(L. R. 22-’87) - La Regione riconosce l’Associazione tra gli ex consiglieri per garantire continuità con chi ha operato nelle Istituzioni.

Piano Sud, le considerazioni di Filippo Margiotta

Per il vice presidente dell’Associazione ex parlamentari e consiglieri regionali “la nostra comunità regionale merita maggiore attenzione e necessita di politiche di rafforzamento della sfera culturale e sociale”

18/05/2012 17:28

ACR “L’attuazione del Piano di Azione e Coesione presentato dal presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, e dal Ministro per la Coesione Sociale, Fabrizio Barca, continua a far discutere negli ambienti sociali, politici, economici della Regione Basilicata”. E’ quanto afferma il vice presidente dell’Associazione ex parlamentari e consiglieri regionali, Filippo Margiotta il quale nel sottolineare che “il Governo ha preso in considerazione la nostra comunità regionale stanziando cinquanta milioni di euro, una cifra inferiore rispetto alle entità territoriali limitrofe, vale a dire Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna”, ha chiesto lumi alle autorità competenti circa “la redistribuzione delle risorse economiche che vede ancora una volta la Basilicata ai margini della programmazione economica e finanziaria stabilita dall’Esecutivo Monti. Il medesimo programma – precisa - punta all’inclusione sociale, alla dispersione scolastica, al capitolo giovani, all’innovazione e competitività, alla riduzione dei tempi della giustizia e, dulcis in fundo, all’efficienza energetica”.

“Sono convinto - ha dichiarato l’esponente politico regionale - che tale distribuzione delle risorse non premia il nostro territorio, che, anzi, viene ancora una volta mortificato dall’assegnazione delle stesse, a mio parere estremamente sproporzionate rispetto ad esempio alle bellezze paesaggistiche, alla crescita dei cervelli e al desiderio forte e mai venuto meno di occupazione interna regionale. Mi preme sottolineare -prosegue ancora Margiotta - il divario derivante dai finanziamenti che non gratifica l’impegno costante e giornaliero dei cittadini lucani, sempre più emarginati dal contesto nazionale e del meridione”.

Per il vice presidente dell’Associazione ex parlamentari e consiglieri regionali “neppure l’attenzione verso la cultura, vera e propria fonte di ricchezza endogena ed esterna della Basilicata sarebbe stata valutata con attenzione e dedizione dal Governo nazionale. La nostra comunità regionale – aggiunge ancora - merita maggiore attenzione. I personaggi, la storia della società lucana, le attrattive turistiche e culturali costituiscono di fatto il punto di riferimento della Basilicata e vanno tenute nel debito conto, attraverso politiche di rafforzamento della sfera culturale e sociale, intesa come punto di partenza di nuove istanze e vocazioni relazionali e umane. Questa esclusione è forse dovuta al fatto che il Pil lucano è superiore rispetto a quello di Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia”. Forse è questa – si domanda Margotta - la motivazione dell’esclusione della Basilicata dai macro finanziamenti? Il prodotto pro capite non può essere calcolato sul nostro territorio tenendo presente l’indotto derivante dalla Fiat Sata di Melfi? Nella realtà imprenditoriale torinese di stanza in Basilicata, lavorano con profitto e dedizione migliaia di operai, che giornalmente contribuiscono con i propri sforzi alla crescita strutturale dello stabilimento torinese presente nel centro federiciano. E’ auspicabile - conclude Margotta - che tale situazione venga affrontata e risolta con criterio e logiche opportune”.