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Royalties petrolio, Benedetto: basta con lo spreco

Il consigliere regionale, Nicola Benedetto, auspica un uso più appropriato delle risorse derivanti dal petrolio

11/05/2018 12:49

ACR “La Regione dovrebbe incassare per le royalties del petrolio, al 2021, circa mezzo miliardo di euro, anche in previsione dell’entrata in funzione di Tempa Rossa (Total), a cui dovrebbero aggiungersi fondi straordinari come i 39 milioni di euro da Eni per ‘sanare’ quello che è stato un disastro ambientale di proporzioni incalcolabili anche sull’immagine della Basilicata e sulle sue produzioni di qualità. Non c’è cifra che possa compensare quanto ha provocato lo sversamento di petrolio a Viggiano”.

E’ quanto sottolineato dal consigliere regionale Nicola Benedetto.

“Ma soprattutto non è possibile – continua - come accade per le royalties annuali, continuare a sprecare queste cospicue risorse per sanare i bilanci di qualche ente come l’Arpab che non ha certo brillato di efficienza nel dare risultati di analisi in contrasto con quelli di altri enti e strutture o per finanziare progetti all’Unibas per corsi di laurea con pochi studenti come ad esempio Geologia, o venire incontro al dissesto finanziario di alcuni Comuni o tappare buchi di bilancio regionale, nonostante osservazioni e richiami venuti nel corso degli anni dalla Corte dei Conti”.

“Come per le risorse derivanti dalle royalties ‘ordinarie’ (7% più 3%) anche queste ‘straordinarie’ (39 milioni) – puntualizza Benedetto - devono essere gestite per creare innanzitutto sviluppo ed occupazione. Non si deve sottovalutare ancora che la nostra prima vera emergenza è la disoccupazione. Bisogna quindi far diventare la nostra regione attrattiva per le imprese, favorendo localizzazioni ed investimenti, investendo sulle infrastrutture, riducendo le spese per approvvigionamento energetico e  attraverso lo snellimento burocratico.  La verità è che durante l’intera legislatura non si è voluto definire criteri e modalità per l’impiego delle royalties diversi dal passato. Al di là di buoni propositi, ripetuti periodicamente, non è avvenuta nessuna discontinuità con la tradizionale gestione all’insegna della polverizzazione di queste risorse”.

“Non si è voluto accogliere – ricorda Benedetto - la mia proposta che risale al 2014: modificare la legge regionale 40/95 e quelle successive (LR 40/1999 e LR 18/97) per l’utilizzo dell’aliquota relativa all’estrazione petrolifera dai giacimenti in Val D’Agri che individuano, attraverso la tabella ‘A’, i Comuni beneficiari ricadenti nel comprensorio della Val d’Agri e successivamente ne hanno ampliato il numero con l’inserimento di pochi altri ‘fortunati’. La questione è di grande attualità e non può essere più considerata un tabù da non infrangere, magari solo per non scontentare alcuni sindaci. I risultati sono evidenti a partire dal mancato controllo dell’impatto delle attività petrolifere sul territorio, l’ambiente e la salute dei cittadini, mentre è prioritario pensare all’uso più efficace ed equo delle royalties da tradurre in posti di lavoro, opere infrastrutturali e progetti concreti di sviluppo, specie turistico, agricolo e agro-industriale. Solo in questo modo i lucani dei nostri 131 Comuni avranno una percezione della questione petrolio sicuramente non negativa. E allora rinnovo la sollecitazione – conclude il consigliere - a mettere da parte ogni ipocrisia e a trovare il coraggio di affrontare la questione nella consapevolezza, ampiamente diffusa tra le nostre popolazioni, che la normativa sulle royalties è nata male ed applicata peggio, tanto che ha generato un comportamento discriminatorio non solo fra i Comuni dalla Val d’ Agri ma anche e  soprattutto rispetto al restante  territorio Lucano che pure, come dimostra la questione ambientale della Valbasento, tuttora irrisolta, continua a pagare gli effetti negativi della produzione petrolifera senza alcun beneficio diretto o indiretto”.

dt