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Intervento di Mollica Francesco del 08/06/2010

Grazie, Presidente. Signor Presidente del Consiglio, signor Governatore, colleghi consiglieri, non è certo facile oggi per me prendere la parola, perché pur essendomi avviato in questa legislatura al terzo mandato, rappresentando il movimento per l'autonomia, è la prima legislatura in cui svolgo un ruolo di opposizione a ciò demandato dal voto popolare alle ultime elezioni.

Avendo solo venti minuti a disposizione non avrò il tempo di dire come il movimento che rappresento vorrebbe che la relazione del Presidente De Filippo debba tracciare realmente il futuro della Basilicata.

Il momento economico che stiamo attraversando è bene evidenziato nella premessa di De Filippo, anche se intesa tutta a senso unico, scaricandone la colpa su altri livelli e la sua preoccupazione nel dover fare in questa sua seconda legislatura da Presidente, perché non sarebbe certamente perdonato un fallimento a chi, nonostante un sostanziale vuoto nella prima legislatura, ha avuto ugualmente da parte di questa regione il 60% dei consensi. Quindi De Filippo deve conseguire qualche risultato, cercando di portare tutti i dati negativi, quelli dello Svimez, Union Camere, Istat e non da ultimo anche il rapporto citato da molti e relazionato qualche giorno fa dal direttore di Banca Italia, a un miglioramento, se non complessivo, almeno parziale.

La nostra regione ci viene sempre detto che ha i dati migliori di tutte le regioni del sud e quindi è come dire che se noi stiamo male, gli altri stanno peggio.

Non è certo un valore, non è certo un vanto doversi rapportare alle altre regioni del sud quando per le risorse presenti che pure vengono riconosciute importanti, il numero di abitanti diminuisce perché nessuno ha più il coraggio di mettere al mondo bambini in questa regione per paura del futuro ed anche perché chi poteva mettere su famiglia è scappato via e non intende ritornare perché ritiene che questa regione gli abbia negato il futuro.

Sì, Presidente, questo si legge nei giovani, lo sconforto e la paura che il futuro gli sia stato negato. Ce lo fanno capire quei tanti precari che a fasi cicliche vengono sotto questi palazzi a chiedere di poter vivere e lavorare su questo territorio. Non a caso in tanti si costituiscono in associazioni per meglio rappresentare questo loro diritto e chiedere occasioni vere di lavoro. Occasioni vere di lavoro, anziché palliativi e precarietà che pur si leggono in programmi messi in atto per puro clientelismo alcune volte e ancora più grave pur di spendere i soldi del fondo sociale europeo senza progettualità e creando nuova precarietà. E' il caso citato più volte stamattina dei tirocini formativi.

Proprio questi giovani ci chiedono di utilizzare queste risorse per poter tornare a sperare in quel futuro che momentaneamente gli viene negato.

Mi ha fatto riflettere tanto di questi giovani la loro determinazione, il loro coraggio di esporsi in maniera anche a volte plateale pur di rivendicare i diritti.

Proprio in una delle ultime manifestazioni, quella organizzata qualche giorno fa dal movimento generazionale lucano, parlando con alcuni di loro leggevo nei loro occhi la rabbia, ma contestualmente la determinazione a partecipare e a non a lasciare ad altri che il proprio futuro possa essere sciupato per mancanza di progettualità o peggio per sottomettere le loro personalità a forme clientelari che bisogna d'ora in avanti abiurare e abbandonare definitivamente in questa regione.

Partecipare. E' questo il senso in cui leggo l'invito del Governatore. L'invito che ha inteso lanciare nella parte finale del suo ragionamento sulla relazione programmatica.

Invito che se colto nell'interesse di questa comunità, però, non deve essere inteso come inciucio, o come dover abbandonare il ruolo che la comunità ci ha dato per farsi rappresentare, il ruolo determinante del cambiamento. Logicamente non sulle parole, Presidente, ma sui fatti bisognerà valutare realmente le intenzioni, perché recita un vecchio adagio "di buoni intenzioni è lastricata la strada dell'inferno."

Verificheremo se anche è intenzione di tutti quei rappresentanti che a vario titolo nelle varie articolazioni della Regione vorranno perseguire analoga apertura. De Filippo e il suo Governo non devono però intendere questa apertura come supplenza. L'invito fatto ai gruppi di opposizione fino a quando la litigiosità palese, la diversità della maggioranza sarà quella che abbiamo visto in questi primi giorni di questa legislatura non credo che ci potrà essere proposizione se non nella massima chiarezza delle posizioni politiche di ognuno.

Oggi sarebbe bastato leggere alcune dichiarazioni del primo Consiglio, dichiarazioni di fuoco rilasciate dai socialisti, dai popolari uniti, da sinistra, ecologia e libertà, da Italia dei valori, anche sulla stampa, non ultimo un paio di giorni fa, per poter già dichiarare il fallimento di un progetto legato solo a forme di potere e alle poltrone.

Non si è discusso su quei documenti di programmi, ma di presenza del Governo regionale, di presidenze, anche quelle dei condomini e si nota una guerra di posizionamento che non lascia intravedere niente di buono per i lucani e per i loro problemi.

Non sono ancora sopite le rivendicazioni e le aspirazioni di alcuni colleghi di maggioranza. In quest'Aula siedono quattro ex assessori ultimi, ci sono tanti assessori in pectore che hanno ancora l'amaro in bocca nell'aver subito la prima Giunta De Filippo e anche nel vedere qui oggi la seconda Giunta De Filippo seduta in Consiglio Regionale.

Dovendo smentire questi colleghi, quanto affermato in campagna elettorale, basti pensare che solo per la sanità ve ne erano in giro in campagna elettorale ben quattro e tu, Presidente, che hai fatto? Hai tirato fuori dal cilindro il quinto, lasciando a bocca asciutta anche questi colleghi.

Questo la dice lunga anche rispetto a dei rapporti che logicamente ci saranno, tant'è che alcuni interventi di alcuni Consiglieri che oggi abbiamo ascoltato in Aula non erano interventi da Consigliere o da Capogruppo, ma addirittura da Assessori. Io mi sarei aspettato questi interventi da parte di chi era seduto dall'altra parte di quei banchi.

Ed è questo il campo su cui si deve far chiarezza per primo, proprio per evitare, caro Presidente, quell'antipolitica che tu hai affermato con un pensiero da filosofo, quale tu ti ritieni, nella tua relazione programmatica.

Cari Assessori, logicamente i tempi sono duri, soprattutto se si è esterni, si è visti come abusivi, l'unica vera novità, Presidente, che hai tirato fuori in questa Giunta è quella delle donne, tu citi e ti vanti di averne il 50%, per la verità ne erano due, più una che ti è stata imposta e che pure è stata riferita stamattina in qualche intervento.

Si parla tanto di riforme, qualcuno ha citato qualche minuto fa che la Regione ieri ha compiuto 40 anni, credo sia diventata adulta, una Regione che dovrebbe fare un salto di qualità, una Regione, l'unica veramente in Italia che non ha ancora modificato lo Statuto, con regole tutte quante da dover rispettare. Intanto, Presidente, noi viviamo in una regione commissariata, una regione che deve tornare alla normalità per poter operare nel senso della costruttività di ciò che si vuole mettere in campo. E siamo in un periodo in cui le riforme devono incanalarsi nel sistema e nell'attuazione del federalismo e proprio in ragione del federalismo, rispetto alla ottimizzazione delle risorse, vediamo che vi è una gara in questo momento a tagliare i costi, partendo da quelli della politica. Stamattina abbiamo sentito quelli che predicano bene e razzolano male di cui diceva il collega Falotico, dove addirittura qualche collega ha quantizzato qual è l'importo del costo della politica riferita ad un solo dato: noi abbiamo un costo superiore della politica del 13,3% solo perché abbiamo degli Assessori esterni, mentre qualche altro suo collega di partito sui giornali si ammazza a dire che bisogna ridurre i costi della politica, sarebbe facile dire a questo partito che dovete togliere l'Assessore esterno, abbatterete immediatamente tutto quello che il Presidente ha voluto fare all'inizio del suo insediamento con il taglio dei giornali, il fatto che si viene in macchina, cosa per la verità, Presidente, che ho visto, tant'è che ti ho salutato ieri mattina mentre arrivavi con la tua macchina, ma che non era una cosa nuova, già altre persone prima di te operavano in questo senso. Voglio ricordare l'assessore Collazzo, chi vi sta parlando e il Presidente Folino quando faceva l'Assessore, già venivamo e andavamo in ufficio con la nostra macchina, quindi niente di nuovo sotto il cielo e non credo che i costi della politica si abbattano in questa maniera, fermo restando che se risparmio deve essere fatto deve essere fatto sugli sprechi reali affinché quei fondi possano essere utilizzati realmente per le cose che servono a questa regione e alla sua comunità.

Parlando di lavoro e su come viene interpretato, ho sentito oggi una diversità di proposte che bisogna logicamente amalgamare, come quella di puntare sulle piccole e medie imprese, vera ossatura sentivo della nostra regione, e aggiungerei quelle piccole e medie imprese fatte di un tessuto imprenditoriale locale e che quindi non hanno una carta d''identità di fuori regione. Quindi puntando su quelle piccole e medie imprese aiuteremmo di fatto i lucani che sono e che vogliono rimanere in questa regione.

La risoluzione dei tanti problemi del precariato: qualcuno si è anche cimentato stamattina a difendere una categoria che era qui a dimostrare il proprio dissenso rispetto ad essere precari come gli operatori socio-sanitari del metapontino. Non sono certamente gli unici, qualcuno ci ha ricordato che il tema va affrontato in maniera complessiva mettendo dei paletti e cercando di inquadrare nel sistema degli atti che dovremo tirare fuori una risoluzione a chi realmente questo dramma lo vive sulla propria pelle.

Immaginerei sostanzialmente di dover operare nell'ambito delle pieghe di progetti e norme legislative nazionali, come ad esempio il decreto legislativo 163, andando a trovare tutte quelle modalità che possano permettere a chi risiede in questa regione di poter avere non privilegi, ma una priorità rispetto al fatto di vivere e lavorare in questa regione, perché paga le tasse in questa regione. Uno dei problemi del federalismo nell'andare a stabilire i costi standard è dover pensare che se pur non crolla quel rapporto della banca d'Italia per effetto della presenza della Fiat in questa regione, nel settore delle automobili, le tasse che la Fiat paga le paga in Piemonte dove ha sede legale ed è questo uno dei problemi che non solo deve essere attenzionato da questo Consiglio Regionale, ma addirittura portato sui tavoli della Conferenza Stato-Regioni, attraverso la volontà complessiva del Consiglio Regionale e quindi del Presidente della Giunta Regionale.

L'unico settore, Presidente, io lo continuo a dire in più occasioni, il piano energetico: siamo in ritardo, abbiamo varato un piano energetico regionale ambientale, ancora questo piano soffre di qualche ritardo. Leggiamo cose non belle sulla stampa, dove addirittura qualche parlamentare, se non sbaglio eletto in questa regione, ma non di questa regione, votato credo nella lista del partito democratico che richiama l'attenzione degli organi giudiziari sul piano energetico e sull'eolico in questa regione.

Presidente, credo che la cosa migliore in questo campo sia quella di dire: regole certe ne abbiamo approvate, c'è un piano approvato in Regione, che si recuperi anche il tempo che abbiamo perso per varare quel piano di indirizzo energetico ambientale. Solo questo sgombrerebbe dal campo qualsiasi nube o cattivo pensiero che pure c'è, tant'è che addirittura sul giornale anche la stampa non lesina critiche, sulla Gazzetta di domenica addirittura qualcuno palesa che se mentre la SEL, quindi il sistema pubblico, continua ad andare avanti, problemi vi sono nell'ambito del privato perché viene di fatto bloccato.

Leggo sul suo programma anche cose che si ripetono, cinque anni fa, nel 2005, immaginammo, tant'è che fu affidato a me il compito di portare avanti il biglietto unico in questa regione, una grande innovazione, un servizio da dare alla comunità di Basilicata e mi dispiace che l'Assessore ai Trasporti sia dovuto andare a Roma, ma logicamente quello che dirò, lo dico al presidente della Giunta che potrà certamente riferirgli, almeno per fargli capire che questo progetto era un progetto già realizzato e già fatto solo che questo progetto non viene portato in campo, perché si perdono tre milioni e mezzo di euro, perché le ditte e le imprese non hanno voluto sottostare a quanto la regione diceva ed adesso dovremmo spendere in tempi di magra altri tre milioni e mezzo, però questa volta, di fondi regionali, quando quello era un finanziamento nazionale.

Credo che ci sia da dover fare anche ammenda. Così come la qualità dei servizi dei trasporti, dopo aver fatto anche il nuovo contratto di servizio che è costato 8-9 milioni di euro in più, su questa Regione spariscono quello che era già previsto inizialmente, i cosiddetti "minuetto" che viaggiavano in coppia verso Napoli, più un altro minuetto che doveva arrivare sulla tratta Potenza-Foggia.

Ricompare che cosa?

Intanto le gloriose macchine 663 che dovranno essere sostituite, ci dicono, dalle 668, nuove macchine ristilizzate addirittura, dove vedremo scenari della Basilicata che i lucani logicamente vorrebbero vedere dal vivo ma viaggiare logicamente un pochettino più comodi su queste macchine.

Vorrei ricordarle, Presidente, lo affido a lei, io non so se a Rotondella si dovesse… dovete riferire all'Assessore che "i ciucci vecchi a casa dei fessi muoiono" per cui non bisogna accettare questo tipo di macchine, ma bisogna pretendere quello che già era stato stabilito e non che venga qui le strutture o i groppi potentati come "Treno Italia" quindi mi riferisco alla SOGIN a dover, non solo prevedere, anziché diminuire i chilometri che erano previsti originariamente in 800 mila, nel nuovo contratto di servizio portiamo i chilometri su gomma della SOGIN ad un milione e cento, quando poi dovevano diminuire, aumentiamo di 300 mila. Con un dato maggiore. Paghiamo alle nostre ditte, per effetto di una gara, un euro e 32 a chilometro, alla SOGIN paghiamo 2 euro e 40 a chilometro, non riusciamo a capire questa differenza di un euro in più, quindi un milione e 100 mila euro che la regione tira fuori di più e che potrebbe risparmiare ed impiegare in altri servizi.

Presidente non voglio toccare, avrei voluto toccare anche il resto, volutamente avrei voluto e non ho potuto toccare i cinque settori dell'azione di governo in maniera compiuta, ma solo per flash.

Non mancherò di rappresentare, cosa che mi viene anche meglio, nei vari Consigli e nelle Commissioni su tutti gli atti, le leggi, i provvedimenti ed i piani che saranno in discussione con delle proposte.

Ci saranno queste proposte se queste arriveranno in maniera chiara ed aperta. Aperta soprattutto ai suggerimento ed ad eventuali proposte migliorative e sempre a favore della comunità e non solo di alcune lobby che pure faranno le loro pressioni.

Allora, il movimento per le autonomie che io rappresento darà il proprio contributo propositivo per dare a questa Regione e soprattutto ai giovani di questa Regione quella speranza di futuro finora negato.

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