presidenza, con regioni come la Lombardia ed altre nella Conferenza dei Presidenti, sanno bene con quale compostezza noi ci stiamo approcciando anche nei rapporti con lo Stato.

La nuova manovra finanziaria, attenzione, non è una manovra di là da venire perché è stato scelto il meccanismo più perentorio e più efficace, un decreto legge che è già operante da oggi. Non so se ce ne siamo resi conto, non è una manovra che dovrà approvare il Parlamento. E' stata firmata ed è operante da oggi la manovra finanziaria di Tremonti. Questa manovra finanziaria, noi stiamo facendo le prime stime, ci ridurrà probabilmente ad occhio e croce, 120-130 milioni di euro nei trasferimenti ordinari alla Regione Basilicata nel bilancio, non negli investimenti, non nei fondi comunitari, non nei fondi FAS i quali sono stati anche in questa manovra ridotti di altri 2 miliardi e mezzo di euro.

Quindi noi dovremo probabilmente, se mi consentirete, in sede di approvazione dell'assestamento di bilancio, in maniera molto trasparente, fare una nostra manovra aggiuntiva di recepimento della manovra nazionale.

Quando parlo di riduzione di 120-130 milioni di euro, significano soldi in meno per l'ambiente, per i trasporti, per alcune risorse che riguardano la formazione, finanziata sulla 845 dello Stato, cioè sono partite che noi siamo abituati a conoscere nel nostro bilancio, con il quale noi ci dovremo misurare. Questi sono i tempi che noi dovremo vivere e governare nei prossimi anni.

Mi è stato detto, e vado velocemente verso alcuni punti conclusivi, sull'agricoltura, sul turismo, sull'industria ho parlato poco nella relazione. E' vero, io ho parlato delle cose nuove in questo settore.

Per l'agricoltura, come sapete, sono in corso bandi per 200 milioni di euro, molti bandi si sono già conclusi, sono arrivate già le istanze, faccio qualche nome.

Primo insediamento, giovani agricoltori: sono arrivate 310 istanze e stanno facendo l'istruttoria. Prepensionamento: sono arrivate 250 istanze e stanno facendo l'istruttoria. Progetti di filiera, che era il cuore della strategia del piano di sviluppo rurale 20087-2013: sono arrivate sette proposte di PIF regionale, che sono Progetti Integrati di Filiera regionale e 17 proposte di filiere territoriali che riguardano gli oli di coltura, le cerealicoltura, la vitivinicoltura, la zootecnia, cioè il 60-70% del PSR è già in corso di realizzazione. E' quello che stiamo facendo con gli uffici e con il nuovo assessore Mazzocco nei primi incontri, cioè accelerare immediatamente e portare a conclusione la valutazione e l'istruttoria di tutte queste pratiche che porteranno risorse nelle aziende agricole.

Quindi la strategia agricola in maniera consistente del precedente programma è in via di realizzazione.

Mi è sembrato utile aggiungere a quella strategia che lavora sulla ruralità, non solo sulla produzione, ma sulla multifunzionalità dell'agricoltura e sulle agricoltura della Basilicata, mi è sembrato utile suggerire al Consiglio un altro spunto di lavoro che è stato in qualche modo variamente commentato negli anni precedenti e che non ha prodotto mai in maniera definitiva quel valore aggiunto nel settore dell'agricoltura e cioè la relazione vera dei settori agricoli produttivi con i soggetti industriali che stanno arrivano sul nostro territorio. Si apre qui a qualche mese Orogel che è un marchio importante nel surgelato nel nostro paese sulle colture orticole. Nelle storie passate i rapporti tra agricoltori e soggetto industriale sono stati sempre rapporti molto complicati. Abbiamo la storia del pomodoro, non la voglio fare molto lunga, sono questioni che conosco molto bene ed è stata sempre una dinamica difficile, la interprofessionalità che noi proponiamo nei pochi spunti che riguardano il settore dell'agricoltura e la possibilità di creare veramente valore aggiunto alle produzioni agricole se queste produzioni agricole si riescono a innestare in maniera più positiva con i soggetti industriali che significa Orogel, la Faner che apre a Policoro e che significano molte altri grandi sigle e molti altri grandi marchi che hanno possibilità di aver conferimenti dai nostri agricoltori che sono in qualche modo da valutare e da studiare.

Come ci propone molto opportunamente, io sono veramente contento di quello che ho ascoltato di alcuni consiglieri e il consigliere Falotico ci fa addirittura una proposta puntuale su molte questioni e ovviamente avere addirittura un documento a disposizione per me è una grande novità nella dinamica istituzionale, al di là della maggioranza o minoranza, è una grande novità che io vorrei apprezzare non solo nella mia replica ma nel lavoro che noi dovremmo fare nei prossimi mesi come i consigli e i suggerimenti che vengono anche sul settore dei trasporti. Devo dire che mi consentirà il consigliere Mollica, con qualche piccolissima imprecisione che non voglio in questo momento emendare rispetto alla ricostruzione che ha fatto nei rapporto con i concessionari.

La stessa citazione che ha fatto il consigliere Rosa sul tema di Trenitalia. Io ho valutato positivamente un primo strumento che era una grande novità nel rapporto, l'ipotesi del contratto di servizi che abbiamo fatto con Trenitalia che per la prima volta prevedeva sanzioni sui ritardi e sulla pulizia dei treni. Ovviamente la dinamica dei rapporti con questi concessionari, anche questa volta è una dinamica complicata che non ha prodotto sempre tutti gli effetti, ma sicuramente il consigliere Mollica sa bene che quella novità c'era in quell'ipotesi di accordo di servizio.

La stessa cosa dicasi per l'industria. Ho parlato del finanziamento alle reti di impresa, perché mi consentite, ci sono variegati strumenti che sono già in corso di operatività, che noi dobbiamo sicuramente valutare e verificare.

I bandi di cui ho fatto cenno hanno determinato effetti positivi, quella della Matera-Val Basento e quello della Val D'Agri, abbiamo sperimentato per la prima volta nella storia della Basilicata il cosiddetto plick-day che era la operatività di un finanziamento a sportello, ci sono state disfunzioni. Noi verremo in Consiglio con l'assessore Restaino per farvi capire che quelle disfunzioni non sono soltanto riassumibili in una inefficienza della pubblica Amministrazione. Purtroppo ci sono disfunzioni che sono determinate da una infrastrutturazione debole delle reti anche informatiche della nostra regione e che hanno condizionato anche il plick-day, però il fondo di garanzia che si sta per avviare, sviluppo Basilicata, Basilicata innovazione sono gli Asset che noi, i nuovi bandi, la legge sulla competitività, Basilicata innovazione, i fondi di garanzia, sono gli elementi che io considero ancora attuali perché non è che abbiamo cancellato con la fine di una legislatura l'avvio di un'altra legislatura, scelte che io considero ancora importanti.

Nella relazione ho aggiunto una nuova possibilità che viene in qualche modo valutata ed anche suggerita in un dibattito politico istituzionale con le organizzazioni professionali, quella di produrre iniziative di sistema, di favorire l'associazione e le reti, di costruire una possibilità di finanziamento, non solo punto punto con le aziende, ma anche sulla base di progetti più generali.

Le ultime due questioni sulla governance, io devo fare una pubblica ammissione e spero sia importante per il lavoro dei prossimi giorni.

Io penso che noi abbiamo fatto molto bene a ridurre le ASL da cinque a due, abbiamo fatto molto bene a riformare gli ATO, abbiamo fatto molto bene con i limiti di una normativa ancora considerata per lo più transitoria che è quella sui consorzi industriali, abbiamo fatto sostanzialmente bene a cancellare una vecchia organizzazione per Comunità Montane nel nostro territorio, ci siamo arrivati prima di tutte le altre regioni italiane. Certo gli accadimenti successivi a questa nostra scelta erano del tutto imprevedibili, nessuno poteva immaginare nel nostro paese che dal 1 gennaio del 2010 lo Stato rinunciava totalmente a finanziarie non le Comunità Montane, ma i dipendenti delle Comunità Montane, cioè persone che hanno una lunga storia di rapporti contrattualmente stabiliti con il sistema pubblico con il nostro Paese. Dal primo gennaio 2010, consigliere Pagliuca, i 280 dipendenti delle Comunità Montane sono nelle mani materne della Regione Basilicata. Questa operazione costa 8 milioni e passa di euro. Ad oggi sono zero lire di trasferimento.

Vorrei utilizzare questo argomento per dire che è vero che sono due anni, ma forse, anzi senza forse, oggettivamente noi abbiamo la necessità di fare una riflessione, velocissima, che durerà una settimana. Io voglio approfondire, stiamo perimetrando la manovra quanto costa, e insomma anche questo tema delle riforme, alla luce di quello che sta succedendo nella finanza pubblica nel nostro paese probabilmente ha bisogno, non dico di una ricalibratura, ma di una verifica almeno ulteriore, che noi dovremo saper sviluppare, io lo annuncio, entro il mese di giugno.

Non c'è dubbio che ad oggi - c'è stato l'ultimo tavolo tecnico, al quale partecipo dei tecnici della Regione, una settimana fa - nonostante l'intraprendente iniziativa delle Regioni che hanno fatto molto documenti, ancora una volta bipartisan sui fondi per le Comunità Montane ad oggi i trasferimenti sono stati ridotti a zero. Io considero questo tema della governance, soprattutto a scala locale come un elemento di approfondimento, che io spero potremo fare con la relazione e con il rapporto che indicava il consigliere Pagliuca. Conosco e mi sono rimasti nitidamente in mente gli echi della discussione del dibattito sulle Comunità Montane e quali erano i punti di differenza, l'articolazione e la rappresentanza anche in seno alle assemblee delle Comunità locali e c'era una dinamica che era stata discussa anche con accenti diversi che ovviamente io sono molto disponibile ad approfondire con una valutazione che mi consentirete, dovremo fare soprattutto su un contesto più generico che anche di sostenibilità finanziaria.

Io sono andato, come forse è obbligatorio, essendoci state dieci ore di dibattito in maniera molto disarticolata. Ho voluto raccogliere alcuni spunti, il resoconto del Consiglio lo considererò come strumento di valutazione più approfondita. Ho voluto raccogliere alcuni spunti, io vorrei confermare questa realtà e quella che su alcune grandi questioni dobbiamo necessariamente lavorare insieme e ha ragione il consigliere Santochirico quando chiede una ripresa di iniziative a favore del Mezzogiorno.

Ci dovremmo trovare tutti insieme e io vedo che c'è un allertamento molto interessante che noi stiamo provando a seguire ed anche a collegarci a questo allertamento, che viene dal Sindacato, ci sono grandi iniziative del Sindacato a livello meridionale, ci sono grandi iniziative delle associazioni professionali, da ANCI a Confindustria, di mobilitazione rispetto a questi temi del federalismo e della questione del Mezzogiorno. Sono molto consapevole che la marginalità oggettiva che il sud sta vivendo in un paese che interpreta molto più di quanto noi pensiamo una strisciante secessione. Penso che se vi capiterà di assistere a dibattiti e a discussioni a Treviso o in altre parte dell'Italia, vi renderete conto purtroppo di quanto è avanti questo tipo di sentimento nel nostro Paese.

Il teorema del Mezzogiorno come diceva il consigliere Santochirico è imperante, il sud ha avuto i soldi, non li sa spendere ed io credo che sia molto utile preservare anche l'immagine un po' più virtuosa di questa Regione che serve come punto di attacco in una discussione che mediamente viene cancellata con pregiudizi e approssimazioni.

Noi ci proveremo con molta forza se il Consiglio vorrà sostenere alcune di queste battaglie e ovviamente la nostra forza aumenterà. Grazie.

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