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Tribunale Melfi, Pagliuca: chiusura non si può accettare

Il capogruppo del Pdl invoca “l'unità delle forze politiche ed istituzionali per rivedere questa scelta scellerata” e invita le forze politiche “a dire che questo provvedimento, ove dovesse andare avanti, sarà cambiato dal nuovo governo politico”

06/07/2012 16:14

ACR“La doccia fredda dell'annunciata chiusura del tribunale di Melfi ha confermato i timori che avevo espresso nel corso della riunione dei sindaci della zona il 23 giugno. Un governo che non sentendo la responsabilità del contatto con i territori ed i suoi cittadini ha finito per essere la mano di lobby che dietro il falso teorema del risparmio hanno nascosto obiettivi di tutt'altra natura”. È quanto afferma il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Nicola Pagliuca,

“Non è facile capire a chi ed a cosa gioverà la chiusura di un presidio di giustizia come il tribunale di Melfi - dice ancora il consigliere di centrodestra - di certo è facile comprendere quali saranno le conseguenze negative che si scaricheranno tutte sui cittadini desiderosi di giustizia vera. Il bilancio del tribunale di Melfi è veramente pochissima cosa rispetto agli sprechi che si registrano in altri settori del bilancio dello Stato e perciò non ritengo possa essere questo un motivo valido ed accettabile. I carichi di lavoro e l'efficienza del tribunale di Melfi lo collocano molto avanti ad altri presidi che resteranno in vita, quindi a cosa serve chiuderlo? La falsa, ormai tale, notizia trapelata nei mesi addietro che tecnicamente salvava Melfi a discapito di Lagonegro è stata la classica polpetta avvelenata che ha fatto abbassare la guardia ed ora ci si dice che è tardi per rivedere scelte già fatte. Io a questo non credo, non è mai troppo tardi. Sono convinto che l'unità delle forze politiche ed istituzionali sarà in grado di far rivedere questa scelta scellerata”.

Per Pagliuca “in Basilicata nessun tribunale deve chiudere, né Melfi, né Lagonegro e nemmeno Pisticci, e questo in applicazione dei principi contenuti nella delega ricevuta dal Governo, senza nessun regalo o deroga. La chiusura è uno scippo che non possiamo e dobbiamo accettare. È necessario sviluppare una azione efficace nelle commissioni parlamentari che esprimeranno il parere, che, quantunque non vincolante, rappresenta un primo momento vero di confronto con il Governo. Le forze politiche già da ora hanno il dovere di dire a chiare lettere che ove dovesse andare avanti questo provvedimento, lo stesso sarà cambiato dal nuovo governo politico. Questo è l'impegno che il Pdl si sente di assumere, conclude il consigliere di centrodestra, e su questo sarà incentrato il lavoro dei prossimi giorni”.

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