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Nuovo Cda Fal, Mollica: modalità e risultato discutibili

“Registrato il protagonismo solo del presidente della Regione Puglia e del ministro alle Infrastrutture, come se le istituzioni regionali di Basilicata non avessero titolarità per sedersi ai tavoli e partecipare alla scelta dei vertici delle Fal”

20/09/2018 14:36

ACR “Apprendo dalla stampa, cosa alquanto singolare per un consigliere regionale, dell’avvenuta nomina del nuovo consiglio di amministrazione delle Ferrovie Appulo Lucane (Fal) con modalità e risultato molto discutibili, in ogni caso formulo al presidente incaricato Rosario Almiento ed all’intero Cda i miei auguri di buon lavoro”.

E’ quanto dichiara il consigliere regionale Francesco Mollica, che parla di “una vicenda vissuta tutta attraverso la stampa, che ha registrato il protagonismo solo del presidente della Regione Puglia Emiliano e del ministro alle Infrastrutture Toninelli, come se le istituzioni regionali di Basilicata non avessero titolarità per sedersi ai tavoli e partecipare alla scelta dei vertici delle Fal. Eppure- afferma Mollica – la Basilicata risulterebbe, secondo una vecchia divisione del Ministero del Tesoro, proprietaria del 55 per cento delle infrastrutture utilizzate. Si registra, dunque, una marginalità del ruolo della Regione Basilicata, e allora viene spontaneo chiedersi: esclusione o auto-esclusione? Aveva titolo a sedersi al tavolo, la Basilicata, anche a fronte di una superficialità del ministro Toninelli che ha bypassato il rapporto di leale collaborazione con le Regioni, ed in virtù di una debole protesta che non è stata manifestata adeguatamente, se non dalla Puglia”.

“E’ noto a tutti - afferma ancora Mollica - che da ben 10 anni il vertice Fal è stato pugliese , circostanza che avrebbe dovuto far propendere per una pretesa di alternanza, questa volta, a favore della Basilicata che, al pari della Puglia ha destinato proprie ingenti risorse agli investimenti per l’ammodernamento degli obsoleti servizi Fal: impianti di sicurezza per il traffico ferroviario, emettitrici di biglietti, rinnovato armamento e nuovi treni e autobus. Tutte opere che denotano una proprietà regionale delle infrastrutture e che per logica richiederebbe una concertazione tra Governo e Regioni interessate e non, come avvenuto nomine calate dall’alto ‘non negoziabili’ per veto espresso dal Governo nazionale, favorendo la Puglia”.

“Poi, La nomina nel Cda , in quota lucana, di Angela Tantulli, rimane un mistero: la sua candidatura è stata proposta dal Governo regionale lucano o è frutto di logiche spartitorie, alla cui tentazione stanno cedendo anche i non più, a quanto pare, verginei pentastellati? Se così fosse – continua Mollica - la Regione Basilicata avrebbe acconsentito, ancora una volta, con ingiustificabile arrendevolezza, all’ennesima prevaricazione della Puglia a scapito di un proprio, legittimo e dovuto protagonismo gestionale e decisionale. E se tutto questo fosse l’ennesimo tassello di un progetto silente, in itinere a nostra insaputa, di accorpamento e smembramento del nostro territorio a quelli limitrofi, così come prevede il disegno di macroregioni, ultimamente ribadito dall’on. Pittella? Un dubbio che conduce a riflessioni sconcertanti, e se confermato si tradurrebbe in una delusione nei confronti di chi avrebbe dovuto tutelare , in quanto rappresentante di una comunità , gli interessi e l’integrità di una terra che sembra si voglia volutamente destinare ad una lenta e graduale agonia”.

A parere di Mollica “non ci dobbiamo, allora, meravigliare che la comunità lucana sia addirittura inferocita perché non intravede prospettive. Ed allora bisognerebbe, a maggior ragione in vista delle prossime consultazioni elettorali, ristabilire un rapporto di collaborazione e confronto con le altre componenti politiche della maggioranza, che pur avrebbero già potuto, se coinvolte, consigliare scelte diverse per individuare azioni e programmi, nonché persone capaci, che possano condurre ad un riscatto rispetto ad un passato amministrativo deludente e ritornare a rappresentare l’anima della nostra gente. Una volontà che se non espressa e perseguita costringerà a valutare ed aprirsi ad altre proposte che possono significare un’opportunità di rivalsa per la nostra comunità”.