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Nomina Aql, Benedetto: Pd continua occupazione di postazioni

“Per il Pd l’occupazione delle postazioni è diventata un’autentica ossessione”

12/05/2018 11:30

ACR “Capisco che l’attaccamento alle cose, quando gli uomini si avvicinano alla fine della propria esistenza, può rappresentare un fattore istintivo. Stessa cosa succede al Pd lucano per il quale mi sembra, però, sia diventata un’autentica ossessione”

E’ quanto dichiarato dal consigliere regionale, Nicola Benedetto, che specifica: “mi riferisco all’imminente nomina di Giandomenico Marchese ad amministratore di Acquedotto Lucano”.

“Come se l’elezione più recente del nuovo Presidente del Consiglio regionale non fosse bastata a soddisfare l’appetito di poltrone – sostiene Benedetto -  il Pd prosegue sulla strada dell’occupazione di ogni postazione di potere. E a nulla sarebbe valso il tentativo di opposizione e Comuni, ‘non annessi’ dal Pd, di ribaltare il ‘gioco dell’occupazione’ perché le regole sono saldamente nelle mani degli uomini del Pd, potendo contare sul 70 per cento della platea azionaria. Sia chiaro: non ho nulla contro il dott. Marchese, dirigente e funzionario della Regione da anni e di comprovata esperienza professionale. Piuttosto non capisco perché debba accettare una nomina che arriva a solo 6 mesi dalle nuove elezioni regionali che, sono certo, daranno una svolta politica e civile nella gestione della Regione e degli enti subregionali”.

“So bene – afferma Benedetto - che l’incarico di amministratore dura tre anni, ma con una nuova Assemblea consiliare ed una nuova maggioranza so altrettanto bene che molte cose cambieranno, specie per rendere moderno ed efficiente quella società che in questi giorni non sta certo brillando per capacità di intervento nella grave situazione di emergenza idrica dei Comuni del Metapontino.  Parliamo della società più importante della Basilicata per fatturato, appalti, dipendenti, utenze,  che, a detta degli utenti lucani, ricorda molto l’Acquedotto Pugliese, l’ente sul quale il detto popolare più diffuso è ‘ha dato più da mangiare che da bere’. Ed è il caso di ricordare – conclude Benedetto - che nel referendum del 2011 il 97 per cento dei lucani votò per l’acqua ‘bene pubblico’ e non certo per ‘bene del Pd’”.

dt