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Continuità assistenziale, Galante: ripristinare la legalità

Il consigliere regionale di Realtà Italia ribadisce “la propria convinta solidarietà ai medici, ritendo legittimo l’accordo integrativo regionale del 2008”

12/03/2018 15:00

ACR Le indennità sospese ai medici del servizio di continuità assistenziale, di cui oggi viene richiesta la restituzione, “sono state legittimamente erogate sulla scorta delle intervenute modifiche di cui all’accordo collettivo nazionale del 2009. Infatti con tale accordo è stato definitivamente cassato il principio generale di ‘omnicomprensività’ della retribuzione (art 72 A.C.N 2009 e contestualmente nel Capo I, riferito ai Principi Generali, art. 14, A.C.N. 2009) ed è stata riconfermata nelle materie oggetto di accordo integrativo regionale, la facoltà ‘nell’ambito degli accordi regionali, di poter definire parametri di valutazione di particolari e specifiche condizioni di disagio e di difficoltà e di espletamento dell’attività convenzionale’”. E’ quanto sostiene il consigliere regionale di Realtà Italia Paolo Galante che, “aderendo ad un principio generale per il quale fare parti uguali fra diseguali è ingiusto”, ribadisce “la propria convinta solidarietà ai medici della continuità assistenziale, ritendo legittimo l’accordo integrativo regionale del 2008. Il Gruppo di realtà Italia, per quanto di propria competenza, si impegna affinché, quanto prima, tutti i protagonisti di questa vicenda che interviene su un tema delicato e sensibile, quale è il diritto alla salute e alle cure mediche dei lucani di grave impatto sulla sanità regionale, si adoperino al fine di ripristinare la legalità e ricercare con urgenza le migliori soluzioni”.

“I medici di continuità assistenziale devono garantire un servizio che si traduce nel diritto alla salute e alle cure dei lucani – aggiunge ancora Galante -, un diritto costituzionalmente garantito. Una lettura che pone al centro della continuità assistenziale l’erogazione della singola prestazione medica, parte da un riferimento errato e giunge a conclusioni disastrose, sarebbe come voler valutare il servizio giustizia sulla base di singole sentenze e provvedimenti che i magistrati adottano. La continuità assistenziale è un servizio che garantisce ai lucani il diritto alle cure mediche e alla salute, negli orari in cui viene meno l’azione dei medici di famiglia, dalle 10 del giorno prefestivo, sino alle 8 del giorno successivo, dalle 8 del giorno festivo alle ore 8, del giorno successivo e ancora per tutti i giorni feriali dalle ore 20 alle 8 del giorno successivo. Si tratta di un lavoro delicato e importante, filtro necessario ai fini dell’appropriatezza dei ricoveri ospedalieri, che si svolge in strutture inadeguate, molto spesso prive delle fondamentali misure di sicurezza, prevalentemente di notte, in un territorio a bassa densità di popolazione, prevalentemente montano e in una regione con una disastrosa viabilità minore e con inverni lunghi e rigidi”.