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Intervento di Mazzeo Cicchetti Enrico del 08/06/2010

Grazie, Presidente. Cercherò di far guadagnare qualche minuto, visto l'ora tarda. E' stato un Consiglio molto interessante, molto lungo ma molto importante.

Io ho avuto il piacere di ascoltare tutte le relazioni. Mi sono allontano soltanto per questioni non delegabili a titolo personale, com'è avvenuto per tutti, e devo dire che ho apprezzato veramente tanto tutte le relazioni, ma certamente, mi consentirete, in prevalenza quelle della mia parte politica, del centrosinistra, perché è inutile dire che l'appartenenza allo schieramento è prima di tutto un'appartenenza culturale prima che politica.

Ho apprezzato molte dichiarazioni, molte analisi intelligenti e puntuali dei colleghi dell'opposizione e ho apprezzato anche quelli che si sono classificati e presentati con un'opposizione diversa. Ho apprezzato in modo particolare l'amico Mollica che ho visto con dispiacere nei banchi dell'opposizione e ha indossato a pieno l'abito dell'oppositore, anche se io sono convinto che Mollica per la sua cultura di uomo di governo, come diceva qualcun altro molto più importante di me, prima che il gallo canti riabbracceremo nella coalizione di centrosinistra. E' un auspicio. Non ho certamente le capacità di chi disse "Prima che il gallo canti", perché quello lo vedeva veramente, io lo auguro.

Io, Presidente, ho molto apprezzato la sua relazione, prima di tutto per l'inquadramento della crisi della nostra terra nell'ambito di una crisi mondiale, nell'ambito di una crisi nazionale. Non si può prescindere da cose già dette per altro da autorevoli colleghi che il Governo nazionale non sta portando avanti una politica per il sud, su questo ormai non ci sono dubbi perché lo ammette anche una parte importante della coalizione di centrodestra che governa l'Italia, per cui non stiamo a dire cose inventate o strumentali ma, come diceva Santochirico, lo storno dei fondi, la stessa legge finanziaria pongono dei problemi.

Lo stesso atteggiamento per quanto riguarda la soppressione delle Province che io mi auguro sia qualcosa che vada rivista nell'ambito di una revisione dell'architettura dello Stato italiano e non che sia un evento estemporaneo legato ad una finanziaria. Tant'è vero che io propongo un atto di solidarietà per la Provincia di Matera che non merita di essere soppressa solo perché non confina con l'estero come quella di Sondrio. E' già questo un atteggiamento che denota un atteggiamento culturale particolare.

Io, Presidente, mi sono reso conto con la sua relazione, essendoci la necessità di trattare temi importanti e tanto delicati, non poteva che fare una relazione sui principi e sui titoli.

Io ho condiviso molto, al contrario di chi diceva che non c'era un'anima, proprio l'anima della relazione. Ho apprezzato lo sforzo di chi, anche grazie alla esperienza maturata negli anni precedenti, ha una conoscenza profonda dei problemi, ma che soprattutto ha l'entusiasmo per farsene carico. Questo mi è piaciuto e mi è piaciuta anche la passione con cui ha dichiarato e declamato tutto questo.

Certamente una relazione a titoli e una relazione che è aperta al contributo del Consiglio e quindi io questo lo colgo come un atto positivo nei riguardi del Consiglio, perché oggi, ripeto, da tutti noi sono venuti stimoli, sono venute indicazioni, che sono sicuro che lei, per la sua grande capacità politica e di sintesi, avrà annotato o sulla carta o sulla mente.

Io ho apprezzato in modo particolare nella sua relazione la parte dedicata, non ne ho contate le righe, al lavoro e l'ho intesa e la voglio leggere anche come una risposta a quel mio appello che feci, forse in un momento improprio legato alla mia inesperienza, quando posi il problema del lavoro come il tema di questa legislatura. E vedo che ha dedicato molto, ha fatto proposte, non soltanto slogan e indicazioni, e la leggo come una risposta importante a tutto questo.

Però l'occupazione, soprattutto per quanto riguarda i giovani, passa attraverso politiche di sviluppo, e intendo per sviluppo tutta la parte che contribuisce a creare economia in una regione, ma passa anche attraverso una trasparenza nei riguardi dei giovani, perché come ho avuto occasione di dire in altri momenti noi forse non riusciremo a dare risposte lavorative a tutti i giovani, ma almeno dobbiamo salvaguardare la loro dignità quando partecipano ad una selezione.

Quindi, ho apprezzato i temi dell'agricoltura, il tavolo agro alimentare, la tutela dei proprietari, la politica creditizia. Anche io ho notato, Presidente, ma lo feci notare alla fine della relazione, l'assenza del tema sanità, probabilmente è un tema complesso che merita una trattazione a parte. Io voglio soltanto dire una cosa: noi dobbiamo affrontare necessariamente, anzi dobbiamo completare necessariamente un passaggio che altre regioni, e mi riferisco all'Emilia Romagna e l'amico e stimato Vasco Errani, hanno già concluso che è quello del riequilibrio fra ospedale e territorio. Questo attualmente è uno slogan, ma per dare contenuto a questo slogan noi abbiamo bisogno di progetti e abbiamo bisogno di risorse, che sono quelle che sono, e dobbiamo necessariamente operare una politica di risparmio.

Anche perché voglio ricordare che il piano sanitario non è solo un piano sanitario, è un piano sociale. Noi non possiamo non dare risposte anche finanziarie al problema degli anziani che sono in aumento, al disagio mentale, a tutto un mondo di handicap e di sofferenza che c'è nella società, proprio in un momento in cui la finanziaria taglia addirittura le pensioni agli invalidi elevando il livello per concedere la pensione agli invalidi al 75-80%, è previsto nella finanziaria, mi auguro che non sia passato o che non passi.

Certamente una cosa va detta sulla sanità. Noi abbiamo bilanci sicuramente migliori delle altre regioni del sud, l'abbiamo detto, abbiamo giustamente detto questo. Nell'ambito del sud siamo una regione che ha retto meglio, però bisogna pure dire che se leggiamo, come io ho letto per cortese concessione dell'Assessore che mi ha fornito i dati in questi giorni, il bilancio di previsione per il 2010 per quanto riguarda la sanità è un bilancio che prevede un deficit di circa 38 milioni di euro, quando il patto di stabilità prescrive di non superare i 50. Siamo in una situazione certamente migliore delle altre, ma noi non possiamo nell'ambito di un ospedale dire: "Io sto in un reparto migliore", noi dobbiamo non entrarci nell'ospedale, allora staremo meglio.

Quindi, questo è un campanello d'allarme, che ci fa capire che dobbiamo razionalizzare perché se non razionalizziamo noi questi 38 milioni di euro li dobbiamo prendere da altre risorse regionali che potrebbero ben servire a tutti quei progetti per il lavoro e per tutto quello che lei ha elencato nella sua relazione. Se noi non facciamo questi tagli noi avremo un pareggio ma lo avremo perché andiamo a ripianare con i fondi del bilancio regionale in senso lato.

In questa giornata è stato trattato quasi tutto, in modo particolare il Gruppo che ho l'onore di presiedere si è diviso i compiti, abbiamo affidato al consigliere Benedetto i temi del lavoro e dell'impresa, ad Autilio i temi istituzionali e della formazione, io invece voglio parlare di un tema che è stato anche trattato, ma lo voglio trattare in modo diverso. Mi dovete consentire, ecco perché penso che sia solo da aggiungere qualcosa, ma non c'è da sostituire niente, il tema del petrolio e vederlo in una situazione diversa.

Vedete, noi stiamo commettendo una leggerezza, stiamo parlando del petrolio solo in termini di ricaduta economica. Dobbiamo giustamente andare a rinegoziare il patto con le multinazionali, certamente c'è una responsabilità di governo che mantiene basse le royalties, non è nostra competenza, è un procedimento statale. In questo senso faccio appello alla disponibilità del collega Pici, questa è una battaglia a livello nazionale che i parlamentari lucani dovrebbero portare avanti, di aumentare le royalties, perché qualcuno ha detto che altrimenti siamo terzo mondo, io volevo dire, altrimenti facciamo come il terzo mondo, perché il terzo mondo prende molto di più di noi, la Russia prende il 70%, la Libia prende il 90, il Camerun prende il 50%. Allora non stiamo facendo un discorso di questo tipo. E' chiaro che va rinegoziata tutta la parte di nostra competenza, però io voglio lanciare un campanello d'allarme che voglio che resti agli atti di questo Consiglio; il problema del petrolio non è soltanto la spartizione delle roialtyes, le royalties sicuramente non dovranno essere date a pioggia, ma dovranno essere investite in progetti di sviluppo e abbiamo chiuso questo capitolo. Però c'è tutto il problema del nostro ambiente, perché vedete, ci sono studi autorevoli, americani e texani in particolare, che ci dicono che la estrazione petrolifera è un motivo di incompatibilità con i centri abitati, con il turismo e con l'agricoltura. Questa è un grande preoccupazione, perché noi ci chiudiamo a pensare soltanto al ritorno economico del petrolio e invece dobbiamo iniziare a porre il problema rispetto a tutto quello che avviene attorno a quei pozzi, per tutta l'emissione che c'è di idrogeno solforato. E quando qualcuno dice che idrogeno solforato non ce n'è, io vorrei ricordare a quei tanti amici in questa sala che hanno studiato la chimica, che l'idrogeno solforato è quello che puzza di uova marce. Se voi andate nella zona di Viggiano lo sentite, quindi idrogeno solforato ce n'è.

C'è anche il problema della contaminazione delle acque, non so se sapete che l'Eni ha rilevato idrocarburi nelle fonti acquifere della Val d'Agri. Io a questo proposito faccio mio l'appello di Romaniello per quanto riguarda il valore pubblico dell'acqua e da questo non dobbiamo deflettere, Presidente, perché se accettiamo che vengano società a speculare sulla nostra acqua non ne avremo, ma se non stiamo attenti correremo il rischio che l'acqua non sia più un bene, perché già in alcune sorgenti della Val d'Agri (dati ENI) ci sono idrocarburi. E ci sono nell'agricoltura, il danno all'agricoltura è immane.

Voi sapete bene, meglio di me, che c'è necessità di stoccare il petrolio della Val d'agri a Viggiano, non lo si può immettere nelle tubature così come viene estratto, perché c'è un'alta percentuale di zolfo che corroderebbe i tubi e quindi il centro olii deve essere sicuramente vicino all'estrazione. Ma non c'è compatibilità con l'agricoltura. Qualcuno in questi giorni parlava del Vulture: ma vi rendete conto che significa pensare di estrarre petrolio nel Vulture, dove abbiamo le acque e i migliori vini? Significa chiudere definitivamente a tutto lo sviluppo quell'area.

Io voglio richiamare l'attenzione su questo. Il turismo: quale turismo se noi non poniamo un controllo stresso alle missioni. Quale agriturismo in Val d'Agri quando l'aria è contaminata in quel modo?

Io ve lo dico sotto tanti punti di vista, ve lo dico anche da medico. Vi faccio un altro esempio. Registro tumori: qualcuno ne ha parlato stamattina. Noi non abbiamo il punto zero. Noi non abbiamo il punto zero per sapere quanto era il tasso prima delle istruzioni, perché dai dati che stiamo cercando di mettere insieme in questa iniziale impalcatura di registro tumori, noi potremo risalire esclusivamente ai dati del 2006, scientificamente validi saranno quelli del 2006. Il punto zero è il 2006 esattamente sette anni dopo l'inizio dell'estrazioni.

Io questo lo dico come lucano, lo dico come medico, lo dico come padre, perché noi abbiamo un dovere, di non interessarrci soltanto dalla questione economica del petrolio, ma pensare a tutto questo, senza contare gli incidenti di cui parlava anche Santochirico.

Voglio chiudere con una breve nota politica, ho quattro minuti.

Le difficoltà che abbiamo, sono state elencate da tutti.

Questo richiede a noi un atto di responsabilità e di coesione imponente, però dobbiamo passare dalla politica degli slogan alla politica delle decisioni in rinviabili, perché io ho letto bozze di coperture di piani negli anni passati che si possono benissimo prendere da internet, anche se sono stati pagati bei soldi, perché quando parliamo di piani industriali, agricolo, sanitario e parliamo dei grandi principi, siamo tutti d'accordo, il piano è scendere nella realtà.

Presidente, lei ha rivendicato in tutte le sue scelte fino ad adesso un sano decisionismo.

Troviamo il modo per chiudere una collaborazione per aprire, più che chiudere, una collaborazione stabile con il Consiglio che porti ad un valore politico irrinunciabile, la stabilità. Perché la stabilità di un Governo è la prima risorsa per dare risposta.

La stabilità e la partecipazione democratica, ecco perché penso che lo statuto sia una cosa da mettere in cantiere non alla fine della legislatura, ma all'inizio della legislatura, perché è uno strumento di ammodernamento delle istituzioni regionali che non può che portare benefici a tutti. Io comunque ribadisco la nostra condivisione politica e programmatica della sua relazione e saremo al suo fianco, nel realizzare quanto di meglio è possibile per la Basilicata.

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